Impruneta, continua l’impasse politica: Messeri si dimette, Guidi abbandona e il Consiglio...

Impruneta, continua l’impasse politica: Messeri si dimette, Guidi abbandona e il Consiglio Comunale si scioglie

Nonostante il rimpasto avvenuto a Luglio

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Il rimpasto politico di Impruneta non ha assorbito né tantomeno risolto l’instabilità governativa dell’Amministrazione ed i tormenti piddini si consolidano nell’incapacità, anzitutto interna al partito, di trovare il giusto “compromesso”  che eviti l’impasse politica.
Ieri, in Consiglio Comunale, l’immobilismo che si pensava confutato dal riassetto degli equilibri interni alla maggioranza, è tornato prepotentemente alla ribalta gettando sull’Amministrazione nuove ombre.
Vi spieghiamo quanto accaduto: alle ore 18:00 di giovedì 29 Settembre si è aperto il Consiglio Comunale di Impruneta, il secondo del mandato Calamandrei 2.0 iniziato con l’avvicendamento di 4 assessori su 5; assenti, tuttavia, tre consiglieri di maggioranza ovvero Milo Messeri, Gabriele Forconi (infortunato), Simone Bartoli.

Messeri, prima notizia che vi diamo, nella giornata di ieri si è dimesso da Consigliere e da Capogruppo del PD in Consiglio Comunale, ufficializzando una scelta già informalmente manifestata nel mese di Luglio.

Tre defezioni che, di per sé, riducevano il gruppo consiliare a 8 Consiglieri di maggioranza; assente l’opposizione nelle persone di Francesca Socci (presente al Consiglio ma assente all’appello), Riccardo Lazzerini, Sandro Bressi e Francesco Bianchi (presente al Consiglio ma assente all’appello).
Presente Roberto Viti, consigliere di minoranza di Obiettivo Comune.
Dunque, facendo un rapido calcolo: il Consiglio Comunale può svolgersi se ha il numero legale, ovvero il 50% dei consiglieri +1, nel caso specifico di Impruneta 8+1 (il Sindaco non è conteggiato per il numero legale). Pertanto, prima nota da rimarcare: il Consiglio Comunale, mancando il sufficiente numero di consiglieri di maggioranza, si è retto almeno inizialmente su un consigliere di minoranza ed ha preso il via grazie alla sorprendente presenza di Viti, ringraziato vivamente da Calamandrei per non aver disertato la seduta. I punti all’ordine del giorno, intanto, scorrevano.

Si è parlato dei gemellaggi imprunetini e si è votato per decidere il sostituto di Paolo Poggini alla Presidenza della Commissione 1, optando per l’immediata eseguibilità nell’incarico di Deborah Pelli.
Si sarebbe presto giunti all’o.d.g. riguardante Milo Messeri e le sue dimissioni ma…
Come in un ordinario thriller è sopraggiunto il vero colpo di scena da salto sulla sedia: al punto 8 del Consiglio, riguardante il regolamento urbanistico, prima di giungere alla votazione, Caterina Guidi, consigliere di maggioranza, ha preso la parola annunciando in maniera glaciale l’abbandono della seduta.
Si è alzata, senza attendere riscontri, se ne è andata.
Ore 18:47. Gelo in aula. Questa nessuno se l’aspettava!
“L’ha fatto davvero?” sembravano chiedersi gli sguardi sgranati dei presenti.
Ebbene si. In mancanza del numero legale, il Presidente Poggini ha sciolto il Consiglio Comunale (ore 18:50) che, tuttavia, dovrà rimettersi ad una futura data entro i prossimi dieci giorni, deadline per eleggere un nuovo capogruppo PD erede di Messeri.

Il dato politico che emerge dall’ennesimo “mal di pancia” recondito al PD, tra assenze sospette, dimissioni e fughe improvvise, è di una condizione collaborativa costruttiva mancante. Emblema di tale tesi è la dimostrazione che la maggioranza non riesca a “reggersi” da sola in Consiglio Comunale. Riflessione specificata ed approfondita anche dai presenti-assenti di ieri, Francesca Socci e Francesco Bianchi, rispettivamente capogruppo in Consiglio Comunale del Coraggio di Cambiare e capogruppo del M5S. Socci sostiene che “nonostante la maggioranza abbia avuto la stampella di un consigliere di minoranza e nonostante il drammatico rimpasto di Luglio, si è avuto un’ulteriore testimonianza del palese fallimento politico del Sindaco e dell’apparato partitico che lo sostiene.”

Per Bianchi “Il consiglio comunale di ieri (non tenutosi per la mancanza di numero legale inizialmente mantenuto da Viti dell’opposizione) è stato un paradosso politico. 
Un consigliere di opposizione che garantisce il numero legale e uno di maggioranza che si alza e lo fa “decadere” sancisce che a Impruneta la politica vive di colpi di scena e che il governo di questo paese è sempre più allo sbando. Una sorta di roulette russa che non ti aspetti e le vittime ancora una volta sono i cittadini. Una maggioranza che non si trova d accordo non è una maggioranza ma un insieme di amareggiati imbrigliati nella frustrazione di non poter fare nulla nonostante siano nella condizione di farlo (al governo). Passo e chiudo nella speranza di vedere qualcosa di realizzato nei prossimi 5 / 10 anni”.

 

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