Le settimane post-parto e l’arte di osservare il proprio figlio

Le settimane post-parto e l’arte di osservare il proprio figlio

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Le prime settimane dopo il parto sono spesso le più difficili per i genitori e particolarmente per la mamma. Spesso non tutto si è svolto come ci si aspettava: magari si è andati incontro ad un cesareo inaspettato e si è cercato di iniziare l’allattamento al seno nonostante il dolore della ferita chirurgica e lo scombussolamento della anestesia. Il neonato è calato più del 10%, è sopravvenuto l’ittero, vi è da controllare una dilatazione pelvica segnalata dall’ostetrico durante la gravidanza……..

Tutto il personale dei reparti di ostetricia sono oramai molto attenti a questo momento, ma spesso si ricevono consigli che sembrano contraddittori e che disorientano.
Già in ospedale e, soprattutto a casa, iniziano poi i suggerimenti ed i commenti di parenti ed amici, che portano ognuno la sua esperienza, ma che molto spesso non aggiungono chiarezza.

Qual è il motivo di queste difficoltà? Come porci rimedio?
Il motivo principale è la oramai scarsa esperienza personale che le nostre giovani madri hanno del neonato e del bambino: pochi decenni fa le famiglie erano numerose e le bambine crescevano in mezzo ai fratelli, ai bambini delle vicine e dei parenti. Oggi giorno per trovare un bambino per far giocare il proprio bisogna andare all’asilo; qualche decennio fa si scendeva in cortile o nel prato più vicino.

Inoltre i pediatri erano pochi; in un territorio seguivano una scuola e l’approccio era uniforme nella sostanza. Adesso l’insegnamento universitario non ha più i “baroni” e gli indirizzi si moltiplicano. Inoltre molte persone scrivono libri e immettono messaggi su internet con loro pensieri ed indicazioni, spesso non suffragate da alcuna esperienza.
A questo proposito invito a non credere a tutto quello che è scritto sul web e ricordo che anche per noi medici è difficile orientarsi fra i numerosissimi scritti che vengono riportati sulle riviste ufficiali mondiali! Dovete sapere che chi ha scoperto la circolazione del sangue e chi ha fatto il primo trapianto, per anni, ha avuto contro i colleghi più famosi, che pubblicamente contestavano le loro scoperte. E non sono gli unici!

Secondo me non esistono metodi per approcciarsi al neonato che vadano bene per tutti e per sempre: a mio giudizio il pediatra, più che esporre le proprie teorie, deve insegnare ai genitori l’arte di osservare il proprio figlio. Fra l’altro quest’arte sarà utile per tutta la loro vita.
Questo porterà anche a capire che il neonato, il lattante, il bambino è un essere in divenire e che madre e figlio sono interdipendenti e che hanno un loro modo di comunicare: molte madri mi hanno riferito, ad esempio, che quando il bambino poppa al seno guarda fisso la madre e, se si ferma nel succhiare, basta che la madre gli parli, lo scuota leggermente e lui riprende il suo “pasto”.

Il pediatra quindi deve essere come una guida, che aiuti a districarsi nel mare dell’ignoranza (derivata dalla perduta frequentazione del bambino), del rumoroso chiacchericcio di parenti ed amici, nell’oceano non sempre onesto del web e degli interessati suggerimenti di molti.

 

Il Dott. Biadaioli Riceve a Tavarnuzze presso il poliambulatorio della Pubblica Assistenza – via della Repubblica 70; a Firenze presso lo studio privato in via Bonifacio Lupi 23; a Prato presso il Centro Medico Toscano in via Barsanti, 24

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Il Dott. Roberto Biadaioli è nato a Firenze il 29.7.1951 e vi resiede in via B. Lupi 23 (tel. 335 5623355, mail robiadai@alice.it, tel. casa 055 499555). Si è laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e lode, presso l'Universita` di Firenze, dove ha ottenuto anche le specializzazioni in Clinica Pediatrica e in Neonatologia sempre con il massimo dei voti e lode. Ha prestato servizio presso la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell' Ospedale di Careggi come Dirigente I livello. Oltre le normali attività, il Dott. Biadaioli ha condotto dal 1995 fino 30 Aprile del 2012 l’ambulatorio ecografico per i dimessi dalle varie sezioni del reparto ed eseguito le consulenze ecografiche del reparto.

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