Un’anima millenaria

Un’anima millenaria

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Non fatevi ingannare dal caldo fuori stagione che poco ha a che fare con ottobre: con l’alba dello scorso lunedì ad Impruneta è ufficialmente cominciato l’inverno. Non è l’inverno astronomico, ma è l’inverno del cuore e dei sentimenti, poiché la Fiera è finita e le luci del borgo si sono definitivamente spente. Come ogni anno ad Impruneta l’ultima domenica della Fiera di San Luca si respira un’aria particolare, malinconica, che anche se quest’anno non è stata accompagnata dal consueto freddo vento di tramontana che soffia da via Mazzini e da Fabbiolle, ha comunque portato agli imprunetini la consapevolezza che sul bel periodo è calato il sipario. Ora davanti ci sono grigi e spenti mesi di vuoto, in cui più che ai radi eventi in programma gli abitanti del colle penseranno soprattutto al gaio maggio, quando con l’avvento delle sagre rionali torneranno la briosità e l’adrenalina dei mesi incantati. Sicuramente ci porteremo dietro il ricordo di una bella settimana di Fiera.

La millenaria tradizione imprunetina ha rinnovato il suo appuntamento annuale con un’edizione ricchissima di eventi e per di più graziata dal tempo, con l’acqua che è caduta solo nella giornata di martedì. I sapori, i suoni e le sensazioni della Fiera si sa sono sempre gli stessi. Arrivando in piazza Nova si è attratti dall’aroma dei polli della Casa del Popolo che lentamente cuociono; salendo verso la chiesa è il richiamo dei brigidini e del croccante a dominare, mentre gli sguardi si perdono tra le tante persone che si vedono e a cui si tenta di lanciare un saluto; il caos delle bancarelle si unisce a quello del Luna park, dove, tra una giostra e l’altra, non si smette mai di essere bambini. Alcuni eventi hanno mantenuto anche quest’anno il loro carattere tradizionale, come la fiera del bestiame del martedì, simbolo di un tempo perduto in cui il mondo contadino e quello pastorale erano i protagonisti della settimana e del paese. Altri hanno saputo unire ai consueti elementi meravigliose novità, e non potrebbe esserci esempio più calzante dei fuochi: le meravigliose musiche scelte per accompagnare lo spettacolo pirotecnico, da Mission a L’ultimo dei Mohicani, hanno reso ancora più suggestivi gli amati “fochi”.

Molto apprezzati sono stati anche la mostra dell’artigianato alla Fornace Agresti, la quale ha ospitato anche eventi letterari e cene, e la scoperta di Impruneta attraverso “La compagnia delle seggiole”. Dal punto di vista degli eventi collaterali, ad alcuni ormai consolidati come la visita della Galleria Filtrante e la mostra della Società Corale, quest’anno dedicata al calcio (un’esposizione di maglie originali che gli appassionati avranno senza dubbio apprezzato), si è aggiunta la splendida mostra organizzata dal Circolo Cattolico: “Saluti dall’Impruneta” raccoglieva centinaia di cartoline e immagini del paese che fu, in un nostalgico e coinvolgente tuffo nei volti e nei luoghi che hanno fatto la storia del nostro borgo. Un grazie va a tutti i volontari e le associazioni che hanno reso questa settimana così intensa e piacevole.

Un grazie particolare va al Comitato Fiera, un gruppo di volontari che lavora nell’ombra e che tra mille difficoltà riesce ogni anno a far sì che la nostra tradizione più antica si rinnovi; alcuni aspetti andrebbero probabilmente migliorati e rivisti, ma con pochi fondi e con un clima d’intorno tutt’altro che di fiducia e collaborazione essi hanno avuto il merito di organizzare un programma ricco e originale. Finché alla base continuerà ad esserci questa passione disinteressata, la Fiera pur tra mille problemi andrà avanti. Perché essa è da sempre l’anima di Impruneta, quel momento in cui la gente riscopre un legame perduto con la propria infanzia e comprende fino in fondo il valore e la storia della propria comunità. Con buona pace dei soliti lamentosi e di chi si scaglia con discorsi vani e vuoti contro un mondo che per sua sfortuna non avrà mai il privilegio di capire. Una risata li seppellirà, o meglio ancora una frase dell’indimenticato Leandro Giani: “… come la Fiera di San Luca, che continua a scaldare la passione e l’amore della mia gente alla fiamma perpetua della sua fierezza antica”.

7 COMMENTS

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