Ragazze con problemi alimentari e specchio capovolto

Ragazze con problemi alimentari e specchio capovolto

Zoom psicologia e umanità

840
0
SHARE

 

La nostra Reby 12 ci parlerà dei problemi alimentari che riguardano le giovani generazioni. Affronterà anche argomenti che includono l’ansia e lo stress, legati a fenomeni sociali. La ‘sua penna’ ‘fresca e acuta’ servirà da spunto per ogni riflessione. Questa piccola scrutatrice degli aspetti psicologici e umani, non ha mai avuto certe problematiche, ma è colpita dal male oscuro che ingoia chi si trova a viverle e con la sua anima sensibile ne propone uno spaccato analitico e fuori dal giudizio, con il reale desiderio di aiutare, proponendoci uno Zoom di Psicologia e Umanità.

Sabrina Merenda

 

Il confine sottile dal giudizio alla comprensione. Essere ragazze oggi non è semplice tra miti veri e presunti, da sfatare e non. Uno dei problemi più grandi delle nuove generazioni è legato ai problemi alimentari, che colpiscono maggiormente il sesso femminile, forse per alcuni aspetti più incline al giudizio. Proviamo a parlarne, facendo riferimento alle definizioni scientifiche. Anoressia nervosa e normale; Bulimia nervosa; fame ansiosa; solo alcune delle infinite patologie più o meno pericolose. L’anoressia nervosa è indicata come un rifiuto del cibo, dettato dalla paura ossessiva di ingrassare. Paradossalmente, la persona coinvolta, si sente meglio man mano che dimagrisce, accettando maggiormente il proprio corpo. Questo avviene anche a causa di un processo maggiore di individuazione con il gruppo, che le fa maggiori complimenti, esortandola implicitamente a non mangiare. Lo specchio nel quale si guarda migliora, man mano che perde peso, confondendo ciò che giusto e sano con ciò che non lo è.

La bulimia, come l’anoressia, è una malattia che induce la persona interessata a provocarsi il vomito meccanicamente dopo aver soddisfatto il proprio desiderio di mangiare. Si mangia fino a non avere limiti, spinti da un incontrollabile voracità. Appena ci si accorge di non aver avuto freni, si prova un grande senso di colpa, in grado di portare i diretti interessati a liberarsi di ogni sostanza eccessiva, anche con l’uso di lassativi o digiunando nei giorni a seguire, con un conseguente sfasamento del sistema metabolico e nervoso. Questa persona, non si limita nelle attività sportive, pur iniziando a provare affaticamento e stanchezza con il rischio di svenirsi. Purtroppo, la maggior parte delle persone che ne soffrono, hanno un peso corporeo normale e quindi con una velocità incredibile vanno sotto peso, fino a sentirsi male. La fame ansiosa è in un certo qual modo collegata alla bulimia, perché spinti dal desiderio di riempire un vuoto interiore o una voragine creata dallo stress, si mangia fino a sentirsi male. Si mangia merendine e snack e si apre continuamente il frigo di casa, anche durante le ore notturne, trasformandosi in topi silenziosi. Qualcuno spende soldi di nascosto per fermarsi in pasticcerie o nei bar e piange dopo averlo fatto.

Mi ha colpito la storia di una ragazza che si era fissata sulle sue cosce troppo grosse e ogni giorno non pensava ad altro. Poi smise e iniziò a concentrarsi sul ‘fattore fianchi larghi’ o ‘pancia enorme’. Non sapevamo come aiutarla perché noi stavamo tanto bene con lei e ci sembrava bellissima. Ci rendevamo conto che era più formosa di noi ma non grassa o esageratamente enorme, come lei si descriveva, ma lei questo non lo capiva. Le abbiamo consigliato di non fissarsi sui canoni troppo magri. Se in un gruppo quasi tutti sono magrissimi, ovvio che lei potesse sentirsi grassa, ma se le fosse riuscita a spostare lo sguardo su altre ragazze di altri gruppi, si sarebbe accorta che ce ne erano tante come lei e che la normalità è solo soggettiva. L’estate scorsa al Bagno Girasole, invece, è ricomparsa dopo due anni una ragazza che non avevamo più visto. Era diventata magrissima e tutti le facevano un’ infinità di complimenti, fotografie etc; non contenta continuò a privarsi di ogni tipo di cibo fino a sentirsi male. Una volta le offrimmo del gelato ma lei con sforzo gli diede un assaggio e poi lo buttò via. Iniziammo allora a sostituire gli alimenti calorici con quelli vegetali o della frutta e pian piano a parlarle di buona educazione alimentare e ricominciò a mangiare, scoprendo che non ingrassava e non si sentiva più male.

Purtroppo non siamo riuscite ad aiutare X alla quale ormai si era rimpicciolito lo stomaco, con un conseguente ricovero in ospedale, costretta ad alimentarsi con delle flebo ricostituenti. Il senso di vergogna provato era tanto ma noi cercammo di farla sorridere. Sono passati alcuni mesi e oggi X è una ragazza normale, che fa piccoli spuntini ed ha riacquistato il peso corporeo. Ogni kg in più, chiunque le ha fatto una gran festa e ogni valore del sangue lo abbiamo festeggiato con lei. Spesso queste persone sono molto sensibili e ogni parola o azione di troppo può essere fraintesa. Tutti dobbiamo sempre stare attenti nel giudicare il corpo di un compagno o di uno sconosciuto e indurgli fiducia e sicurezza in sé. Quando vediamo mangiare una persona, se non abusa di cibo, sorridiamo, perché significa che è sana e felice. Dedico il mio articolo a tutti i ragazzi che hanno sofferto di queste patologie e ora hanno recuperato e a chi ancora lotta con il proprio disagio interiore. Se ci uniamo tutti possiamo capovolgere il loro specchio.

 

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY