Sabato mattina al paesello

Sabato mattina al paesello

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Da sempre (e per sempre), il Sabato mattina imprunetino è sinonimo di mercato, con la pioggia, col sole, col freddo e con 40° all’ombra.
Il parcheggio di Piazza Buondelmonti viene svuotato dalle macchine e si riempie di bancarelle che noi paesani conosciamo a memoria e, se dovessi scegliere un giorno per descrivere la vera vita di paese, sceglierei senz’altro il Sabato mattina. Il perché è semplice: appena ti chiudi l’uscio di casa alle spalle, non fai altro che salutare con un “Ciao, buongiorno!” i tuoi compaesani e questo è un fatto tipico e bello della vita di paese, cosa che in città non accade o comunque, non in questa maniera. Ti fermi a fare colazione nel “tuo bar di fiducia” e sai già più o meno chi incontrerai col cornetto in mano e con una tazza di cappuccino, troverai senz’altro qualcuno con cui scambiare due chiacchiere e, facendo la tua solita colazione, respirerai la vera aria di paese, quella che ti ha cresciuto e che, nel bene o nel male, ti accompagna ogni giorno della tua vita.
Sai già che al solito tavolo o nel solito angolino troverai le signore a “cianare” e poi vedrai, col giornale sotto braccio, i mariti o i “vecchi lupi” di paese a parlare di calcio o di politica. Sorseggi il tuo caffè, finisci la pastina e parte la classica ed immancabile giratina al mercato con la mamma, con gli amici, in solitaria, coi bambini, ma va fatta, è un po’ un “rito” imprunetino.

Passi davanti a Carbone che ti saluta a gran voce e ti manda un bacio e poi guardi quei banchi che conosci a menadito, sai esattamente dove sono e cosa possono offrirti ma diciamoci la verità, noi imprunetini a quelle bancarelle ci siamo parecchio affezionati!
Il profumo dominante di questa mattinata è quello del pollo; ti penetra nelle narici, entra nelle case se hai le finestre spalancate e s’insinua anche nelle macchine se passi di lì coi finestrini aperti. Un odore che ogni volta mi fa ricordare i bei tempi delle scuole medie, svoltavo l’angolo della Piazza Nova verso le 13.00 e tac, narici, cervello e stomaco completamente invasi da quel profumo.

Anche il “parcheggio selvaggio” ha la sua tipicità in questa mattinata. Se ti svegli col piede sbagliato ti fa irritare la situazione, perché le macchine sono parcheggiate praticamente ovunque, certe volte anche in doppia fila, allo stop di via Paolieri non riesci mai a vedere se arriva qualcuno e spesso e volentieri incroci le dita e tenti la sorte sperando che la fortuna sia dalla tua parte, se invece ti svegli di buon umore e sei in macchina in tutto quel “marasma” sospiri e con un sorriso ti dici che è il giorno del mercato.

Mi piace tanto il Sabato mattina al paesello, è come una coccola per l’Impruneta, siamo tutti lì, nella nostra bella Piazza a fare la tipica giratina, da sempre e per sempre.

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