Dopo rottura del Legamento Crociato Anteriore l’intervento chirurgico è l’unica strada?

    Dopo rottura del Legamento Crociato Anteriore l’intervento chirurgico è l’unica strada?

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    Nella nostra rubrica della salute basata su evidenze scientifiche si ritorna ancora una volta a parlare di un argomento che fa molto discutere nel mondo ortopedico e fisioterapico, ossia il legamento crociato anteriore del ginocchio (LCA).

    L’articolo analizza uno studio scientifico uscito nel 2018 sul prestigioso “The American Journal of Sports Medicine” dal titolo: “Twenty-Year Follow-up Study Comparing Operative Versus Non-operative Treatment of Anterior Cruciate Ligament Ruptures in High-Level Athletes”. Lo scopo dello studio era quello di confrontare i risultati a lungo termine del trattamento chirurgico rispetto a quello non chirurgico nei casi di lesione del LCA in atleti di alto livello.

    In totale 50 pazienti con lesione LCA sono stati inclusi in questo studio tra il 1992 e il 1996, 25 sono stati trattati chirurgicamente con tecnica artroscopica mediante utilizzo del tendine rotuleo e 25 hanno eseguito soltanto un percorso riabilitativo fisioterapico basato su esercizi di rinforzo e controllo neuromuscolare. I pazienti che hanno subito l’intervento chirurgico sono stati selezionati tra quelli che presentavano un’instabilità persistente dopo 3 mesi di trattamento conservativo fisioterapico, mentre invece quelli del gruppo non operativo sono stati selezionati tra coloro che hanno risposto bene a 3 mesi di trattamento conservativo.

    Entrambi i gruppi sono stati accoppiati e valutati a 10 e a 20 anni di follow-up per quanto riguarda segni radiologici di osteoartrosi, condizione meniscale, stabilità del ginocchio (KT-1000 arthrometer, pivot-shift test, Lachman test, 1-legged hop test) e livello di funzionalità globale (KOOS,IKDC).

    Tutti e 50 i pazienti arruolati nello studio sono stati inclusi nella valutazione al follow-up dopo 20 anni, con i seguenti risultati: è stata osservata osteoartrosi a livello del ginocchio nell’80% dei pazienti trattati chirurgicamente contro il 68% del gruppo non chirurgico; non sono state rilevate differenze per quanto riguarda la funzionalità del ginocchio tra i 2 gruppi; il gruppo sottoposto ad intervento chirurgico ha riportato una maggiore stabilità nei test clinici ortopedici (Lachmann e Pivot-Shift Test), tuttavia non sono state riscontrate differenze in un test funzionale come il 1-legged hop test, a conferma che la lassità legamentosa non necessariamente correla con l’instabilità funzionale.

    In conclusione possiamo quindi affermare che un trattamento fisioterapico non chirurgico può rappresentare una valida opzione nella gestione delle lesioni a carico del legamento crociato anteriore come possibile trattamento conservativo di primo approccio.

     

    Per saperne di più su FisioLab 2.0, studio fisioterapico di Tavarnuzze, cliccate qui

     

     

    Jacopo Berti

    Fisioterapista OMPT

    Socio fondatore FisioLab Studio Fisioterapico e FisioLab 2.0

     

     

     

     

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    FisioLab 2.0, studio fisioterapico a Tavarnuzze, nato per idea e volontà di Simone Pratesi, Jacopo Berti, Luca Morandini, Paolo Duminuco: quattro fisioterapisti con specializzazione master europeo di primo livello universatario in Terapia Manuale (tale da conferire la carica di OMT, Orthopaedic Manipulative Therapist). FisioLAB 2.0 è specializzato nell’analisi e cura di disturbi muscoloscheletrici (lombalgia, cervicalgia, ortopedia), riabilitazione ortopedica post-intervento chirurgico, riabilitazione neurologica, riabilitazione geriatrica