Il tempo tiranno

Il tempo tiranno

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La Geniuspen ci allieterà anche in estate con alcuni spaccati del mondo dei ragazzi. Saranno articoli inerenti il loro mondo di emozioni, attualità, conflitti interiori, oltre allo splendido scenario dell’inclusione affettiva. Una produzione fresca e capace di non annoiare mai. Gli articoli saranno tutti originali in forma e rispetto del loro contenuto.

Questo articolo scritto da Reby 12, oltre a trovarlo di una chiarezza disarmante, si presenta come uno spaccato dei ritmi intensi della nostra società, dove i bambini vivono e interagiscono, cercando di rispondere al tempo, il quale, se esasperato, può portarli a interiorizzare ansia e stress, talvolta pressanti e distruttivi. Reby inizia ad affrontare il discorso, partendo dalla routine giornaliera. Interessante il taglio che utilizza e la sua innata impronta pedagogica.

Questo tipo di lavoro articolistico che ci presentano i ragazzi della Geniuspen, aiuta noi adulti ad entrare nell’ottica e nei perché della loro generazione, annientando le distanze.

Sabrina Merenda

Students Holding Question Markes, What Kind of Future Could Have?

‘Oggi mi sento stressato’…

Sembra un modo di dire tipico degli adulti, ma in realtà è sempre più spesso un modo di dire di noi ragazzi. Cosa ci stressa? La routine. Ci infastidisce ripetere ogni giorno con assidua frenesia le solite tabelle di marcia. Il rispondere o no a questa esigenza, porta alla formazione di quattro tipologie di ragazzi:

1-I Nullafacenti.

2-Gli indaffarati

3- Gli stacanovisti del tempo

4- I Mezzoni( iniziano una cosa e non la portano a termine)

I nullafacenti sono i ragazzi che non fanno sport e non praticano nessun tipo di disciplina o di hobby, bivaccano sui divani e sbadigliano. Appena tornano da scuola, si mettono a mangiare sul divano, fanno due esercizi e il pomeriggio vogliono ad ogni costo uscire sempre fuori. Si dedicano al telecomando della televisione.

Gli indaffarati sono quelli che seguono costantemente corsi o attività, in modo coerente ed equilibrato, organizzando il tempo libero con il tempo pieno. Mangiano in fretta, guardano l’orologio per darsi i tempi giusti. Hanno solo un giorno o due la settimana per dedicarsi agli amici, si riposano il giusto e viaggiano alla ‘velocità della luce’.

Gli stacanovisti macinano come pazzi ogni giorno, svolgono due sport, fanno corsi di ogni tipo e arrivano a fare i compiti la sera tardi, dormendo poco e il loro ritmo ‘veglia sonno’, sembra una cosa sola.

I mezzoni lasciano tutto a metà, non finiscono bene nessuna attività e spesso svolgono compiti frettolosi e poco precisi. Stanno al cellulare come piovre e il resto del tempo tentano di recuperare ma non ci riescono. Se non hanno finito i compiti adottano la stretegia del vittimismo, portando i loro genitori a fargli la giustificazione…per mancanza di tempo. Se il genitore non casca nel loro tranello, il giorno dopo vanno a scuola ‘in bianco’, con quaderni vuoti e copiando tutto dai compagni.

Questi sono coloro che rischiano meno lo stress da tempo serrato, ma in cambio rischiano di perdere la stima degli altri e la propria autostima. Quelli che invece non si rilassano mai, perché entrano in sistemi che pretendono il massimo da loro, rischiano di sentirsi agitati perennemente o ansiosi. Molto incidente in senso negativo è l’ansia da prestazione. Il ragazzo sa che l’insieme ‘x’ pretende da lui sempre il massimo e va avanti così, accumulando ansia e paure. Lo step successivo a questo è un inizio di depressione non conclamata, che si manifesta in una insoddisfazione generale.

Secondo me ciò che conta è che non si chiudano mai nelle loro sensazioni, iniziando a parlarne con qualcuno in grado di creare degli stop a certi ritmi. Non per questo bisogna rinunciare a praticare discipline o sport impegnativi, pur restando consapevoli dei nostri limiti e di quanto possiamo dare. Non c’è niente di male ad ammettere a volte di aver bisogno di rilassarsi o di dare libero sfogo all’ immaginazione e alla fantasia. La giusta misura da parte di tutti, risulta ancora la meglio ricetta della felicità, qualcosa facile a dirsi, ma non di semplice da applicare.

 

 

 

 

 

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