ALLA RICERCA DEL VERO BABBO NATALE

ALLA RICERCA DEL VERO BABBO NATALE

Sogno di una sera di mezzo Inverno

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Eccoli qua...i bellissimi "Sprecati" della Geniuspen

Creatrice della Geniuspen: Sabrina Merenda
I ragazzi Geniuspen – Gli Sprecati: Giulia Belli, Francesca Vadi, Bernardo Pishinxa, Alessia Vitali Giotti, Yuri Tempesti, Paolo Masi, Tommaso Masi, Margherita D’Angelo, Eleonora D’Angelo, Sofia Sorbelli, Niccolò Bordoni, Daniele Domenici, Lorenzo Bordoni, Edoardo Galletti, Duccio Lo Vecchio, Mariasole Lo Vecchio, Costanza Domenici

 

Oggi, chi vuol immaginarsi Babbo Natale, intento a confezionare doni per tutti bambini, lo fa, pensandolo a Rovaniemi, in Finlandia, una città al limite del Circolo Polare Artico a otto chilometri dal Polo Nord. Proprio dalla Lapponia, provengono le fiabe e le illustrazioni più belle su questo personaggio. Un uomo anziano ma laborioso che ha fatto di tutta la sua vita, un unico progetto: creare e confezionare doni . Eppure, questo uomo, altruista per eccellenza, ancora oggi viene visto da molti come il simbolo del consumismo, basta pensare a come è diventato famoso con la pubblicità della Coca Cola, responsabile anche del colore rosso della sua veste, nato appunto per sponsorizzare il prodotto. Ma davvero questo personaggio è così lontano dalla spiritualità del Natale? 

Ecco che l’adolescente Tiburzio Quadretti ci dà un quadro esatto della vita di questo signore tanto amato ma anche chiacchierato:

 

‘Vi racconto chi era davvero Babbo Natale, il quale in origine si chiamava San Nicola. Nacque a Patara di Licia, il 15 Marzo del 270 e morì a Myra, il 6 Dicembre del 343. Divenne presto orfano a causa della peste ma ereditò dai suoi genitori un enorme patrimonio che distribuì ai poveri. Vescovo greco di Myra (Attuale Turchia) visse nell’ambiente tragico delle Crociate, lottando contro le persecuzioni dei cristiani, tanto, che queste sue azioni gli causarono come conseguenza un aspetto inqueto: un volto ombroso, con un grosso naso spiaccicato. L’ipotesi più credibile, che se lo fosse rotto, lottando. Oltre a questo, aveva la pelle olivastra e capelli folti e incolti, con una barba lunga e grigia. Nel 1800 fu ritrovato da dei marinai di Bari, quello che si deduce fosse stato il suo scheletro e fu così che avvenne la traslazione di san Nicola dalla città di Myra a Bari. I marinai lo portarono come un trofeo e lo tennero gelosamente custodito. Oggi, grazie a un software di ricostruzione facciale, gli studiosi del settore, hanno potuto appurare tutte le ipotesi riguardanti il suo aspetto. Nasce dunque come un santo, protettore dei bambini e per ovvi motivi, dei marinai. Si narra anche, che un giorno, entrando in una locanda, vide rapire e uccidere dei bambini, tanto da voler trovare i loro aguzzini e far risuscitare i bambini stessi. Pian piano, questa leggenda europea, passò di bocca in bocca e per mano degli immigrati europei, arrivò anche in America. Purtroppo, qualcuno pensò bene di storpiarne il racconto e forse confuse la storia della locanda con un vizio strano del buon Babbo Natale, che divenne grottescamente, il simbolo del vizio e del consumo dell’alcol. In poche parole si era passati da un’interpretazione cristiana a una pagana e storpiata’. 

In Germania, la sua enigmatica figura, si coprì di mistero, per diventare ‘lo spettro’ del passato e dei ricordi. Così anche in Inghilterra. Chi non ricorda il mitico spettro, tratto dal Romanzo di Cherles Dickens?
‘A Christmas Carol’ scritto nel lontano 1843, rappresenta l’evocazione dello spirito di un’idea, l’idea del Natale…lo scrittore ci dice:

‘Possa esso aleggiare gradevolmente nelle vostre case, tanto da non desiderare di scacciarlo’.

Ecco che il nostro Geniuspen Classe 929, ci racconta invece cosa realmente accadde dal 1800 in poi…
‘A ridare valore a questa figura dimenticata dagli europei e deformata dagli americani, furono i poeti e gli scrittori del 1800, che recuperarono la sacra leggenda, iniziando a descrivere questo personaggio nei minimi particolari. Furono loro a parlare per la prima volta di slitta. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, furono invece i soldati americani a portare alla ribalta la figura di Babbo Natale, con i suoi più autentici connotati di generosità. Gli stessi soldati americani portavano nelle loro tasche del cioccolato per tutti bambini, per essere vissuti come tanti Babbi Natale. E da qui il cerchio si allargò e Babbo Natale trovò una casa al Polo Nord, in un ambiente adatto al suo vivere in solitudine ma con un grande progetto di umanità.’

Purtroppo, ancora, qualcuno lo abbina ad un’immagine consumistica e le più famose marche alimentari, ne fanno il baluardo delle loro vendite ma fortunatamente, una fetta esclusiva della popolazione mondiale, lo immagina ancora con gli aspetti nobili e tipici di quella sua originaria natura altruista. Molti bambini, poi, pur smettendo di credere in lui molto presto, serbano dentro un angolo remoto del proprio cuore la speranza che da qualche parte esista un uomo simile, capace di concentrare tutta l’esistenza su una nobile impresa. E allora qui, ho proprio formulato questa domanda ai miei Sprecati…

“Ma secondo te esiste un uomo o una donna simile da qualche parte, in grado di somigliare a Babbo Natale?”
E qui è accaduta una magia…anche il ragazzino più scettico e realista, non ha rinunciato, a darne un ritratto sommario ma tangibile.

Dodo Dolfus, in maniera molto ironica ci racconta:

“Secondo me il governo potrebbe utilizzare le tasse pagate da tutti per comprare doni ai bambini dei paesi più colpiti dai disastri e dalle guerre. Un ipotetico Babbo Natale governo, che finalmente elargisce doni”.

Saggezza ci dice invece:

“Babbo Natale me lo immagino anziano, simile ad un nonno dalla barba lunga e i capelli rigorosamente bianchi. Di lavoro fa l’insegnante del Liceo Artistico e crea con le mani delle cose meravigliose, insegnando ai suoi alunni, simili ad Elfi, i trucchi del suo mestiere.”

Dunque ragazzi, fino ad adesso abbiamo un governo benefattore e un professore che impartisce lezioni di creatività a degli studenti, simili a degli Elfi o degli Gnomi?

“Sì!”

Vitalove, Alice 805 e Reby 12, invece ci descrivono il loro Babbo Natale donna. Il suo nome è Caterina e possiede un Taxi tutto colorato, con disegni super colorati e ogni giorno, vestita da Clown, porta i bambini che hanno bisogno di un passaggio, al Mayer, donandogli anche smorfie e sorrisi davvero speciali.

Ecco che anche per Lisa Nabada, proprio i pagliacci che si trovano nelle corsie ospedaliere sono l’esempio massimo di Babbo Natale.

“Sono arrivati all’improvviso, ero ricoverata per una cosa seria, mia madre erano giorni che era fissa con me in ospedale e quel giorno era andata al bar a prendersi un caffè, mentre il mio babbo era a lavorare. Ero così in attesa del loro ritorno, con la mia tristezza nella tasca del pigiama, quando belli, colorati entrano i Clown, tutti vestiti da dottorini che facevano versi assurdi, facendo ridere tutti. Questi volontari con un cuore d’oro, sono i miei veri Babbi Natale…”

Luc Forza ci dona un’altra versione:

“Il mio Babbo Natale vive in Africa e viene dall’Italia. Porta ogni tanto i vaccini ai bambini, in modo non si ammalino. Ovviamente è un medico e per lui gli esseri umani hanno un valore immenso. Notte e giorno pensa a premunirsi di vaccini, a come trasportarli e vaccinare più bambini possibili.”

Jak Dog ci dice :

“Il mio Babbo Natale è il mio vicino di casa. Stesso pianerottolo e tanta cortesia. Ci piace salutarci, ridere, scherzare e per me è molto bello averlo come vicino di casa. Siamo vicini, aiutanti e gente che si scambia altruismo: due Babbi Natali che vivono allo stesso piano”.

Per Devid 991, se davvero Babbo Natale esistesse, avrebbe una casa in America…di origini ortodosse, molto grosso, con le mani grandi, costruirebbe da bravo muratore, case per chi non le ha. Il suo attributo maggiore, sarebbe la forza fisica e quello peggiore, la velocità con la quale appare e scompare…

Poi in un gran coro di voci, tutti e dico tutti, guardano la pentola di rame, colma di cioccolato bollente: “Forse il vero Babbo Natale, somiglierebbe ad un cuoco, in grado di cucinare ininterrottamente per le bocche più affamate del mondo.”

Qualche Babbo Natale sarebbe un dispensatore di abbracci e sorrisi, insomma, uno stipulatore di contratti di gioia. Forse abita davvero vicino a noi e magari segretamente scrive lettere a qualcuno lontano, manda doni imprevedibili. Forse è quel tipo strano che mentre siete in coda alla Coop vi chiede come state. Qualcuno lo penserà pazzo o fuori di senno e magari lui se ne fregherà, perchè il vero Babbo Natale non ha bisogno di vestirsi o presentarsi. Magari si nasconde in un vagabondo che gira il mondo per raccontare storie e raccogliere impressioni con il suo obiettivo fotografico. Forse il Babbo Natale si trova dentro di noi, ogni volta che proviamo a immaginarlo e a ridargli vita, a non farlo morire dentro la carta da pacchi o affogato dalla plastica e dagli involucri. Si trova nascosto in un ramo di Abete, in una corsa all’aria aperta e in una visita che possiamo fare a qualcuno che ci aspetta da tanto. Ah ovviamente, rispondo anche io alla domanda…

“Il vero Babbo Natale è la Geniuspen, nata sette anni fa nel mio cuore e poi nella mia mente. Nata in un salotto, che somiglia a una famiglia, con ragazzi di tutte le età. Ragazzi che entrano, escono perché crescono, vanno all’Università, ricordano la cioccolata, la musica, le parole lasciate, prima sulla carta, poi on line su un autentico Giornale. Il vero Babbo Natale? il progetto…nato in una sera di tanti anni fa, quando sotto un piccolo albero di Natale, alla tenera età di sei anni, mi nascosi al buio la notte della Vigilia di Natale, per vedere con stupore mia madre, vestita da Babbo Natale, mettere i doni che aveva confezionato tutta la sera, in un grande sacco. Giurai a me stessa di non dirle mai che sapevo, che l’avevo riconosciuta e non lo ha mai saputo nemmeno quando è volata via, diventando lo spirito buono del mio Natale. Allora, pensai, che un domani, sarei stata anche solo per un giorno simile a lei…Ringrazio così i miei anni di studio, i miei primi incarichi fra gli orfani, i bambini che la vita mi ha portato e anche chi è cresciuto e poi ovviamente si è diretto verso le sue scelte. Ringrazio chi per un solo momento ha fatto parte della famiglia Geniuspen. In ultimo ringrazio il Direttore Matteo Merciai che ha creduto nel mio progetto e mi ha portato verso la narrazione autentica, quella che il Giornalismo permette di donare. Auguri di cuore a tutti!”

 

 

 

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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