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Samuel Di Carmine fuoriclasse: un ripolese (antellese) trascina il Verona in Serie A

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Un ripolese, più precisamente un antellese, in Serie A.
Samuel Di Carmine, numero 10 dell’Hellas Verona, ha trascinato con una prestazione da 8 in pagella ed il secondo gol dei suoi, gli Scaligeri in Serie A. Dove il bomber classe 1988 era già stato, ben 13 anni fa e dove sognava di tornare dopo anni prolifici nel campionato cadetto. Un traguardo tagliato a trent’anni, nel pieno della maturazione calcistica, da protagonista indiscusso.

Samuel, originario dell’Antella ed una vita dedicata al calcio sin dall’infanzia, aveva esordito nella massima serie con la maglia della Fiorentina – era un Torino – Fiorentina – nell’ottobre del 2006.
L’anno successivo riuscì a segnare il suo primo gol tra i “big” nell’allora Coppa UEFA, indossando ancora la maglia viola. Poi, da quel gol che fece urlare al predestinato, seguirono anni di prestiti lontano da Firenze.
Dal 2007 al 2 giugno 2019, un flash lungo 12 anni, nei quali Di Carmine ha solcato campi inglesi (nel QPR) dunque italiani tra Gallipoli, Frosinone, Cittadella, una parentesi in C con lo Juve Stabia, Perugia, Entella, di nuovo Perugia. Annate buone, altre meno prolifere.
Infine la consacrazione, con la casacca del grifone: a Perugia Samuel si è imposto a suon di gol, 38 in 90 presenze, 13 nella sua prima vera stagione, addirittura 22 nell’annata 2017/18. Tra i più forti attaccanti della categoria e nella storia del Perugia come miglior marcatore bianco-rosso in Serie B.

Una stagione formidabile che è valsa la chiamata della vita, a Verona, il treno buono per rientrare nei massimi piani del calcio nazionale lasciati da poco più che maggiorenne.
2 giugno 2019: il secondo round della finale playoff contro il Cittadella è l’occasione del non ritorno. L’andata ha sentenziato 2-0 per i ragazzi di mister Venturato, il Verona deve imporsi per 3-0. Al Bentegodi. Difficile, non impossibile.

Samuel Di Carmine, dopo una stagione non semplice – infortuni, il cambio in panchina con l’addio di Grosso e l’arrivo di Aglietti, la coesistenza messa in discussione con Pazzini – è finalmente l’attaccante giusto al momento giusto. L’uomo della provvidenza a tinte giallo-blu. Doppietta all’ultima giornata di regular season contro il Foggia, buoni per accedere ai playoff; la rete, da ex, che sblocca i quarti di finale contro il Perugia, finiti 4-1 per il Verona; la marcatura decisiva contro il Pescara che vale la finalissima; il gol, straordinario per estetica ed importanza, del 2-0 di poche ore fa. Di tacco, con una piroetta, roba da Play Station. Il quinto in sei gare.
E’ lui l’uomo copertina del Verona.

Foto di Francesco Grigolini

Sono le 23:20 circa, riecheggia al Bentegodi il triplice fischio, i giallo-blu esplodono per il ritorno in Paradiso, dopo un anno di sofferto Purgatorio.
A portarli fin lassù c’ha pensato (anche) un antellese nato per giocare a calcio. Per dirla con alcuni nostri compaesani in trasferta veronese per tifare Samuel: “Con I’Dica ce ne andiamo in Serie A“!

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