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Tre anni dalla tragedia delle studentesse in Spagna, i genitori delle vittime: “Chiediamo giustizia, venga riconosciuto che il diritto alla vita delle nostre figlie è stato violato”

Nel ricordo di Francesca, Valentina, Elisa ed Elisa, Elena, Serena e Lucrezia ( originaria di Greve in Chianti)

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Era il 20 marzo 2016, quando un autobus con a bordo 57 studenti perse il controllo uscendo di strada: nei pressi di Freginals, nella zona di Tarragona in Spagna, l’incidente si trasformò in tragedia, in quel viaggio di ritorno da Valencia persero la vita tredici ragazze, sette di nazionalità italiana. Tre toscane: erano Lucrezia Borghi, Valentina Gallo, Elena Maestrini.

A tre anni di distanza, ricordando le giovani studentesse, i familiari delle vittime esprimono il desiderio di giustizia: ancora, infatti, niente si muove sul fronte giudiziario e la rabbia dei genitori torna a pronunciarsi nei giorni dell’anniversario della scomparsa delle loro figlie. Di seguito la nota diffusa dallo studio legale delle famiglie coinvolte:

 

“Sono passati tre anni e ancora una volta, nel giorno dell’anniversario di quel tragico evento, le famiglie che abbiamo assistito in questi anni difficili si trovano a fare i conti con lo sconcertante atteggiamento della giustizia spagnola: essa ha condotto il procedimento con una lentezza tale che si sta ancora dibattendo su quali indagini preliminari disporre; e lo si sta facendo dinnanzi alla Corte d’Appello di Tarragona, perché secondo il Tribunale di Amposta non c’erano neppure i presupposti per un rinvio a giudizio dell’autista, nonostante gli inconfutabili esiti della relazione sul sinistro effettuata dalla Polizia Stradale catalana e le risultanze univoche delle dichiarazioni testimoniali dei passeggeri.

I nostri assistiti in relazione alla vicenda processuale penale in Spagna non hanno mai preposto la finalità afflittiva a quella dell’accertamento e della sussistenza di precise responsabilità in capo ad uno o più soggetti; non hanno mai sperato in una pena esemplare; hanno sempre e solo chiesto che venga riconosciuto che il diritto alla vita delle loro figlie è stato violato; e che venga accertato l’autore dell’illecito: se questo sarà stato  frutto di un comportamento colposo o doloso inciderà sulla quantificazione della pena ma non darà niente di più alle famiglie; non inciderà sul loro desiderio di giustizia, è accessorio.

Troppe sono le zone grigie di questa vicenda e non solo sul fronte penale; ci siamo chiesti se può essere considerato giusto il comportamento di una Università che consente ad una associazione studentesca di organizzare al suo interno delle attività  spendendo il nome dell’ateneo, per poi negarne ogni rapporto; e continuiamo a chiederci se sia giusto che un operatore turistico possa creare un prodotto low cost, senza limiti di sorta, privo di una turnazione di autisti alla guida a discapito della sicurezza dei passeggeri; e ci chiediamo ancora se una società di trasporti possa lasciare alla guida  di un mezzo pieno di persone un autista consapevole della sua momentanea inidoneità alla guida.

Non siamo riusciti a trovare e dare risposte agli interrogativi che ancora oggi ci poniamo.   Tuttavia, sino a che i problemi accennati non saranno affrontati a livello politico e legislativo, episodi drammatici come quello accaduto a Freginals potranno ripetersi ancora.
Chiediamo pertanto alle nostre istituzioni di elevare formale protesta in tutte le possibili sedi e livelli, nei confronti di ogni Autorità spagnola coinvolta; perché queste ragazze che abbiamo imparato a conoscere e stimare erano parte del futuro: ci rappresentano e rappresentano tutti coloro che credono nei progetti comunitari, progetti che senza una necessaria cooperazione tra i vari stati perderanno il loro significato”.

In ricordo di Lucrezia, Francesca, Valentina, Elisa ed Elisa, Elena, Serena.”

 

Stefano Bartoli, Maria Cleme Bartesaghi, Lorenzo Boccaccini, Marco Lopez de Gonzalo, Fabio Pennisi, Cesare Perosa,  Cinzia Zanaboni e Giorgio Volpatto

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