Carnevale Medievale e tradizioni paesane

    Carnevale Medievale e tradizioni paesane

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    Domenica ho fatto un salto (bello grosso) indietro nel tempo; mi sono catapultata nel Medioevo a San Casciano.
    Le mura del paese creano già l’atmosfera giusta per il “Carnevale Medievale”, cinque contrade: Cavallo, Gallo, Giglio, Torre e Leone ognuna col proprio stendardo, un tema, gli sbandieratori e si apre la sfilata.
    Non è assolutamente paragonabile alla nostra bella Festa dell’Uva, proprio no però posso dire che loro con poco fanno tanto, questo si, mi sento di dirlo.

    Però mi volevo soffermare più che altro su un pensiero fatto poi “a freddo”, ho rimuginato sul fatto che al giorno d’oggi spesso e volentieri tutto gira attorno alle città ed alle grandi e caotiche metropoli, quando a mio avviso, devo dire che i piccoli paesini si danno da fare per mantenere un livello abbastanza alto (per quanto possibile) sul piano di attrazioni e tradizioni.
    Credo che sia davvero stimabile ogni piccolo paese che riesce a portare avanti una sua caratteristica perché “lottare” o comunque tenere un confronto con una città, per il mondo in cui viviamo adesso, non è facile, anzi, è difficilissimo. Questo perché la burocrazia aumenta in maniera esponenziale, le regole da seguire sono sempre più complesse, mettere i bastoni tra le ruote sembra esser diventato un hobby, le norme diventano beghe e la semplicità è ormai una caratteristica in via d’estinzione.

    Eppure un paese collinare come quello di San Casciano Domenica si è difeso davvero bene; ingresso a 3€, il meteo che ha giocato a suo favore, bancarelle, i falconieri che hanno imbastito uno spettacolo e poi la sfilata, composta da persone che ci hanno messo impegno e cuore, vestiti curati, tutto rifinito nel dettaglio, due bei maxi schermo e cosa vogliamo di più?
    Penso veramente che queste sagre, queste tradizioni, siano la linfa vitale di un paese costretto a dover “competere” con le grandi città, quindi tanto di cappello a noi che riusciamo a portarle avanti a testa alta nonostante tutto e tutti, partecipando nel nostro piccolo, alimentandole e pubblicizzandole a più non posso perché il cuore di un paese e l’amore per una tradizione che ha radici vere ed antiche batterà sempre più forte rispetto a quello di una metropoli che, seppur col cuore grande, il suo battito si disperde.