L’Opposizione incontra Tavarnuzze: tra informazione, malessere e…un rammarico

L’Opposizione incontra Tavarnuzze: tra informazione, malessere e…un rammarico

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L'Opposizione incontra Tavarnuzze

Sabato scorso, al Caffè Latino di Tavarnuzze, i consiglieri di opposizione – Gabriele Franchi e Alessandro Giovannini di Cittadini Per Impruneta, Roberto Viti di Obiettivo Comune, Matteo Zoppini di Centrodestra per Impruneta e Leonardo Rossi per il Movimento 5 Stelle – hanno dato appuntamento alla cittadinanza per affrontare tematiche calde, annose alcune e recenti altre, riguardanti la frazione del “Birillo”.

Nell’ordine di approfondimento, partendo dalla storia più datata, sono stati toccati: Parco Pali (la cui telenovela risale al 1999), Area Cecchi, Stazione di Piazza Don Chellini conosciuta come “Birillo”, collocamento del mercato paesano, lottizzazione di Via Barducci (per chiudere in bellezza).

Il pomeriggio ha avuto una netta (anche inattesa) partecipazione, sia numerica che emotiva, denotando alcune considerazioni che qui vogliamo riportare. Dai Colli Fiorentini, infatti, era presente come realtà d’informazione del territorio, presentando nella persona del direttore Matteo Merciai, l’incontro.

Non entreremo, adesso, nel merito delle questioni argomentate dai consiglieri, ai quali dedicheremo articoli esclusivi per raccontarvene aggiornamenti e stato dell’arte, bensì ci concentreremo sull’aspirazione dell’evento e su quanto è emerso dagli interventi dei cittadini presenti, curiosi alcuni ed indicativi di un malessere diffuso altri. In sala, da sottolineare, vi era come unica rappresentante della maggioranza la consigliera Chiara Innocenti.

Le Opposizioni a Impruneta

Impruneta, nel panorama politico delle nostre aree, è un’eccezione da non sottovalutare: qui, a differenza di Bagno a Ripoli e San Casciano, per citare due comuni limitrofi, la rappresentanza dell’opposizione è più nutrita, dunque “agguerrita” e vivace: un attivismo che, sulla carta, dovrebbe far bene alla base democratica del paese e spronare la maggioranza ad un impegno reale e concreto sulle problematiche diffuse.

A Impruneta, la spinta propulsiva della campagna elettorale che, talvolta, si smarrisce dopo la sconfitta alle elezioni, non si è mai spenta: le opposizioni sono unite, vive e vegete, credono nella finalità della politica, onorano il proprio ruolo di rappresentanti nelle sedi preposte alla “cosa pubblica”.

Testimonianza ne è proprio l’incontro di sabato, quale spazio “face to face” per avviare uno scambio diretto di informazione e raccolta con la cittadinanza: non sarà l’ultimo, i consiglieri di opposizione saranno presto ad Impruneta, dunque nelle altre frazioni del territorio.

Il rammarico

Cosa è emerso?
Anzitutto un rammarico, immediatamente successivo al compiacimento per la partecipazione nutrita: tale coinvolgimento, malgrado l’interesse collettivo dei temi trattati, non ha riguardato le età più “verdi” della popolazione. I giovani si sono dimostrati ancora una volta assenti, “male” endemico dei nostri territori ed aspetto manchevole all’interno del dibattito che spesso richiama al passato ma talvolta non ha idee per la socialità futura. I giovani, sabato pomeriggio, sedevano al tavolo dei consiglieri: Matteo Zoppini classe 1997 e Gabriele Franchi classe 1995.

Cosa chiedono i cittadini?

Altra macro-osservazione, giustificata da questi anni amministrativi in chiaroscuro, deriva da un’esigenza della cittadinanza difficilmente appagata. Netta, legittima. Ovvero: la negligenza dell’A.C. nei confronti delle piccole cose e della manutenzione ordinaria, totalmente omessa in nome di progetti surreali e mitomani mai realizzati.

La buona politica è saper rispondere alle istanze del paese ed agevolare la vivibilità dei concittadini e non, al contrario, cercare notorietà tramandata ai posteri in nome della lungimiranza.

La lungimiranza esiste se i progetti, per quanto faraonici che siano, prendono effettivamente forma e se, tale pensiero rivolto alle generazioni future, si accompagna ad un’attenzione odierna per la cittadinanza che, di fatto, ti ha eletto.

Due esempi (su tutti): il progetto del plesso scolastico alla Terza Piazza, sempre più una chimera (il 31/12/2019 scade anche il finanziamento del CIPE di oltre 4 milioni di eruo), con ciò che ha comportato e tutti i proclami esposti mentre i Sassi Neri si riempiono di siringhe comportando la necessità di avviare un confronto urgente tra i tavoli della politica e le realtà sociali del territorio.

Oppure la lottizzazione di via Barducci: la previsione di costruire due nuove palazzine di quattro piani con vista Superstrada rispondendo a richieste immobiliari inesistenti quando gli abitanti di Via Barducci reclamano da anni un intervento risolutorio per avere marciapiedi percorribili e dossi rallentatori (clicca qui per leggere il nostro articolo del 2017)

Per non parlare delle transenne di via Vanni a Impruneta, del cantiere su via Imprunetana per Pozzolatico (dove ci sarebbe bisogno di battere i famosi pugni sul tavolo da parte delle alte cariche comunali), del Birillo di Tavarnuzze.

Infine, durante l’incontro, una signora ha chiesto ai consiglieri di opposizione dove vivessero, esplicitando la mancanza di servizi in paese e sottintendendo che Tavarnuzze ha bisogno di rappresentanza in Consiglio Comunale affinché le sollecitazioni popolari arrivino a chi di dovere.

I consiglieri presenti hanno rivelato che la loro residenza non è propriamente in piazza Don Chellini (è comunque nel Comune) ma hanno replicato con un dato curioso: Tavarnuzze non sarà rappresentato dall’opposizione ma lo è, eccome, dalla Giunta e dalla Maggioranza, all’interno delle quali vi sono molti delegati (a partire da sindaco e vicesindaco) tavarnuzzini doc.

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