Il Rione nella Festa: SANT’ANTONIO

Il Rione nella Festa: SANT’ANTONIO

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Quella che andrà in scena il prossimo ventinove settembre sarà una Festa dell’Uva che vedrà arrivare il Rione del Sant’Antonio da pluricampione in carica. Le tre vittorie consecutive degli ultimi anni significano infatti per il rione l’apertura di uno dei periodi più dorati della propria storia, una storia fatta di stagioni gloriose e vittoriose, ma anche di lunghi periodi di buio e digiuno. Con 22 primi posti all’attivo, il Sant’Antonio si colloca al secondo posto della classifica generale, alle spalle del Pallò. L’affermazione numero uno è datata 1933, dopo il secondo posto all’edizione inaugurale della Festa (con i rioni partecipanti) dell’anno precedente. I ricordi degli anni ’30 sono sbiaditi come le poche foto conservatesi.

Della vittoria bianca del 1936 non ci sono scatti, così come del primo quarto posto del 1935, mentre una bella immagine testimonia il carro del 1937: davanti ad una casina curata nei dettagli un gruppo di rionali vestiti da contadini fa bella mostra di sé, e tra di loro si riconosce Leo Codacci, grande protagonista degli anni venturi del rione. Codacci infatti, oltre ad essere uno dei promotori della ripresa della Festa dopo l’interruzione bellica, sarà presidente del Sant’Antonio nel decennio più splendente della sua storia, dal 1950 al 1960. In questa decade i sant’antonini alzano la coppa per ben 9 volte, con Codacci e l’avvocato Isola che riescono, anche grazie ad un notevole sforzo economico, a collocare il rione ai vertici; rimangono nell’immaginario la sfilata del 1955 con la banda musicale di Viareggio, la “Libecciata”, quella del 1959 rappresentante il trionfo dell’uva in terra, aria e mare, e quella del 1960 con il grande treno di legno. Sulle note de “La vendemmia dell’amore” nel 1964 arriva la vittoria che chiude il periodo d’oro del Sant’Antonio e apre un quasi decennio di terzi e quarti posti, nonostante alcuni carri ricordati con affetto dai rionali come la cappellina e il cavallo di troia.

 

La sfilata di Alice nel paese delle meraviglie del 1973 segna il ritorno alla vittoria, bissata l’anno successivo: la gioia del gruppo di rionali che stringono la coppa sulle tribune nel 1974 rimarrà per ben 19 anni l’ultimo momento di gioia dei bianchi. Rarissimi secondi posti in un mare di terzi e soprattutto quarti segnano il Sant’Antonio per tutti gli anni ’70 e ’80, un periodo buio in cui i pochi rionali rimasti riuscirono a tenere a galla il rione tra difficoltà di ogni tipo. Fu proprio questa determinazione, il cui ricordo è ancora forte tra chi visse quell’epoca, a gettare le basi di una rinascita che inizia a manifestarsi nel 1989, quando il Sant’Antonio coglie un bel secondo posto con “Moda e natura”. La vittoria viene sfiorata per altri tre anni, ultima nel 1992 con la caravella. Poi, finalmente, nel 1993 la coppa torna alle pendici del monte con il tempio di bacco, per una gioia incontenibile che pone fine alla più lunga astinenza da vittorie nella storia della Festa. Un entusiasmo ritrovato e idee nuove permettono al rione di essere protagonista negli anni successivi: nel 1995 il successo ritorna con il tredicesimo segno e un’animatissima coreografia, mentre nel 1999 con il treno dell’uva il Sant’Antonio realizza una delle sue sfilate più emozionanti. Primo posto, così come l’anno successivo, nel 2000, quando i famosi “pasticconi” fanno precedere per un solo punto il Pallò. Alle dimissioni dopo undici anni di presidenza di Roberto Viti il rione sembra non poter esaurire il suo ciclo vincente. Invece, in un nuovo ricorso storico, l’apertura del secolo segna l’inizio di una nuova stagione maledetta per il Sant’Antonio, fatta nella prima parte di continui secondi posti e poi di tristi quarti, tra cui le nefaste annate del 2008, con la rottura di un carro in piazza, e del 2009 col famigerato castello.

La storia ritorna però sempre, nel male ma anche nel bene. E così nel 2014, dopo 14 anni di delusione e speranza, un’intera nuova generazione di rionali può mettere le mani sulla sua prima coppa. La farfalla che apre le ali nella sfilata di “Essentia” va a rappresentare la rinascita bianca e l’ingresso nel ciclo più vincente dagli anni ’50; le ultime tre vittorie consecutive hanno proiettato il rione in una stagione felice, caratterizzata da molti figuranti e da un clima di festa e unità, sotto la presidenza di Giovanni Poggini. Un filo rosso continua ad unire il rione di un tempo con quello di oggi, capace sempre di rinascere dalle proprie ceneri e mantenere intatti la propria identità e i propri valori.

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