La morale e il cemento

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Negli ultimi mesi l’Amministrazione comunale di Impruneta ha ripetuto più volte la propria ferma volontà di accelerare con il recupero dell’evasione fiscale. Tramite l’azione degli uffici e tramite il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, l’ente comunale si dichiara deciso più che mai a recuperare le ingenti somme di tasse che molti tra cittadini e aziende devono ancora versare.

Su tutte, l’imposta per cui la Giunta ha detto di voler più prontamente agire è l’IMU, e proprio l’Assessore al Bilancio Luca Binazzi ha sottolineato, in consiglio comunale e nelle assemblee pubbliche, il lavoro svolto nel 2019 e le previsioni di recupero per il 2020, ancora più positive.

Tutti gli imprunetini devono pagare l’IMU: è questo il messaggio che l’Assessore ha ribadito. D’altronde, chi può obiettare in merito.

Ogni buon cittadino è chiamato a sborsare le tasse, e i Comuni sono i primi ad agire quando ciò non avviene, compreso il Comune dell’Impruneta. Da noi però, al di là dei bei proclami governativi, a non pagare l’IMU si vince la possibilità di realizzare migliaia di metri cubi di palazzine.

Bisogna infatti sapere che le due società che hanno ottenuto da questa e dalla precedente Amministrazione la possibilità di realizzare le due più grandi lottizzazioni previste nel Comune, la scheda TRr08 nella valle di Cappello a Impruneta e la scheda TRr05 in via Barducci a Tavarnuzze, sono due dei principali debitori di IMU.

Parliamo del Consorzio le Fornaci e della Gimof Spa, che insieme devono al Comune centinaia di migliaia di euro di IMU non pagata nel corso degli ultimi anni. Basti pensare che nel 2017, alcune delle società che compongono il Consorzio le Fornaci (tra la cui la Pesci Spa, quella a cui era stata affidata la realizzazione delle nuove scuole ai Sassi Neri), avevano nei confronti del Comune un debito di oltre 300.000 euro di IMU non pagata tra il 2011 e il 2016.

Fu il consigliere Roberto Viti a tirare fuori per primo la vicenda. Di fronte a questo virtuosismo fiscale, la nostra Amministrazione non poteva rimanere immobile, e infatti ha pensato bene di “ricompensare” tali società permettendo loro di divenire i lottizzanti numero uno del territorio.

Chiariamo subito, non c’è nulla di illegale in questo. Ovvero, non esiste alcuna legge che vieti di far realizzare delle lottizzazioni a soggetti debitori nei confronti degli enti pubblici; questo lo ha ripetuto anche il Sindaco Calamandrei in un suo intervento durante un consiglio comunale dell’anno passato.

Esiste però la morale, e questo purtroppo il Sindaco sembra esserselo dimenticato. “Non tutto ciò che è morale è legale, non tutto ciò che è legale è morale”: la risposta migliore alla linea del primo cittadino la dà la Critica della Ragion pratica di Immanuel Kant.

Sebbene l’aver permesso a Consorzio le Fornaci e Gimof di saturare con inutili palazzine questo Comune non sia fuori dalla legalità, è sicuramente fuori da ogni ragionamento morale, dato che ci si riempie la bocca di lotta all’evasione fiscale e poi si stringono accordi con chi se ne frega altamente dei propri obblighi fiscali.

Alla faccia di tutti quei cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse, adempiono ai propri doveri e magari vengono perseguiti un minuto dopo se rimangono appena indietro con alcuni pagamenti.

In questo trionfo di ipocrisia, naturalmente nessuno nella maggioranza dice nulla, neppure coloro che quando erano all’opposizione sbraitavano contro la politica del costruire “case su case”, mentre adesso sono servi addomesticati che coltivano l’unica preoccupazione di tenersi stretta la poltrona.

Non sappiamo se riusciremo mai a riavere le centinaia di migliaia di euro di IMU che queste società devono al Comune. Di sicuro però sappiamo che ad Impruneta, se uno si stancasse di pagare l’imposta patrimoniale, può sempre presentare un bel progetto di lottizzazione in una qualsiasi area verde: troverà porte aperte e braccia spalancate, in nome di quella dannata idolatria dell’interesse che porta a calpestare senza ritegno ogni principio di moralità.

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