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Ed eccomi qui, con la mia Rubrica, diventata nella stagione estiva molto soft. Ho detto soft ma non ho detto priva di Cultura.
Oggi vi parlerò di una Cultura della necessità o organizzativa che riguarda il …bagaglio o valigia.
Termine di origine francese (bagage) che indicava il convoglio carico di equipaggiamenti al seguito degli eserciti.
SABRINA MERENDAE dopo aver letto il tutto, non mancherete da esclamare:
“Beati i nobili del Medioevo, che facevano costruire mobili smontabili per trasportarli negli spostamenti da un feudo all’altro!”

Questo sistema portò pian piano alla realizzazione dei moderni bauli, esistenti fin dai primi Egizi e ricopiati dai Greci e dai Romani, per arrivare ai tempi dei nostri nonni. Solo nel 1700, con i primi viaggi oltre Oceano, il baule si trasformerà in bagaglio a mano, sempre più sofisticato e adattabile alla nascita in Inghilterra della prime Agenzie turistiche. In Italia, a dar vita ad un esclusivo kit da viaggio, fu l’avvento della locomotiva, durante l’Unità d’Italia. Poi tra le due Guerre Mondiali il bagaglio si adeguò al portabagagli delle auto, diventando più maneggevole e piccolo. Ma a creare il prototipo del nostro bagaglio a mano fu l’entrata ufficiale, nel 1937 del termine turista…con il debutto anche della ventiquattro ore, le stesse ventiquattro ore, che oggi, un italiano su tre è costretto a elemosinare per preparare il suo ‘bagage’.

 

Sto parlando del viaggiatore medio, quello che si trova a fare una volta l’anno la sua vacanza e staccare finalmente dal lavoro. Supponiamo che siano le 22.00 esatte e che si trovi a programmare la sua valigia, sulle note di Hello di Adele. L’incognito viaggiatore è dentro quel preciso momento-spazio/tempo, tanto desiderato, sognato, calcolato.

Hello! anno duro e intenso di lavoro…delusioni, sconfitte, vittorie, bollette pagate. Hello…revisione auto fatta.
Ha solo poche ore per fare le valigie, ha smontato dal suo incarico allo stesso giorno che precede la partenza. E adesso deve solo riuscire a preparare una valigia ad arte, magari con figli a seguito che schiamazzano per la casa. Serve ingegno e capacità organizzative, magari un tocco di creatività. Anche regole fisse, domande obbligatorie. Incominciamo.

PACKING

  1. In quale luogo? ( Campeggio, Albergo, Villaggio, Casa, Nave etc ) ogni sistemazione ha le sue esigenze, i suoi abiti e accessori, i quali muteranno la ‘capienza’ della valigia.
  2. Suddivisione della giornata? ( passeggiata del mattino, spiaggia, aperitivo della sera, uscita notturna) Comporta la suddivisione e la scelta per un look per il giorno o per la sera.
  3. Sole o gelo? ( a seconda della meta turistica si avrà una valigia più leggera o più pesante) chi opterà per la montagna dovrà portarsi il doppio dei vestiti e accessori…il classico stile ‘a cipolla’ o strati…
  4. Questione scarpe? Si consiglia tre capi al massimo ( un paio comode per il viaggio, meglio se chiuse o semichiuse, un paio aperte, uno per la sera) più ciabatte a seguito.
  5. E la tecnologia? Problema imminente della nuova valigia anni 2016 …Tablet, fili, cavetti, chiavette Usb, macchina fotografica digitale, carica batterie, adattatori se si va lontano, computer portatile se si ha l’esigenza di portarsi il lavoro dietro.
  6. E i teli da mare? Rigorosamente in microfibra, super leggeri, arrotolabili, da incastrare ovunque, anche dentro i cappelli.
  7. E gli scompartimenti? Eccoci al bello di tutta la questione e iniziamo a creare piani all’interno della valigia o del trolley, in modo da ottimizzare gli spazi, specie se si tratta di un bagaglio a mano!

SCOMPARTIMENTI

a – In fondo vanno ‘gli insgualcibili’, o meglio tutti quei vestiti che non sono sottoposti a ingrinzirsi…biancheria, jeans, pantaloni rigidi, pigiami e perfino un paio di scarpe, ben pulite, con calzini nuovi arrotolati e inseriti dentro; successivamente incartate e posizionate come un punto base.

b – Nella parte intermedia vanno tutte le maglie leggere che hanno bisogno di essere pressate per mantenere la stiratura…magliette da mare, pantaloncini etc

c – In cima tutte le camicie, piegate doverosamente e posizionate ad incastro.

d – Nelle fessure: piastre per i capelli, spazzole, pettini…

TRUCCHETTI

  1. Portare prodotti di bellezza sciolti, così si ridurrà l’ingombro
  2. Portare per ogni tipologia di medicina, una o due bustine o ritagliare qualche pasticca. Non scordare antibiotici o simili segnati dal medico.
  3. Decidere un colore base per vestirsi e aggiungere accessori per quel colore. Scegliendo un solo colore base sarà più semplice fare la valigia senza rischio di disperdersi…
  4. Posizionare negli angolini dei sacchetti, piegati con tecniche da ‘origami’ in modo da avere con sé, bustine per la biancheria sporca.
  5. Portarsi un piccolo set per il cucito lampo e la ‘manutenzione’ delle unghie.
  6. Mettere tutto ciò di cui abbiamo bisogno tempestivamente, in uno zainetto da portare a parte e sempre con voi.
  7. Ricordarsi che ciascuno di voi ha la sua creatività e che ogni vestito nasconde uno spazio incognito, come le maniche di una camicia o l’interno dei pantaloni…dunque…procedete fiduciosi.

 

valigia1Non dimenticate! Se avete una famiglia numerosa e dovete preparare molte di queste ‘scatole magiche’, il consiglio è quello  d’insegnare ai vostri figli, il prima possibile la Cultura del Packing.

 

 

 

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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