Sospensione del procedimento penale per “messa alla prova”

    Sospensione del procedimento penale per “messa alla prova”

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    Cos’è la “messa alla prova”?
    La sospensione del procedimento penale con messa alla prova è un istituto che è stato introdotto con la Legge n. 67/2014.
    Ha finalità deflativa del carico giudiziario e ha lo scopo di reinserimento sociale anticipato degli imputati in caso di reati di minore gravità.

    Dal punto di vista sostanziale – artt. 168 bis ss. cod. pen. – si tratta di una causa di estinzione del reato, cioè un fatto giuridico che fa venir meno la punibilità di un reato.
    Dal punto di vista processuale – artt. 464 bis ss. cod. proc. pen. – può inquadrarsi come un procedimento speciale.

    In cosa consiste la messa alla prova?
    Essa è caratterizzata dalla prestazione di un lavoro di pubblica utilità dietro consenso dell’imputato.

    Gli obblighi dell’imputato sono:

    • ove possibile, il risarcimento del danno
    • l’affidamento al servizio sociale, per lo svolgimento di un programma, che può implicare prescrizioni relative sia ai rapporti con il servizio sociale o con una struttura sanitaria, sia alla dimora, alla libertà di movimento o al divieto di frequentare determinati locali
    • la prestazione di lavoro di pubblica utilità di durata non inferiore a dieci giorni

    Per quali reati si può applicare la messa alla prova?
    Essa può essere applicata in tre casi diversi:

    • Reati puniti con la sola pena pecuniaria
    • Reati puniti con la pena detentiva fino a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria
    • Reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio nel rito monocratico

    Si ricorda che la messa alla prova ha due limiti insuperabili: può essere concessa una sola volta e non si applica ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza.

     

    Come si accede al procedimento speciale della sospensione per messa alla prova?
    In generale, la richiesta di sospensione è formulata dall’imputato a mezzo del difensore, munito di procura speciale (di solito, inserita nella nomina a difensore di fiducia).
    L’istanza può essere presentata fino alla formulazione delle conclusioni dell’udienza preliminare e in caso di rigetto, prima dell’apertura del dibattimento. Essa può essere presentata anche in fase di indagini, necessitando in tal caso il consenso del PM.

    Ma… l’istanza di sospensione del procedimento per messa alla prova è sufficiente?
    No. La richiesta deve essere accompagnata, in allegato, dalla domanda di programma di trattamento avanzata a UEPE (ufficio esecuzione penale esterna).
    L’UEPE, a seguito della domanda di programma, prende in carico la richiesta dell’imputato e, nel corso dei successivi sei mesi, elabora il programma vero e proprio.

    Cosa contiene il programma di trattamento dell’UEPE?
    Esso ha un contenuto necessario, che consiste nella indicazione delle:

    • Modalità di coinvolgimento dell’imputato, nonché del suo nucleo familiare e del suo ambiente di vita nel processo di reinserimento sociale, ove ciò risulti necessario e possibile
    • le prescrizioni comportamentali e gli altri specifici impegni che l’imputato assume anche al fine di elidere o attenuare le conseguenze del reato, considerando a tal fine il risarcimento del danno, le condotte riparatori e le restituzioni, nonché le prescrizioni attinenti al lavoro di pubblica utilità o all’attività di volontariato di rilievo sociale
    • le condotte volte alla mediazione con la persona offesa, ove possibile.

    Con la richiesta di messa alla prova al Giudice e la domanda di programma all’UEPE, cosa succede?
    Il Giudice fissa una prima udienza, durante la quale decide della richiesta, valutando la sussistenza dei presupposti per la concessione del rito alternativo. Essi sono:

    • idoneità del programma di trattamento presentato
    • previsione che l’imputato si asterrà dal commettere ulteriori reati
    • possibilità di integrare o modificare il programma di trattamento, sempre con il consenso dell’imputato, anche sulla base delle informazioni necessarie che può acquisire tramite la polizia giudiziaria.

    Nell’ordinanza di sospensione del procedimento per messa alla prova, il Giudice deve indicare il termine entro il quale le prescrizioni e gli obblighi devono essere adempiuti. In ogni caso, il procedimento non può essere sospeso per un periodo:

    • superiore a due anni quando si procede per i reati per i quali è prevista una pena detentiva, sola o congiunta o alternativa alla pecuniaria
    • superiore ad un anno quando si procede per i reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria

    E’ possibile revocare la concessione della sospensione del procedimento per messa alla prova? Si. Esistono due casi. In primo luogo, qualora l’imputato commetta una grave o reiterata trasgressione al programma o alle prescrizioni, ovvero rifiuti il lavoro di pubblica utilità. In secondo luogo, qualora lo stesso commetta un nuovo delitto non colposo o un reato della stessa indole. In tali ipotesi la revoca è disposta d’ufficio dal Giudice con ordinanza.

    E… all’esito della messa alla prova?

    All’esito della messa alla prova, il Giudice deve valutare il periodo di sospensione, potendo giungere a due risultati:

    • Positivo: il Giudice dichiara estinto il reato. La valutazione positiva dipende quasi interamente dalla relazione e dalle informazioni ricevuto dall’UEPE

     

    • Negativo: il Giudice dispone che il processo riprenda il suo corso e la richiesta di sospensione non può più essere proposta. Unico effetto favorevole è che nel determinare la pena da eseguire in concreto, il PM deve sottrarre un periodo corrispondente a quello della prova esperita. (Si ricorda che tre giorni di prova sono equiparati a un giorno di reclusione o 250 euro di multa).
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    Studio Legale di Corinna Fabbri, Via F. Puccinotti 29, Firenze - 28 anni, diplomata al liceo classico Michelangelo, laureata in giurisprudenza con un master in professioni legali e avvocato del foro di Firenze, con studio in Via F. Puccinotti 29, Firenze. Mi dedico con impegno e passione alle tematiche del diritto, per cercare di offrire uno spiraglio di giustizia a chi è vittima di reati; in particolare, violenza di ogni genere, stalking e maltrattamenti, nonché reati contro la persona in generale. Mi occupo anche di diritto civile, per famiglia, condomini, recupero crediti e responsabilità. tel: +39 055 476073 cell: +39 3421412693