Ho perso la prova costume

Ho perso la prova costume

La storia di Sdrucciolo e di uno Specchio di Biancaneve dai riflessi pericolosi  

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Un’afa pazzesca, la voglia di mare, una Firenze turistica di primo mattino e lei Sdrucciolo (pseudonimo) che mi aspetta seduta davanti al Duomo. Ho saputo che mangia il gelato e quindi glielo offro volentieri. Qualche anno fa per motivi di lavoro conobbi alcune ragazze di un centro di recupero per disturbi della alimentazione, feci amicizia con loro e le proprie famiglie, entrai emotivamente dentro i ‘reparti’ della loro vita. Sdrucciolo poi mi scrisse su Facebook e inevitabilmente mi raccontò la sua storia nel tunnel dell’Anoressia. Oggi Sdrucciolo è quasi guarita, dopo un lunghissimo percorso con grandi professionisti del settore  e quindi assaggia il gelato sporcandosi le labbra di vaniglia, senza indugiare. Un piacere guardarla. Ha riacquistato peso e credo di essere riuscita a convincerla a non lasciare gli studi. Si è innamorata ancora e il suo ragazzo prepara i ‘bocconcini’ per lei. Le storie d’amore belle fanno sempre ricominciare a mangiare, sono quelle che fanno soffrire, togliendo l’appetito e il rispetto di noi stessi.

Tornando al mio saluto e forse brindisi alla vita, con tanto di cappuccino, nasce la volontà di scrivere un pezzo delicato che possa aiutare tutte quelle piume di giovani vite o donne alla ricerca dell’illusione del corpo perfetto o in procinto di sbarazzarsi di una parte fondamentale di loro, fatta di sicurezze e autostima. Il corpo diventa un’ossessione in 3D fino ad assorbire la loro esistenza e scartare ogni approccio con il cibo, per arrivare al suo rifiuto fisiologico e psichico. Sdrucciolo – come dice lei – è sdrucciolata sullo Specchio di Biancaneve, quello che con insistenza ti chiede in ogni momento la prova costume al cospetto di una minacciosa bilancia.

“Sai che significa dipendere da una bilancia?”.
Forse pesarti in tutto ogni ora anche mentre bevi?
“Esatto, ti toglie tutto, sei solo peso corporeo”.

Piego lievemente la testa e lei mi chiede ancora:
“Tu hai mai scordato la prova costume?”
Certo, anche questo anno.
“Non ti sei sentita terribilmente triste?”

Così davanti ad una domanda dal ‘codice rosso’ ho pensato di darle carta e penna e ribaltare i ruoli…Eccoti me su un piatto d’argento…buttiamo giù tutti i muri e ascoltami.
Sdrucciolo così è diventata giornalista per poche ore.

Le ho raccontato di essere stata una bellissima ragazza di 16 anni, dai lunghissimi capelli color cenere, striati di chiaro. Due gambe allenate della pattinatrice autodidatta…pattinavo ovunque, specie da bambina e salivo anche le scale con i pattini, viaggiavo per Via Vittorio Emanuele con due gambe robuste ma lunghe, si giravano a guardarmi nonostante non fossi il prototipo della ragazza manichino. Le braccia invece erano esili e il mio busto era nato per stare in un corpetto stile Ottocento. Ero come la canzone di Vasco Rossi, “Alba Chiara” e non camminavo con la mela ma quasi. Ero quella che non aveva vizi e se ne andava mentre il mondo faceva caos. La musica era la mia immensa amica e ridevo tanto con le amiche, scrivevo da sempre. Nel mio mondo misurato tutto aveva un equilibrio, tranne il mio corpo che tenevo ‘a foglie di insalata’ perché non perdesse armonia. Mi scoprirono un rallentamento anomalo del metabolismo e a 18 anni fui costretta a ‘distruggermi’ di palestra per non ingrassare e mangiare di più: facevo 3 ore di palestra al giorno e mezz’ora di corsa.  Grazie alla mia strana configurazione metabolica riuscivo a mantenere per un periodo assurdo tutta l’energia dentro di me, non sentendo mai stanchezza, ma dovendo stare sempre ai limiti paradossali del cibo. Fortunatamente non sono entrata mai nel tunnel. Forse il mio metabolismo ne era immune, o forse le sostanze che gli davo erano intelligenti, ma io ero un caso anomalo e dico sempre a chi lo racconto che in generale non è così ed è rischioso. Un giorno mi sono stancata di tanta ferrea disciplina e ho iniziato a mangiare un po’ di tutto, poco e spesso, con minimi carboidrati e intanto la fantastica Dieta Mediterranea stava diventando quella più preziosa del mondo e decisi di assecondare almeno una volta a settimana tale cultura preziosa.

Sono però ingrassata e i chili mi sono rimasti addosso perché a causa dei duplici impegni lavoro-famiglia non riuscivo a ‘pattinare’ o dedicare tempo a un sano sport. Ho iniziato a sforzarmi di lasciare l’auto lontana dai luoghi di lavoro e a costringermi a camminare sempre a qualsiasi ora. Ho cominciato a sentire il sapore di alcuni alimenti e il loro magico profumo. Sempre in equilibrio ma mai in ossessione. Ho iniziato a sentirmi libera, perfino dalla bilancia, anche se questo atteggiamento non era conforme ai canoni della società. Ho guardato le mie foto da ragazza e ho notato una bellezza sorprendente, di quelle che ammiravano i ragazzi allora e ho realizzato perché.  Ho capito che nel momento stesso in cui mi ero liberata della costrizione mentale degli altri e non della mia, del giudizio massacrante delle misure per centimetri, avevo iniziato a produrre dentro di me le cose più belle. A limarmi dentro, a sentire con una intensità fantasiosa ogni emozione, brivido, attimo di vita. A fare elevare la mia intelligenza. Ho focalizzato l’attenzione sull’anima e la cura verso le sue attitudini e imparato ad esaltare i punti ‘Inn’ del mio fisico. Tutti li abbiamo, basta valorizzarli e farli muovere come accessori di eleganza.  Ho capito che volermi bene era la mia forza. Quindi ho perso tante prove costume ma nuotato nel mare volentieri, goduto del sole sulla pelle, dello smalto alla sera sotto il chiaro di luna, dei baci da dare o ricevere. Ho perso la prova costume il giorno stesso in cui nell’indossarlo non ero perfetta ma riuscivo a muovermi bene, a fare della lieve abbronzatura un vestito da sera. Lo specchio di Biancaneve si è oscurato e al posto della strega c’era un oblò sul mare.

 

Sdrucciolo mi ha guardata e con le lacrime agli occhi mi ha chiesto:

“Non invidi chi non ha perso la prova costume?”
No l’invidia non fa per me, se una persona ha forme armoniche perfette sono felice per lei e la guardo dolcemente, penso che magari abbia dedicato tanto tempo a ciò o che abbia un dono dalla natura. Ciascuno di noi ha i suoi doni e sceglie cosa curare di più, ma non deve diventare un’ossessione.

“Cosa trovi peggiore perdere?”
Trovo peggiore perdere le prove della vita, fatte di impegni, gioie, amore, attimi di vita morsi, promesse e forse perdersi anche una pizza a settimana con gli amici.

Sdrucciolo dagli occhi da giraffa sorride.

Oggi è passato un mese da quando ho incontrato Sdrucciolo. Mi ha mandato una foto in cui prende in giro la sua pancetta mentre si trova al mare e io le ho fatto vedere il costume blu cobalto che tutto sommato mi rende molto carina. Non disdegno la grazia, la raffinatezza, ma oggi più che mai mi rendo conto che stiamo formando nella nostra società  ‘piume’ che temono la prova costume e allora ho sentito l’esigenza di lanciare un appello:

Ragazze e ragazzi se potete fare sempre sport con coerenza, ma mangiate anche un pezzo di pizza o un piatto di penne al pomodoro. Nella vita la prova più importante è non perdere l’appuntamento con voi stessi, avete uno specchio unico dentro di voi e qualcosa di sano che può distrarvi da una massificazione di costumi.

Ora scappo, felicemente convinta di aver perso la prova costume.

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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