Dieci metri dalla Luna

Dieci metri dalla Luna

203
0
SHARE

L’ Orlando Furioso nel ‘500 fece spedire Astolfo sulla luna per ritrovare il senno della umanità allo stesso modo di come, nel 1969, l’allunaggio statunitense si pensava avrebbe posto fine alla Guerra fredda fra Usa e Urss. Il governo era in una crisi profonda e l’uomo del Dopo Guerra aveva perso la sua ultima occasione di sognare le sue emozioni. Fu così che durante il lancio giudicato scientifico, molti giornalisti decisero di riprendere le facce emotivamente provate fra il pubblico, invece di concentrarsi sull’allunaggio. Erano le facce sconnesse della gente qualunque, quella dei grandi sacrifici, delle corse alla terra americana. La scienziata Margherita Hack lo definì un viaggio meno scientifico e molto umano, ritenendo che l’uomo ne avesse bisogno. Tre i momenti storici in grado di dare all’uomo la sensazione della sfida che sormonta lo stesso essere umano: la scoperta dell’ America con Cristoforo Colombo nel 1492, la bomba atomica sul Giappone , lo sbarco sulla Luna.

La prima figlia della conquista sulla terra infinita; la seconda quale visione massima del male assoluto; l’ allunaggio come la ‘grande speranza’. Lo stesso quotidiano del Vaticano, l’Osservatorio Romano, si domandò quanto l’esistenza di nuove vite potesse finalmente salvare la terra dall’odio. Del resto il suo più compianto e romantico veggente storico fu John Kennedy, il quale già dal 1961 aveva predetto lo Sbarco sulla Luna. Forse per questo che lo immaginiamo eternamente fra i poeti. Poco dopo la l’allunaggio ci furono commercianti che cercarono di farne la loro fortuna creando veicoli spaziali adatti alla missione che da lì a poco sarebbe diventata alla portata delle famiglie. In realtà si stava realizzando il mondo degli spot televisivi e della propaganda commerciale con la luna che appariva su tutte le riviste. Quel giorno in cui il sogno prese forma, milioni di persone di tutto il mondo, fuori che la Cina inconsapevole, si sintonizzarono nella lunghissima diretta TV. Gli uffici si svuotarono con la promessa di lavorare meno e meglio, magari con soldi che arrivavano dal mondo della luna e da chi sapeva produrla, dal Cinema alla tecnologia, fino alla grande industria.

Si sentì solo dire da Tito Stagno: “L’hanno toccata” . In verità mancavano ancora 10 metri e fu solo una antenna a sfiorarla. Questa illusione bastò a a creare la Storia in anticipo e a dare l’illusione della notizia a un altro che rimase per sempre nelle pagine della Storia. Si narra ancora oggi di uomini che sfidarono la tecnica e la scienza senza Ippogrifo e privi della cavalletta meccanica del famoso Cyrano De Bergerac. E intanto il suo padre onirico fu Galileo Galilei che dopo aver puntato il telescopio al cielo in quel lontano Seicento, si permise di disegnare una sfera con tanto di montagne tracciate. Oggi a 50 anni dalla realizzazione del sogno onirico su cui De Chirico sospendeva i suoi personaggi in cerca di oasi, e di quel magico allunaggio , il 20 luglio si celebrerà il Moon Day, una intera giornata dedicata alla rievocazione dei fatti che hanno sottoscritto una pagina della Umanità.

Ma cosa ha rappresentato davvero lo sbarco sulla Luna? Una speranza – lo abbiamo detto. La rinuncia da parte della Unione Sovietica verso la corsa alla luna e il suo primato, quindi un risultato politico. Infine dopo il 1970 ha rappresentato un messaggio di cooperazione fra le due Superpotenze, non più rivali spaziali ma unite dalla Ricerca. Furono sancite dal progresso mediatico non colpevole in questo caso e in grado di trasformare il processo scientifico nella prima forma di comunicazione capace di debellare l’odio. E su questa interpretazione che forse possiamo metaforicamente dire: “Esci dal tuo pianeta per venire sulla Luna con me”.
Forse supereremo sfide mai viste, mentre ora siamo ancora a 10 metri dal toccarla.

SHARE
Previous articleTramvia del Chianti, Movimento 5 Stelle Impruneta: “Pellicola sbiadita di un film già visto! Siamo favorevoli ma…”
Next articleLa “lettera” social di un cittadino di Croce a Balatro: “Ogni giorno si corre un Gran Premio, proviamo a…”
BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY