Nato con il “TEOREMA D” – III

Nato con il “TEOREMA D” – III

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Quando sono approdato alle Medie, mio fratello Timoty era nato da un po’. A dire il vero fra me e lui ci corrono solo quattro anni. Lui è nato una mattina all’Alba d’estate e quando mi sono svegliato Jimmy mi ha portato subito da lui. Nemmeno il tempo di far colazione che subito secondo gli adulti avrei dovuto entrare in contatto con lui.

Lo vidi dal vetro dove stava e pensai subito che era davvero troppo piccolo per farci amicizia e che sarebbero passati secoli prima di correre nei prati insieme a lui. Rosy stava bene e la rimandarono subito a casa ed era così energica e felice che per pochi minuti pensai potesse avere la bizzarra idea di averne un altro, di bambini intendo. Lei non si lamentava del fatto che Timoty fosse nato in estate e pensava fosse bellissimo portarlo fuori quando voleva, tutto spogliato, libero e che potessimo avere del tempo per conoscerci. Mi fece, così, apparire quell’esserino come una vacanza. Da vero divergente tornai a Settembre all’asilo,con l’appoggio di Rosy, che sacrificandosi, mi veniva a prendere ogni giorno alle 12.30, in modo non mi sentissi parcheggiato ma amato. Sosteneva che più saremo stati insieme e meno la gelosia si sarebbe affacciata.

Così fu, anche se lei era stanchissima ma certa della sua filosofia. Tornando alle Medie, sono il posto dove non sei né bambino, né ragazzo e ti senti uno scarto, una particella di essere umano. Ti guardi intorno e ti accorgi che qualche compagno ha già i peli su tutto il corpomentre tu hai la pelle liscia come una femmina che odora di latte. Hai la pelle immacolata e forse lo spirito ancora puro, così semplice che a qualcuno non va giù. Ovvio che essendo un divergente non avevo il pelo, non avevo ancora un minimo abbozzo di addome tartarugato. Ma anche senza la corazza ero forte, così forte da accettare il fatto che i miei migliori amici se ne stavano andando e cambiando.

Molti passando dalla parte del male; un male che in molti non vedevano ma io sì. Acuto il dispiacere nel vederli persi nella marea di gelosie, invidie, confronti che li logorava. L’esibizionismo li attraeva e anche il desiderio di disubbidire. Mi resi conto molto presto che era un’utopia provare a capirli, non c’era niente da capire tranne che io ero in un modo e loro in un altro. Mi rimasero tre amici, non ho mai saputo se erano divergenti anche loro ma da qualunque pianeta o branco venissero mi sono stati vicini e io non mi sentivo solo ed ero felice. Jimmy diceva che le Medie sono il peggior posto per un bambino, perché nessuno sa cosa vuole. Rosy sosteneva che dovevo sorridere e che un giorno sarei diventato pieno di peli, simili a rami fioriti. Intanto il loro immenso amore mi bastava e lo trovavo un dono illimitato. Timoty era cresciuto e insieme ne facevamo di belle! 

Abbiamo corso in ogni prato disponibile e in ogni pensiero che si affacciava. E mi sentivo come se quel corpo piccolino non coincidesse con la mia testa. Finalmente, poi sono arrivate le Superiori e l’esplosione della natura! Ve lo racconto la prossima volta!

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1° Liceo Scientifico, SCIENZE APPLICATE, 14 anni; SEGNI DI RICONOSCIMENTO: occhi mutevoli dal marrone al verde. CARATTERE: sono un ragazzo simpatico a cui piace divertirsi, parlare con gli amici; sono estroverso anche con chi conosco da poco. Mi vesto alla moda e sportivo. Ho la caratteristica di essere gentile e riconoscente verso chi mi è sempre stato vicino. Scrivo sulla rubrica Gli Sprecati da sempre, perché ho sempre avuto la libertà di esprimermi ed esporre le mie opinioni in modo argomentativo, confrontandomi con il pensiero della gente.

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