Alessia Faggioli: la talentuosa tavarnuzzina, giurata al Film Festival Giffoni Experience

Alessia Faggioli: la talentuosa tavarnuzzina, giurata al Film Festival Giffoni Experience

1082
CONDIVIDI

Alessia Faggioli, 17 anni di delicata e pulita bellezza. Un viso acqua e sapone adatto a qualsiasi trucco. Lineamenti affilati e due grandi occhi da cerbiatta, colore marrone scuro. Un fisico esile dalla vulcanica passione per il Cinema. Proprio lei che svolge Teatro a Tavarnuzze, studia al Liceo Machiavelli di Firenze, ama la natura e viene da una famiglia dai valori forti, ci trasporta nel magico mondo del Cinema e della Giuria internazionale. Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo la storia del Festival che ha consacrato il luogo in Provincia di Salerno come la cittadella del Cinema e dei ragazzi. Il Festival nasce nel lontano 1971 grazie alla geniale creatività dell’allora diciottenne Claudio Gubitosi, attuale direttore artistico del Festival. Claudio intuisce il connubio nuove generazioni- occhio critico del Cinema. Da allora il Festival ha cambiato come di consuetudine vari marchi di nome e tematiche, diventando da pochi giorni Giffoni Opportunity. Una vera opportunità per bambini e ragazzi, che per la durata di circa 10 giorni diventano i protagonisti indiscussi di una giuria selezionata proveniente da ogni parte del mondo. L’ obiettivo risulta quello di confrontarsi con registi, attori, sponsor, musicisti, per scambiarsi opinioni e osservazioni inerenti film selezionati in gara.

Il compito supremo quello di votare i film in concorso al Giffoni, aggiudicando così il vincitore. Musica, Teatro, Cultura, Personaggi dal respiro mondiale fanno da sfondo a una iniziativa internazionale. Il luogo Giffoni si trasforma in una cittadella del Cinema, centro operativo del mondo dal grande e piccolo schermo. I ragazzi sono divisi in categorie e successivamente sottocategorie a cui viene dato un percorso di visione preciso. Ciascuno i suoi Film da visionare e vivere, per poi votare. Alessia, per caso, insieme ad altri che avevano il suo percorso da seguire. Così si instaura un feeling immediato consacrato dalla stessa passione.

Alessia, da Tavarnuzze al Giffoni, come e perché?
Sono una ragazza semplice, cresciuta fra queste colline. Ho una visuale ampia grazie alla lettura, al teatro, a una mia natura che vuole esplorare. Sono innamorata del Cinema da quando mi ha salvata dalla timidezza e dal dolore per la perdita del mio grande babbo Massimiliano. Mi sono iscritta al Giffoni senza immaginare di arrivarci .

Come hai vissuto il momento in cui ti hanno comunicato di partire?
In diretta YouTube … ascoltavo i nomi dei ragazzi selezionati e ho sentito il mio! Credevo di averlo immaginato, ma poi è arrivata la conferma. La mamma ha un po’ iniziato con i suoi dubbi logici e poi invece è stata colei che più mi ha aiutata a far diventare la cosa concreta. Abbiamo cercato una casa nel luogo e delle possibili conquiline del Giffoni.

Le hai trovate e come sono state?
Oserei dire che casualmente ho trovato le persone più belle che abbia mai vissuto. Ciascuna di un luogo diverso. Ciascuno il suo dialetto, la sua autenticità.

L’internazionalità fra i coetanei che sensazione ti ha fatto provare?
Fantastica. Hai il mondo in un solo posto. Espressioni, culture, pensieri. Un mondo di giovani senza confini.

A chi dedichi questa intervista di oggi?
A mio padre Massimiliano scomparso troppo presto per vedermi così felice. Amava la musica.

Un aneddoto che ti ha portato fortuna al Festival?
Appena arrivata ho trovato un gattino abbandonato. Ho avuto subito la premura di trovare qualcuno che lo accudisse per bene e così ho conosciuto la rappresentante di uno Sponsor importante che subito ha legato con me, aiutandomi con il piccolo amico. Abbiamo instaurato un feeling forte e lei mi ha voluta sempre a suo fianco, al tavolo con i grandi del Cinema che ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino, parlandoci.

Parlando con loro cosa hai capito?
La loro naturale voglia di spiegare ai giovani e la loro semplicità nonostante il successo. Stavo bene con loro, ero a mio agio. Mi sentivo come in una grande famiglia unita dalla stessa passione.

Come lo hai chiamato il gattino?
Aria, come il titolo di questa edizione del Festival…ogni anno viene scelto un elemento…

Vi hanno dividi in Elements (bambini) Generator (16 – 18 anni ) e infine Masterclass (18-22). Tu appartenevi ai Generator, raccontaci la giornata tipo al Giffoni.
Sveglia alle 8. Colazione con le mie conquiline del cuore. Bagno di risate. Poi ore 9.00 già in pista al Giffoni. 9.30 prima proiezione del Film. Dibattito con la presenza dei registi e attori. Tanta libertà di espressione, confronto. Poi la votazione su carta. Ore 13 mangiare ai vari stand e poi ore 16.30 incontro con gli artisti. Alle 19.30 c’erano perfino dei concerti.

Hai conosciuto e ascoltato la grande rivelazione musicale di questo anno, Mahmood, a dire il vero un talento costruito con sacrificio e dedizione musicale profonda…”
Voce sublime, cuore aperto. Un grande comunicatore in mezzo a noi ragazzi.

Sei spesso ritratta in mezzo ad attori dal calibro enorme, come Elena Sofia Ricci, Alessandro Borghi, il doppiatore Maurizio Merluzzo, le due protagoniste di ‘Un’ Amica Geniale’; Filippo Nigro e Paolo Conticini. Prima di presentarli…un aneddoto su ciascuno di loro?
Elena Sofia Ricci, appena si alzava lei per andare a prendere del cibo io la seguivo, poi mangiavo anche io e alla fine ho mangiato così tanto che non mi pareva di essere me. Era bello cenare e parlare di Cinema con lei. Sempre sorridente e carina. Paolo Conticini unico nella sua gentilezza e disponibilità. Lo ha accompagnato la bellissima moglie e subito ha risposto a una mia lettera che riguardava il Cinema. Non ha esitato un attimo a conoscermi e parlare di un po’ di tutto. Alessandro Borghi di una bellezza cosmica e uno stile unico. Il doppiatore Maurizio Merluzzo un mito con la sua carriera videoludica. Un amico della porta accanto. Le due protagoniste di Una Amica Geniale, spesso si confondevano con me e io con loro. Filippo Nigro protagonista dei Medici, un attore dalla grande solidità.

Alessia, secondo te, cosa mantiene integro a livello umano e comunicativo un doppiatore del calibro di Maurizio Merluzzo che ha doppiato il protagonista di Shazal o Pokémon aggiudicandosi lo scettro di voce videoludica…o la complessa bravura di Elena Sofia Ricci, o del bellissimo Alessandro Borghi, vincitore nel 2016 del David di Donatello e massimo interprete del Film Dalida sulla vita di Luigi Tenco…o Paolo Conticini, entrato in tutte le case con Provaci Ancora Prof e amato da ogni donna sognatrice. Come riescono a mantenere tanta autentica semplicità di cui ci parli, dopo tanto successo ?
Penso la storia personale. Ciascuno ha la sua storia iniziata da ragazzo e non la scorda. In mezzo ai giovani la rivive e resta semplice, umano, disponibile.

Questo significa che esiste un vero scambio generazionale?
Esatto.

E la tua storia quale resterà?
Quella di una ragazza di periferia, stroncata da un grande dolore, a volte emarginata a causa della sua timidezza e sobrietà e poi grazie al Cinema e allo studio rinata. Piena di vita, di voglia di fare, conoscere. Libera dentro contro ogni preconcetto. Questa libertà sarà il mio marchio autentico per sempre.

Vivi in una grande famiglia che ti ama, con gli zii e i cugini vicini. Una specie di Casa nella collina invece che nella prateria …quale la persona a te più cara?
Mio zio Gianni Moretti. Un uomo di altri tempi. Preoccupato per me quanto basta per farmi sentire preziosa e sempre attento a tutti noi. Con la zia Silvia loro sono i miei punti fermi. Poi la mamma, parte di me come un braccio o una gamba. Diversa, imposta a me e per questo la ringrazio ancora di più. Perché cerca di capire la mia natura. Infine la nonna e i gatti, il cane. Siamo una famiglia. Senza dubbio sono fortunata.

Torniamo al Festival, il Film vincitore Giant Little One: una vincita giusta ?
Direi di si. Un tema attuale e poco affrontato. Creativo nella sua narrazione. Una amicizia fra due coetanei che poi sfocia in amore. La inconsapevolezza della omosessualità scoperta per caso e quindi sinonimo di crisi ma anche di gioia. La purezza di un sentimento che inizialmente comprende difficoltà di comunicazione, rapporto e costruzione. Per dare la consapevolezza della normalità di ogni amore e coppia.

6200 ragazzi che non scorderai mai…il ricordo di una sera stellata?
Una notte che abbiamo dormito dentro la Cittadella del Giffoni. Sotto le stelle. In tanti lo facevano usualmente, in quanto non avevano preso una casa come me. Quella sera ho voluto essere una di loro. Lo schermo, il cielo, l’ amicizia…la pellicola più bella.

Come affronti la nostalgia?
Tra poco riparto e vado al Festival di Venezia, poi torno nella mia stanza e fra la mia natura del Chianti dove per sempre nonostante voglia spostarmi ci sarà il mio cuore.

Progetti di studio futuri?
Frequentare una Scuola d’ Arte Drammatica o a Roma o a Milano. Sono preoccupata delle spese e così sto pensando di trovare un percorso meno costoso per non pesare troppo sulla mia famiglia. Una cosa per volta. So che la mia non è una cosa semplice ma non mi spaventa.

Alessia chi è per te la persona più contagiosa in senso di gioia?
Senza dubbio mio fratello Andrea che ha un sorriso contagioso e sempre determinato nella vita.

Ovviamente auguriamo ad Alessia tanta tenacia e la capacità di portare i valori della sua persona e dei nostri luoghi ovunque, noi che in queste colline sentiamo il profumo della passione.

 

CONDIVIDI
BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”