ANCHE MARGOT VA RICORDATA

ANCHE MARGOT VA RICORDATA

Le vite umane sono storia nella Storia e le loro immagini e racconti sono il mezzo più autentico per non dimenticarle.

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In questi giorni di gelo, di neve, lo sguardo si perde fra le macerie dei passati terremoti e le immagini delle guerre che popolano il mondo. Ciò che resta sono i volti dei bambini, straziati dalla paura e le vere vittime senza sesso, colore o età di un mondo che piange. Piange le vittime, i carnefici, le calamità ma soprattutto l’indifferenza. Non ci sono età per piangere. Non ci sono differenze sociali per sorridere davanti ai volti dei sopravvissuti. Spesso questi volti entrano nelle nostre case con audacia tramite i Mass Media. Condivisi poi nelle nostre bacheche.

la foto storica del dramma bellico in Vietnam

Alcuni volti diventano addirittura elementi di propaganda ma in realtà dietro a quelle immagini che vengono condivise, ci sono dei drammi incolmabili, che restano chiusi e intrappolati nella loro stessa immagine. Drammi che abbiamo bisogno di vedere oltre che di sentirci raccontare, qualcosa che se non apparisse troppo non riusciremo forse a sentire vicino alla nostra vita. E allora per molti  è vero il detto: ‘lontano dalla vista lontano dal cuore’.

Così avviene nella storia o tramite i più grandi Romanzi, che si consacrano come un’immagine di un periodo o dramma storico. Uno dei più famosi al mondo è il Diario di Anne Frank. Pagine indimenticabili, scritte da una formidabile tredicenne ebrea, che schiacciata dal mostro della persecuzione, non smette di sognare e scrivere. Non rinuncia infatti ad esprimersi, trovando come valvola di sfogo, l’energia creativa.

Ma se non avesse creato qualcosa di tangibile come il suo diario, (che è stato letto e conosciuto da tutti), oggi sarebbe ancora viva fra di noi o sarebbe nell’ombra? Ed è qui che possiamo davvero riflettere sull’esigenza di ‘lasciare’ e poi propagare un’immagine o un pensiero come unica ‘arma bianca’ per non dimenticare certi drammi. La poesia ne è colma di questi esempi e anche la letteratura. Ecco lo scopo di un Giornalismo concreto, che non si limiti ad essere pura immagine dissacratoria ma immagine di storia umana, dove l’obiettivo non si concentri sul sangue o sul disastro ma sulla storia di quel sangue, di quel disastro e di quella salvezza. Così mi sono chiesta, chi, sottraendosi da questa possibilità è stato dimenticato?

‘La sua cenere muta è stata dispersa dal vento.’ ( Primo Levi)

La prima a venirmi in mente è stata proprio Margot Frank, sorella di Anne, nata il 16 Febbraio e morta a soli 19 anni senza aver la possibilità di essere ricordata. Morì insieme ad Anne Frank ma a differenza di lei non lasciò nessun diario scritto e cadde nell’ombra della sorella. Abbiamo solo delle lettere che confermano il fatto che stesse facendo un corso di latino per corrispondenza e che fosse un’alunna bravissima, dal carattere esemplare, che avrebbe studiato Medicina all’Università. Nel suo diario, Anne, scrive il 27 Settembre del 1942: “Margot non c’è bisogno di educarla, per sua natura è la bontà, la simpatia, è gentile e intelligente”.

Nel 2011 ad Amsterdam, finalmente, è stata inaugurata, una mostra fotografica, dedicata a Margot, allestita nella stessa casa di Anne Frank. Ad inaugurarla sono state le amiche e compagne di scuola di Margot Frank. Jetteke Frijda, amica di Margot, a proposito della mostra, disse:

“L’attenzione nei confronti di Anne è meravigliosa e giusta ma anche Margot va ricordata”.

Nasce così, la prima mostra fotografica, narrativa ed intensa, con tutte le immagini della sorprendente Margot, mentre pattina, legge, fa sport e sorride con le amiche, in quel lontano passato che non sospettava un destino così ingiusto.

Ecco che nell’immaginario della mia Rubrica, il volto di Margot, esperta pattinatrice, con un amore inconfondibile verso il prossimo, amica del cuore di tante ragazzine, anima solitaria e introversa, vuol essere il simbolo di un nuovo Giornalismo, che nasce per ricostruire la storia di chi, senza narrazione sarebbe dimenticato. Ogni vita ha un suo miracoloso spessore e raccontarlo, farlo vedere tramite gli slide può perpetuare la sua esistenza nel tempo. La biografia diventa il mezzo per consacrare anche ciò che appare normale. Una nascita, una vita, una storia nella storia non è mai un evento banale.

“La breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito” ( Primo Levi)

A tutti coloro che sono rimasti inespressi…  

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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