Il Viaggio secondo Filorosso

Il Viaggio secondo Filorosso

È tempo di vacanze e viaggi, e questa è l'interpretazione di Filorosso

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Il mito della caverna

Eccoci di nuovo qua all’appuntamento settimanale di filosofia di DCFNews. Lo so, siete (siamo) in vacanza e l’ultima cosa che volete leggere è una lunga digressione filosofica su qualche tema triste e pesante. Vi siete collegati sul nostro giornale magari in un momento di ombra sotto il vostro ombrellone per leggere qualcosa di interessante e appassionante (per esempio il viaggio di Sabrina Merenda) e sapete cosa vi dico: questa volta avete ragione! Però in qualche modo la mia rubrica deve andare avanti! Ed ecco l’idea: parlerò anche io del viaggio, però come deve fare la rubrica Filorosso, attraverso la filosofia.

Quando si parla del tema del viaggio nella storia della filosofia dobbiamo prima di tutto sfatare un mito: il filosofo non è stato, per almeno buona parte della propria storia, un topo di biblioteca ma un viaggiatore che abbandonava spesso la sicurezza della propria vita cittadina per seguire la propria vocazione verso la conoscenza e l’indagine del mondo. Basti pensare agli avventurosi viaggi di Platone che lasciò più volte la sicura Atene per conoscere le fonti della saggezza di allora, in primo luogo l’Egitto.

Il mito della caverna
Il mito della caverna

Il viaggio, però, viene visto da molti filosofi anche come una metafora della vita stessa del pensatore, un uomo che si mette in cammino verso la conoscenza sacrificando anche le sicurezze (pensiamo a cosa dovevano essere i viaggi di allora) della propria quotidianità. A questo proposito è emblematico ancora una volta il caso di Platone e del suo celeberrimo “mito della caverna” che dal nostro punto di vista rappresenta al meglio l’idea della vita di un filosofo di allora e del suo costante viaggio: il filosofo paragona il mondo sensibile, quello delle credenze e della nostra vita di tutti i giorni, alla vita di un gruppo di uomini legati sul fondo di una caverna, i quali vedono passare davanti ai propri occhi soltanto le ombre di ciò che accade fuori dalla caverna proiettate da un fuoco acceso alle loro spalle. Tali uomini però avendo visto soltanto le ombre credono che esse siano la verità e che non ci sia nient’altro all’esterno della caverna. Soltanto il filosofo si rende conto che la vita non può essere soltanto questa e si incammina, liberandosi, per un viaggio, appunto, che lo porterà fuori dalla caverna e gli farà conoscere la verità. Questo viaggio però sarà un viaggio difficile che si concluderà con il filosofo che cercherà di tornare dai suoi antichi compagni della caverna per svelare loro la verità, ma che fallirà in questo obiettivo venendo deriso proprio da coloro che lui vuole salvare. Si nota benissimo, dunque, come Platone considerava la sua vita un viaggio, un viaggio reale e metaforico, con l’estrema consapevolezza delle difficoltà che poteva incontrare.

Questa concezione del viaggio come metafora della vita ha avuto tantissimo seguito nella storia della filosofia, basti pensare alle riflessioni del filosofo danese ottocentesco Søren Kierkegaard che in Stadi sul cammino della vita si interroga sul viaggio inteso come l’intera vita dell’uomo, fatto di scelte e della difficoltà delle stesse.

La filosofia occidentale però, non si è fermata soltanto su questo interrogativo, ma si è chiesta anche se il viaggio vero e propria possa contribuire a cambiare una persona, a modificare la sua identità, domanda che probabilmente ci siamo chiesti in tanti. Due possono essere le risposte: quella di Nietzsche quando ci dice che il viaggio può cambiare la soggettività di una personale al punto da renderla difficilmente riconoscibile, oppure quella di Socrate, ripresa poi da Seneca: «perché ti stupisci se i lunghi viaggi non ti servono, dal momento che porti in giro te stesso? Ti incalza il medesimo motivo che ti ha spinto fuori di casa, lontano».

Ora però devo mantenere la mia promessa di leggerezza e concludere qui questo argomento che sicuramente sarebbe ancora ricchissimo di spunti. Filorosso augura a tutti i lettori buone vacanze!

Fonti:

  • Platone, La Repubblica, Laterza, Roma, 2007

  • S. Kierkegaard, Stadi sul cammino della vita, trad. A. G. Calabrese, BUR Rizzoli, 2011

  • F. Nietzsche, La Gaia Scienza, Rusconi Libri, 2010

  • Seneca, Lettere morali a Lucillo, trad. F. Solinas, Mondadori, 2015

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