“Buongiorno Ceramica” è la risposta: FOTOGALLERY di show, fornaci, installazioni

“Buongiorno Ceramica” è la risposta: FOTOGALLERY di show, fornaci, installazioni

Fornace Poggi, Masini, Pesci, Carbone, in attesa del gran finale odierno. Elogio dello spettacolo "Inferno" di Teatro tra i Binari

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Avevamo definito “Buongiorno Ceramica” la SVEGLIA di Impruneta, nell’articolo di anticipazione alla Kermesse. Gioco di parole che, a quanto visto, sta rispecchiando al meglio la realtà. Nella speranza che questo connubio tra mondo tradizionale della terracotta e street art contemporanea possa essere il”driiiiin” della mattina per affrontare al meglio l’intera giornata, dunque una degna base di partenza per dar nuova linfa vitale al settore del Cotto.

Vi raccontiamo, con molte immagini e poche parole, alcuni dei momenti di venerdì e sabato, in attesa del gran finale odierno.

Alla Fornace Ugo Poggi, evento d’inaugurazione, il cerchio di Cotto, finestra sui Colli Fiorentini, si è fatto perfetta cornice per il Labollatorio, giovane mago delle bolle di sapone. All’interno della Fornace le installazioni artistiche di Fiorella Noci e Maurizio Biagi, all’esterno invece l’opera archittetonica/design del gruppo Funkie Fresh Factory: uno 0, 583 a caratteri cubitali nel “giardino” della Fornace. Cosa è? E’ la misura standard del braccio fiorentino, unità con la quale il Brunelleschi studiò le dimensioni della Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Dalla Fornace Poggi a quella Masini, è qui che ci soffermiamo. Merita, davvero.
Costretti dalla giornata piovosa a reinventare lo spettacolo nelle stanze interne della Fornace, mai scelta fu più azzeccata, il Teatro tra i Binari ha riprodotto l'”Inferno” tra gli archi della struttura, rappresentando con varietà di scene e personaggi uno studio del martirio e di ciò che conduce l’uomo a concedersi all’atto estremo di scegliere una morte ideologica. Ogni anfratto della fornace viveva di “luce propria”: due ragazzi, mutande e maglietta bianco-sporco, si inseguivano con spirito divertito, lanciadosi fogli di carta da scritte emblematiche. Che stessero a significare il momento della spensieratezza prima del caos interiore? O, piuttosto, l’arrivo in altri mondi paradisiaci che il martire mira a raggiungere?
Altra stanza, diversa ambientazione: siamo negli inferi, luce rosso fuoco e fumo nell’aria, un uomo (il diavolo?) selvaggio si aggira convulso agitando un bastone e sbattendolo al ritmo del caos su manufatti di cotto. E’ la scena più forte, viva, rumorosa. Sullo sfondo suoni interrotti e metallici animano il set, l’uomo tambureggia con vasi di cotto creando un ritmo disarmonico, voci di donna registrate esaltano la disperazione del momento.
La scena è straziante, inno alla dissonanza e al caos empatico. Il distacco non esiste, il fuoco ti rapisce e nella “fossa” del martirio non ti ritrovi da solo.

Varchi l’arco e sei “di là”: un angelo dalle ali di legno (simbolo di inganno?) tradisce la purezza del putto, scarobocchiando di nero pareti vergini. Spasmodico, crea parole incensurate frutto di uno stato d’animo corrotto.
Al suo fianco una donna umile lava i panni in una ciotola (E’ Maria?) finendo poi per sdraiarsi senza vita in una posa sacrale. Il percorso si conclude (o inizia?) con l’incarnazione della morte, femmina vestita di nero che osserva immobile prima di agire e strangolare il martire nella sua morsa. In tutto ciò, costantemente, si muovevano da una scena all’altra un uomo e suo figlio, spettatori esterni della turbe psichica del martire.

Atto conclusivo il ROGO, vero, delle fotografie di Riccardo Bagnoli, vittime sacrificali di un processo mentale e sociale (il martirio) che ha le proprie origini nei testi sacri ed il proprio risvolto pratico nell’esaltazione sociale del gesto. Oltre che nella “divinizzazione” sperata del soggetto martire.
Bellissimo, lo show, di un’empatia impossibile da descrivere, Il Teatro tra i Binari ha sfruttato al massimo delle potenzialità l’ambiente della fornace, risaltandone i colori ed i suoi spazi angusti.
Tra il sacro e il profano, si è rappresentato l’Inferno ed il martirio in maniera paradisiaca.

 

(Cliccare sulla foto per vederla in dimensioni originali)

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