Il Secchione ha da ridire

Il Secchione ha da ridire

I secchioni sono stati creati?

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Spesso si vuol creare uguaglianza, generando pseudonimi di uguaglianza. L’uguaglianza prevede il rispetto dei diritti di tutti: deboli, meno deboli. Ciascuno ha i suoi motivi per sentirsi uguale, accettato, felice.  Nell’immaginario comune resta più facile immaginare un ragazzo escluso, come il classico tipo con problematiche in famiglia, un rendimento scolastico pessimo e una scarsa autostima, difficilmente si riesce a immaginarlo al contrario e magari con una certa dose d’intelligenza, che lo fa persino sentire un essere da punire. Sapete perché? Perché nemmeno il più dissacratore dei romanzieri lo immaginerebbe così. In quanto non è razionale immaginare una cosa priva di logica, perché uno che ha tutto, compresa l’ umiltà, non può non essere accettato o preso di mira da quello che Neri Piras denuncia ironicamente come BALLISMO.  Ecco che questo sarcastico giornalista, trova il modo di presentarci un paradosso moderno, fatto del difetto principale che possa esistere in una grande o piccola società: la mancanza di meritocrazia. Riconoscere meriti giusti non significa creare differenze ma generare l’uguaglianza dei diritti; diritto allo studio per chi si impegna e aiuto per chi non lo fa. Diritto nel voler raggiungere un’ intelligenza vera. Coprire, scusare chi non si impegna, non significa creare uguaglianza ma spaccature maggiori. Neri Piras, però, rintraccia nel suo Mario Brossi, una valvola di salvezza: LA PASSIONE, che unita all’umiltà gli fa accettare il ballismo, connotandolo solo come un atto di ignobile ignoranza.

Sabrina Merenda

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Secchione sul dizionario: persona diligente che si impegna con costanza nello studio.

Nella vita: sfigato che fa tutti i compiti.
I secchioni avrebbero da ridire. Prendiamo il Brossi Mario, fa la Seconda Superiore,è bello e ha gusto nel vestirsi. A differenza di tanti suoi compagni segue diligentemente gli impegni scolastici e sportivi. Per tutti è ‘I secchione’.

Mario considera la sua vita a volte impossibile ma non per il fatto che deve destreggiarsi fra mille cose ma a causa del pressante giudizio altrui. Lui è soggetto a pressioni continue da parte dei compagni, praticanti esperti di ballismo: CREAZIONE ONNIPOTENTE DI BALLE RIGURDO LA SUA INTELLIGENZA, SEGUITE DA OFFENSIVE DEFINIZIONI E GESTI A DISCREDITO DELLA SUA AUTOSTIMA.

A praticare il ballismo porta la gelosia o invidia radicata verso un essere che tenta di sfruttare tutto il suo potenziale d’intelligenza fisica e intellettiva. Il difficile per Mario è uscire dalla zona limitata del Secchione per dimostrare che non lo è.
Una volta ha escogitato un piano e ha preso di proposito una grave insufficienza ma poi il Prof, incredulo, gli ha dato modo di recuperare e allora lì ha preso il massimo.

In quella circostanza tutti speravano di assistere al suo fallimento. Appena ripreso a planare, tutti hanno concentrato di nuovo le proprie energie nell’affibbiargli appellativi strani e fuori luogo, a volte talmente illogici da confermare la loro radicata ignoranza.  Il buffo è che un indomani ‘sta gente’, sarà la sola che gli leccherà i piedi, forse perché avranno bisogno di lui e della sua intelligenza. Rivolgiamo una domanda ad un accanito ballista dal berretto che gli copre il volto:

– “Perché prendi in giro Mario?”

– “Forse per farmi importante e poi lo fanno tutti.”

LO FANNO TUTTI…avete sentito?

Mario ha espresso la sua rabbia ma ha un’alleata vicina che si chiama passione.
Studia per passione e questa è la leva di tutto, quella che lo proietta nel mondo del lavoro e nel labirinto della vita. Fa sport per amore del fisico, della squadra o di se stesso e crea ciò che ha in mente perché lo rende felice. Il popolo dei finti secchioni reclama insieme a lui meritocrazia e stop all’alimentazione delle sangue suga, che vogliono farla franca senza compicciare niente, coprendosi dietro pseudovoti.

Basta ricerche di gruppo dove a lavorare è uno solo, basta voti di gruppo sulla pelle dei volenterosi o voti bassi perchè il gruppo non ha collaborato. Che la scuola e chi ne fa le veci sappia gestire gli indolenti o i mancanti di umiltà e una volta ogni tanto difenda i diritti dei volenterosi o di coloro che al mattino si svegliano con la voglia di imparare!”

 

 

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