I VIAI, un patrimonio da salvare

I VIAI, un patrimonio da salvare

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Gli edifici e i monumenti che rappresentano la storia e il costume di un territorio dovrebbero essere oggetto di attenzione al fine di preservarli e renderli fruibili dalla comunità. Capita spesso però che il loro destino sia di vivere una triste noncuranza, diventando dei ruderi privi di futuro. E’ il caso degli antichi lavatoi di Impruneta, i cosiddetti “viai”, simbolo di un paese che fu ma abbandonati da molti decenni. Era la via delle acque, un collegamento che portava l’acqua dalla fonte della Docciolina fino a via della Fonte, così chiamata per questo motivo; lo scopo di tale opera era far arrivare, prima della realizzazione del pozzo, l’acqua il più vicino possibile a piazza Buondelmonti.

I “viai” fanno parte delle immagini tradizionali della vecchia Impruneta, del pittoresco borgo descritto nei libri di Leo Codacci, una realtà primonovecentesca di cui i nostri nonni conservano la memoria. Oggi di questa struttura rimangono i lavatoi in via del Ferrone, appena usciti da piazza Nova, e in via della Fonte, dove si trovano due edifici accanto alla cabina dell’Enel. Come detto si trovano in uno stato di assoluto degrado, vittime del trascorrere del tempo e di atti di vandalismo. Sebbene siano di proprietà comunale, nessuna amministrazione ha mai avviato progetti di recupero, contribuendo a far cadere i “viai” nell’oblio. Nell’ultima edizione del giornale “Chiantisette” Roberto Viti, intervistato da Maurizio Abbati, ha sollevato l’attenzione sulla vicenda, ricordando come già nel 2002 egli avesse segnalato la questione senza trovare purtroppo terreno di dialogo. Il tetto dell’edificio in via della Fonte è crollato di recente, scenario questo che Viti afferma di aver previsto in tempi non sospetti; la condizione precaria è un elemento che lega tutti gli ambienti del vecchio percorso idrico, e probabilmente assisteremo a nuovi cedimenti.

La proposta che avanza il consigliere di Obbiettivo Comune è quella di ristrutturare i “viai” , creando magari un accesso per il “campino del prete” da via della Fonte, di fianco alla cabina Enel, e utilizzare gli ambienti lì presenti come spogliatoi per l’area sportiva, tenendo conto anche della presenza dell’acqua. Nell’articolo si avanza anche un’altra interessante ipotesi, cioè di recuperare a fini turistici l’antica via delle acque, proponendola come itinerario che inizia dalla fonticina di via del Ferrone, prosegue in via della Fonte e risale infine in piazza Buondelmonti, di fronte al pozzo. Entrambe queste soluzioni avrebbero un impatto molto positivo su Impruneta e sugli imprunetini, i quali potrebbero riappropriarsi di un tesoro perduto con grandi vantaggi per il paese e per la memoria comune. L’iniziativa dovrebbe ovviamente partire dall’alto, nel palazzo comunale, se non con lo stanziamento di fondi almeno con un minimo di interesse per la sorte dei “viai”.

Se non dovesse muoversi niente dall’amministrazione, l’augurio è che possa avviarsi un percorso dal basso sul modello di quanto fatto per il Parco della Rimembranza, dove l’impegno di molte associazioni locali ha permesso di fare un grande lavoro in neanche due anni. Impruneta possiede uno straordinario patrimonio storico-culturale che ha pochi eguali nel territorio chiantigiano: conservarlo è il minimo che si possa fare, in omaggio al nostro passato e alla nostra tradizione.

 

 

3 COMMENTS

  1. Great post and straight to the point. I don’t know if this is actually the best place to ask but do you folks have any ideea where to employ some professional writers? Thanks in advance 🙂

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