Gli amori virtuali

Gli amori virtuali

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Alla voce virtuale, si legge la seguente definizione: riprodotto per mezzo di strumenti elettronici e informatici. In base a questa definizione, ci chiediamo: può anche l’approccio amoroso essere riprodotto virtualmente, tanto da causare un paradosso che consiste nel blocco delle azioni vere e proprie? Certo. Ed è qui che la splendida Lisa Nabada ci trasporta nell’universo preadolescenziale e adolescenziale, descrivendoci in modo ermetico ma efficace un comportamento omologato, ripetuto nelle giovani generazioni alle prese con i primi legami amorosi. Ciò che sconvolge non è l’ingenuità, la purezza di un amore che nasce fra i messaggi via WhatsApp ma la contraddizione fra ciò che avviene troppo velocemente e senza conoscersi, con una certa dose di superficialità e la mancanza assoluta di azioni o comunicazione, reale. Ecco che Lisa ci spiega con la sua penna scesa direttamente in ‘campo’ il perché la giovane Elsa non ci sta a farsi ingabbiare in un gioco che ha le sembianze di un vanto, di una collezione, più che di una esperienza reale di primo innamoramento. E se fra i giovanissimi tutto è scusabile o naturale, perché si parla comunque di prime esperienze, quanto è diventato questo comportamento comune anche negli adulti?

Spesso i ragazzi di oggi chiedono alle ragazze di mettersi insieme con un messaggino. La frase sempre la solita: Mi piaci tanto, vuoi metterti con me? La ragazza ci pensa un attimo, valuta se è carino e a volte senza nemmeno conoscerlo ci si mette insieme. La fascia d’età in cui avviene questo è dagli 11 ai 14 anni. Le modalità sono sempre le solite. Si mettono insieme e tutti gli amici lo sanno. Lei avverte le amiche e lui gli amici. La nuova coppia si scrive ogni giorno su WhatsApp, sdolcinati messaggi d’amore, si manda simboli e cuori, poi quando capita che si incontra davanti alla scuola o in paese, si saluta distaccatamente, lui si fa coraggio e si avvicina, lei continua a parlare con le sue amiche e a malapena, se riescono si prendono per mano. Due minuti dopo essersi salutati, di nuovo a scriversi sui Social e a far gli innamorati ma in effetti fra loro c’è solo un dialogo virtuale. Elsa non ci sta. Le pare un gioco assurdo.

Qualcosa per vantarsi e dire di essere stato con il tale, quando in realtà non lo hai né baciato né conosciuto dentro l’anima. Certo che a questa età è bello anche dedicarsi all’amore platonico ma pensa che a volte sia più bello immaginarselo che averlo per finta. Solitamente lo pseudolegame dura un mese e poi lui o lei ‘girano’ tutti gli amici di lui o di lei. Le amiche non sono gelose, anzi, incentivano le altre a starci insieme e così via ed è così che si diventa popolari. Elsa non ci sta. Vuole innamorarsi solo lei e di lui e viceversa. E il coraggio? Dove è finito il coraggio di parlarsi? I Social hanno in questo modo annientato le capacità comunicative faccia a faccia e reso fermi tutti. Possibile che poi ci si dichiari tutti allo stesso modo? Elsa cerca la differenza.

 

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