Ansia: un aiuto concreto dalla Terapia EMDR

    Ansia: un aiuto concreto dalla Terapia EMDR

    a cura della Dott.ssa Elena Pacini, Psicologa Psicoterapeuta

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    L’ansia è un’emozione universale che non sarebbe di per sé inadeguato provare, in quanto rappresenta una componente necessaria della risposta dell’organismo allo stress. Si parla perciò di ANSIA ADATTIVA, cioè fisiologica, quando prepara la persona a fronteggiare un pericolo potenziale e contribuisce ad affrontare situazioni difficili. 

    L’ANSIA viene considerata DISFUNZIONALE, cioè patologica, quando disturba in misura più o meno notevole il funzionamento psichico globale della persona determinando una limitazione delle capacità di adattamento all’ambiente. L’ansia patologica spesso è dotata di una propria “autonomia”, manifestandosi senza alcuna correlazione con apparenti cause esterne o è sproporzionata rispetto all’entità dello stimolo scatenante; ha una intensità tale da provocare un grado di sofferenza non sopportabile e una durata spesso cronica, limitando il funzionamento nella vita di tutti i giorni. 

    Sono disturbi d’ansia gli attacchi di panico, le Fobie, l’Ansia Generalizzata.  L’ansia ha varie componenti. 

    La componente cognitiva implica aspettative di un pericolo diffuso, incerto e imminente. La sovrastima del pericolo e la sottostima delle capacità di fronteggiarlo, riflettono l’attivazione dei cosiddetti “schemi di pericolo”, cioè schemi cognitivi per cui la realtà esterna viene vissuta come estremamente pericolosa e se stessi come estremamente vulnerabili. Si crea in questo modo un sorta di circolo vizioso che rinforza le manifestazioni d’ansia. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare la minaccia: la pressione del sangue, la frequenza cardiaca e la sudorazione aumentano, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e di quello digestivo diminuiscono. Si può notare pallore della pelle, sudorazione, respiro affannato, tremore e dilatazione pupillare. 

    Dal punto di vista emotivo troviamo una complessa combinazione di emozioni negative come apprensione, preoccupazione, paura (ad es. nell’attacco di panico vi è una intensa paura di morire o impazzire). Dal punto di vista comportamentale si possono presentare comportamenti sia volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti sono frequenti e non-adattivi dal momento che limitano gli spostamenti e il coinvolgimento in situazioni sociali o lavorative ritenute pericolose. 

    COS’E’ L’EMDR E COME PUO’ AIUTARE? 
    L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing-Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari) è un trattamento psicoterapeutico creato nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro. Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato a ricordi traumatici (ad esempio nei reduci di guerra) si è via via trasformato in un approccio sempre più raffinato e complesso in grado di affrontare gran parte dei disturbi psicologici, in particolare dei disturbi d’ansia. Oggi è considerato il trattamento evidence-based (cioè basato su evidenze scientifiche) per il Disturbo Da Stress Post-traumatico, approvato, tra gli altri, dall’American Psychiatric Association, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal nostro Ministero della Salute. 

    La letteratura sull’ansia ha ampiamente riconosciuto il ruolo degli eventi di vita negativi (soprattutto in età infantile), come fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo d’ansia. Eventi traumatici singoli o ripetuti come ad esempio lutti, maltrattamenti in famiglia, separazioni precoci dalle figure di accudimento, abuso infantile, episodi di bullismo ecc. sono quindi fattori che contribuiscono all’insorgenza dei disturbi d’ansia e che possono essere affrontati con la terapia EMDR. 

    La seduta di EMDR
    Inizialmente lo psicoterapeuta raccoglie la storia del paziente identificando con lui gli eventi di vita, le esperienze che hanno contribuito a sviluppare il problema. Sono questi “ricordi” che verranno elaborati: il paziente viene invitato a focalizzarsi sul ricordo, a notare le immagini, i pensieri, le sensazioni fisiche ed emozioni collegate all’esperienza traumatica, nel contempo lo psicoterapeuta gli fa compiere dei semplici movimenti oculari destra-sinistra. Tali stimolazioni hanno lo scopo di  favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello del sonno. Dopo l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento, ma sente che tutto ciò fa parte del passato ed è integrato in una prospettiva più adulta. 

    Con l’EMDR si lavora non solo sul ricordo di alcune esperienze che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo d’ansia, ma anche sul ricordo delle prime volte in cui si è provata l’ansia e le volte peggiori, in modo da desensibilizzare e neutralizzare queste reazioni. Gli aspetti vincenti dell’EMDR sono rapidità di intervento, efficacia e la possibilità di applicazione a persone di qualunque età, compresi i bambini. 

    • Per maggiori informazioni: 

    Dott.ssa Elena Pacini, Psicologa Psicoterapeuta 
    Iscritta con il n. 3162 all’Ordine degli Psicologi della Toscana 
    Specializzata in Psicoterapia Relazionale. 
    Si occupa di Psicoterapia EMDR e Sessuologia Clinica. 
    Studio 1: Tavarnuzze, via Imprunetana per T., 231/A 
    Studio 2: Firenze, via della Fornace 29/31 
    tel. 3490715883 mail: elena.pacini@gmail.com 
    www.elenapacini.it

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    FisioLab 2.0, studio fisioterapico a Tavarnuzze, nato per idea e volontà di Simone Pratesi, Jacopo Berti, Luca Morandini, Paolo Duminuco: quattro fisioterapisti con specializzazione master europeo di primo livello universatario in Terapia Manuale (tale da conferire la carica di OMT, Orthopaedic Manipulative Therapist). FisioLAB 2.0 è specializzato nell’analisi e cura di disturbi muscoloscheletrici (lombalgia, cervicalgia, ortopedia), riabilitazione ortopedica post-intervento chirurgico, riabilitazione neurologica, riabilitazione geriatrica