L’ex Vicesindaco Risaliti: “il rimpasto? Quattro capri espiatori non risolvono il fallimento!”

L’ex Vicesindaco Risaliti: “il rimpasto? Quattro capri espiatori non risolvono il fallimento!”

Joele Risaliti racconta i tre anni di mandato conclusi prematuramente a causa del terremoto politico

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Joele Risaliti, classe 1989, assessore e Vicesindaco uscente in quanto sostituito prima del termine della carica, si racconta alle nostre pagine, non risparmiando critiche alla classe dirigente che ha optato per un suo rimpiazzo. Le motivazioni? E’ Risaliti stesso a spiegarle nella seguente intervista, la prima da ex Assessore.

 

Quanto è durata la tua avventura istituzionale?
“Tre anni: dal giugno 2013 al giugno 2016.”

Il progetto di cui vai più fiero e quello che avresti voluto ma non sei riuscito a realizzare?
“Il progetto che ha dato risutati e soddisfazioni importanti, a Impruneta e a me, è stato “Buongiorno Ceramica”, di cui sono state protagoniste le nostre fornaci e tantissimi cittadini partecipanti.
L’amarezza più grande, invece, è quella di non esssere ancora riusciti a dare un adeguato assetto funzionale e gestionale alla Fornace Agresti. Era stato promosso un bando riservato alle imprese artigiane di terracotta, produttrici nel territorio imprunetino, e che a scadenza avrebbe potuto vedere la partecipazione da parte di alcune aziende di Impruneta. Purtroppo data l’incertezza politica non hanno partecipato.

“Cultura” e “Feste Tradizionali”, le tue deleghe più importanti. Adesso passano al Sindaco: è da considerarsi un’evoluzione che comporterà una maggior promozione o si confonderanno tra altri rilevanti impegni?
“Mi auguro che il lavoro svolto fino ad oggi possa trovare continuità, ma sappiamo bene che cambi così radicali e non giustificati mascherano sempre la volontà di una qualche “restaurazione” a vantaggio di piccole consorterie. Il percorso che ho avviato non è assolutamente concluso ed ha bisogno di essere seguito con impegno e coerenza perché il territorio di Impruneta torni a crescere in termini economici e culturali. La scelta di mantenersi le deleghe penso non sia casuale e ritengo, visto tutto il lavoro che ho già programmato fino al prossimo gennaio, che il Sindaco abbia voluto accentrare su di se la visibilità che inevitabilmente portano gli eventi e le iniziative da me progettate. Tutti sanno bene che quando un Sindaco accentra troppe cose su di sè non è mai un buon segno.”

Il tuo assessorato era frutto del compromesso elettorale delle Primarie. Pensi che la tua uscita sia il prodotto di questa mossa, a posteriori, avventata?
“Avevamo fatto un preciso accordo politico che aveva portato il Sindaco a vincere le elezioni primarie e amministrative. La “mossa azzardata”, il vero e proprio caos, è stato combinato adesso dal Sindaco e dall’attuale gruppetto “dirigente” del PD locale; infatti la mia revoca viene motivata da una richiesta pressante del PD che, pare, abbia effettuato una “verifica politica e una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo” cosa che poco a che fare con la buona amministrazione. Non è stata fatta alcuna valutazione di merito sul programma di legislatura, sul suo livello di attuazione e su quanto realizzato da ogni singolo assessore nei tre anni di lavoro svolto. No. Qui hanno sostituito 4 assessori su 5 soltanto “per ricompattare il partito” inserendo in Giunta 4 sostituti che evidentemente “garantiscono” meglio certi “equilibri” di potere tra correnti.
E’ evidente che questo “rimpastone” niente ha a che vedere con la buona politica e la buona amministrazione, qui nessuno si preoccupa minimamente delle necessità dei nostri cittadini da cui il Sindaco ed il partito sono sempre più lontani, impegnati come sono più a rianimare il passato che a costruire il futuro.”

Del resto, pur di ottenere il massimo del consenso dentro i soliti vecchi gruppetti del PD locale, si lascia il capoluogo di Impruneta senza alcuna rappresentanza in giunta. Cosa mai successa prima d’ora.

Il tuo avvicendamento è da considerarsi il definitivo fallimento del tentativo di far spazio ad un partito nuovo e giovane?
“Il paradosso è che a fronte del completo fallimento dell’attuale gruppo dirigente del partito che non ha saputo in questi tre anni rinnovarsi, ampliare il consenso territoriale (c’è stato un crollo verticale dei tesserati), trovare le mediazioni necessarie a ricucire gli strappi generatesi con le primarie, e anche a fronte di un Sindaco che riconosce il proprio fallimento politico (testimoniato dallo stesso rimpastone della giunta), l’unica cosa che fanno è sostituire 4 assessori su 5, pensando che la soluzione al caos che hanno provocato sia quella di trovare quattro capri espiatori. Qui a Impruneta, è successo che alcuni che avrebbero dovuto farsi carico di innovare la politica locale, hanno invece continuato a preferire la logica delle cordelline a quella del confronto aperto con tutti in contraddittorio, e non in conciliaboli clandestini, fatti a due a due, come purtroppo è avvenuto. Se si vuole l’unità si deve scegliere di confrontarsi a 360 gradi e non solo su quello che fa comodo e quando fa comodo e come fa comodo. Il PD di Impruneta è oggi un partito allo sbando, sempre più in preda a vecchi “sistemi” e inciuci.

Come definisci, dunque, il “rimpasto”?
Una cosa sbagliata e dannosa per i cittadini.
Sempre più persone si rendono conto che quelli che hanno accettato di entrare in giunta oggi potranno fare ben poco di buono e di utile nei 18 mesi che mancano all’appuntamento con le elezioni comunali della primavera 2018.

Cosa farai adesso? La politica Imprunetina sarà nel tuo futuro?
Continuerò ad occuparmi della politica Imprunetina e, se sarà possibile, darò volentieri una mano per l’evoluzione e la crescita della nostra comunità. Perché nel prossimo futuro il nostro territorio sarà chiamato a fare scelte importanti: scelte che, un partito “democratico”, avrebbe il dovere di condividere apertamente  con i propri iscritti, con l’elettorato di riferimento e con tutti i cittadini. Penso alle gestioni associate, in scadenza a dicembre; alla discussione sui nuovi assetti amministrativi e alla Grande Firenze; alla gestione delle opere collegate alla terza corsia di Autostrade e dei lavori per l’interramento dell’elettrodotto di Terna, che sono in gran parte ancora da realizzare.”

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