APOCALISSE SCUOLE

APOCALISSE SCUOLE

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Amministrare un comune è un’impresa senz’altro difficile, ma ancora più arduo è riuscire ad amministrare particolarmente male. Ad Impruneta tale evento è successo, e lo si è visto soprattutto nella questione scuole: l’amministrazione Calamandrei non solo non è stata in grado di costruire i nuovi plessi, ma ha distrutto anche quelli che già c’erano. Dopo 3 anni di governo infatti il bilancio parla chiaro: nessuna nuova scuola realizzata, tre scuole chiuse, ovvero la materna di via Roma, l’asilo di Bagnolo e le medie di piazza Accursio. Proprio quest’ultima chiusura, decretata improvvisamente pochi giorni fa, rappresenta il culmine del percorso di distruzione del settore scolastico imprunetino iniziato nel 2014 dalla giunta, e si può dire che simboleggi un ritorno alle origini; quando questa amministrazione si è insediata, il problema delle scuole nel nostro comune riguardava soltanto la media del capoluogo, dato che l’edificio non era di proprietà comunale e non era adatto ad ospitare una scuola. Lì si doveva intervenire, pianificando, previa un confronto con i cittadini e le altre parti politiche, di costruire in tempi brevi una nuova struttura. Una soluzione ovvia, ma non per la lungimirante giunta, che in preda ad un delirio megalomane e ad una manifesta incompetenza decise di lanciarsi in un folle piano scuole. ù
La chiusura della materna di via Roma fu il primo atto di una catena disastrosa che è arrivata fino all’altro giorno, con i ragazzi delle medie costretti a migrare in fretta e furia a Tavarnuzze. Tutti ci ricordiamo delle infuocate assemblee nella primavera di due anni fa, quando il sindaco, sebbene avesse già deciso il futuro delle scuole, prendeva in giro la cittadinanza con dibattiti farsa; e con quale impeto si scagliava verso chi osava dubitare delle scelte che si stavano facendo: “Non accetto processi alle intenzioni!”- urlava Calamandrei a coloro che non credevano alla possibilità di realizzare un nuovo plesso- “Entro settembre 2015 le scuole nuove saranno pronte!”. Quel settembre 2015 è poi diventato gennaio 2016, e poi agosto 2016, e poi gennaio 2017, e adesso è diventato mai. Sull’altare di questa utopia si è sacrificato il futuro di centinaia di bambini. La realtà ci parla di un edificio in malora, l’asilo in via Roma, della convivenza forzata tra materna ed elementari alla Paolieri, di un capoluogo impoverito socialmente ed economicamente dalla chiusura di due scuole. Anche Tavarnuzze ha subito danni, costretta ad accogliere d’improvviso nei suoi edifici moltissimi studenti. La causa di questo disastro è la totale mancanza di una visione d’insieme e di una programmazione seria, con conseguenza un navigare a vista verso l’abisso.
I responsabili sono tutti gli esponenti della maggioranza, da sindaco e assessori fino ai consiglieri, che hanno sempre votato a favore delle scellerate decisioni sulle scuole senza mai interrogarsi su cosa realmente stessero facendo. Ora il credito è finito, e Impruneta è stanca di essere presa per il naso. Coloro che hanno distrutto le scuole in questo paese hanno perso del tutto la dignità politica e personale: potrebbero riacquistarne una parte rassegnando il prima possibile le dimissioni.

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