Greta T. la ribelle

Greta T. la ribelle

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Sei ribelle– le dicevano.

Intanto lo specchio la guarda e osserva una ragazzina dall’aspetto sobrio che parla con passione, dichiarando di avere un interesse speciale. Una lunga treccia il capo espiatorio di idioti da Social che vorrebbero trasformarla in un mostro in grado di usare l’aspetto ingenuo per attirare.
Invece Greta è così. Ribelle quel che basta.

Forse non veste alla moda, forse non dice parolacce o non vive di indifferenza. Magari risulta antipatica perché seria, eppure ride. Il tanto studio non le ha tolto il gusto del divertimento o dello svago, anzi la pausa risulta per lei una bella camminata, l’illusione eterna di riavere indietro un sole pulito e una luna che non stordisce ma fa innamorare del nostro ambiente.
Dove sta la ribellione? In un interesse? Nel fatto di esporsi, di metterci la faccia e credere in qualcosa? Oppure nel fatto di essere diventata un personaggio pubblico? Comodo percepire un cambiamento stando alla TV o chiudere una delle pagine più preoccupanti che riguardano il nostro pianeta per merito di una ribellione portata avanti da una piccola donna.

Greta la ribelle inusuale, fuori convenzione, non certamente però fuori luogo o contesto. In fondo Greta non ha inventato nulla, il marchio della invenzione glielo hanno accollato i Social e alcune testate giornalistiche, lei ha solo seguito il volere della Comunità scientifica, nella pretesa di fare rispettare l’Accordo di Parigi del 2015 sul Clima, contro il riscaldamento globale.
L’ accordo infatti promuoveva le politiche verso comportamenti sostenibili e lei altro non è che una semplice divulgatrice scientifica, di cui il mondo dei teenager e non, ha bisogno.

“Bisogno naturale di sopravvivenza in un ambiente sano”.

Invece una parte di mondo Social la trasforma in una strega da bruciare, ribaltando la sua immagine di ragazza con la faccia pulita e la treccia. La treccia infastidisce e diventa motivo di attacco, di imbarazzante vergogna. Lei non ha inventato niente di assurdamente diabolico. Greta porta la comunicazione ad alti livelli nella lotta ormai attiva perfino dal lontano 1982, quando ET divenne il prototipo del messaggero che arrivava per portare ad Eliot un messaggio di cambiamento riguardo una coscienza della scienza e della politica. In questo caso invece risulta il cambiamento della sconfitta dei combustibili fossili. ET non esiste ma Greta si e forse le costerà di sembrare estranea.
Greta non ha inventato, non ha poteri, non brucia, ma relaziona ciò che era stato deciso e lo difende e si infiamma di passione senza essere strana o malata. Non idonei gli odiatori seriali, i killer della tastiera, quelli che usano punti esclamativi e scritte in grassetto per offendere e puntare il dito, deviando l’ attenzione altrove. Facendo di una ragazzina un bersaglio.

Così vale ancora il motto del ribelle romantico che contro ogni convenzione sociale o basso colpo si butta in una impresa colossale come smuovere l’ interesse e la coscienza su miliardi di tonnellate di cose inutili. La conclusione certa, torniamo indietro, facciamo un passo indietro per disfarci di tutto ciò che non rappresenta più il nostro essere essenziale. Tonnellate di cose e azioni inutili. Movimenti inutili, imballaggi, modi di vivere sprecati. Torniamo in bicicletta quando si può. Greta viaggia il mondo, solo per parlare e nulla più, non ci sono trucchi, invenzioni. Intanto dall’Onu arrivano da poche ore dissidie su dati statici, che lei sembra aver ingrandito, ma che non stiamo nemmeno a chiederci quanto questa dichiarazione sia matematicamente veritiera, talmente evidenti ci appaiono le immagini di cumuli di plastica e rifiuti fra mari e monti o di ghiacciai in cerca di Ere Glaciali. Statistica o no questo il nostro stato attuale. Greta parla, viaggia, cresce e forse riuscirà a non tagliare mai i suoi capelli e come una ribelle adulta un giorno li scioglierà liberi sulla schiena. Le auguro tenacia, pacatezza e una folta chioma.

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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