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Nuova edificazione di via Barducci, le osservazioni dei Verdi Impruneta: l’area ricade nella fascia di inedificabilità del “vincolo cimiteriale”

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Sono scaduti ieri, venerdì 19 luglio, i termini per la presentazione delle osservazioni alla variante urbanistica che prevede la nuova edificazione dell’intervento TRr05 collocato a Tavarnuzze in zona Via Barducci, dietro il plesso scolastico, che prevede la realizzazione di una nuova edificazione residenziale di 2.422 mq, per corrispondenti 7.266 metricubi. La variante è stata oggetto di “ripubblicazione” in quanto il Consiglio Comunale aveva deliberato alcune modifiche all’intervento, con conseguente nuova decorrenza per la presentazione delle osservazioni.

Quattro le osservazioni presentate dai Verdi per Impruneta di contrarietà sulla nuova edificazione di Via Barducci.

  • La prima riguarda il diritto dei cittadini a poter presentare osservazioni. Infatti l’osservazione dei Verdi presentata in precedenza era stata respinta dalla maggioranza del Consiglio Comunale con l’assurda motivazione che l’osservante non ha diritto ad agire contro la previsione adottata per mancata correlazione con le ricadute prodotte dall’intervento previsto nella sfera giuridica e patrimoniale dell’osservante medesimo”.

Una palese assurdità, visto che la normativa regionale e statale, prevede che “chiunque può presentare osservazioni”, mentre non è mai richiesto di avere un tornaconto personale per poterlo fare, avendo quste la finalità di coinvolgimento dei cittadini alla redazione dello strumento urbanistico e quindi alla definizione dei modi di utilizzo di un determinato territorio. Altre due osservazioni ripropongono ed aggiornano la questione già sollevata nei mesi scorsi del mancato rispetto del “vincolo cimiteriale”.

  • L’area interessata dalla edificazione residenziale – evidenziano i Verdi per Impruneta – ricade nella fascia di inedificabilità del “vincolo cimiteriale” (art. 338 del R.D. 1265/34) del cimitero di Montebuoni-Tavarnuzze, per come è stata modificata con la legge 166 del 2002. Con la legge 166/2002 sono state infatti introdotte limitazioni alle tipologie di interventi urbanistici consentiti per gli immobili già esistenti ricompresi nella fascia del vincolo cimiteriale, mentre viene stabilita la inedificabilità per nuove edifici entro i 200 metri dal perimetro del cimitero. Tale vincolo urbanistico posto con legge dello Stato e come tale è operante indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con essi.

La riduzione della “fascia di rispetto cimiteriale” a soli 50 metri, cui il Comune si “appoggia”, approvata nel 1998 (antecedente quindi alla legge 166/2002), oggi opera soltanto per le due sole ipotesi per le quali la legge 166/2002 consente la deroga alla fascia di inedificabilità dei 200 metri: la costruzione di nuovi cimiteri o ampliamento di quelli esistenti, oppure per l’esecuzione di un’opera pubblica o attuazione di un intervento urbanistico. In merito a questa seconda ipotesi la Corte di Cassazione ha stabilito che la locuzione “attuazione di un intervento urbanistico” non può essere interpretata estensivamente fino a ricomprendervi anche l’edilizia residenziale privata.

In proposito abbiamo allegato alle osservazioni i testi dei regolamenti edilizi dei Comuni di Bagno a Ripoli e Firenze, in cui il vincolo cimiteriale risulta applicato secondo questa modalità.

  • L’ultima osservazione è corredata da un estratto delle sentenze del Consiglio di Stato che si è pronunciato in tal senso sulla applicazione del vincolo cimiteriale, con la richiesta al Consiglio Comunale di uno specifico approfondimento della questione, prima della approvazione finale.

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