“IL GALATEO DELL’ESSERE”

“IL GALATEO DELL’ESSERE”

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Ci sono giorni in cui l’infanzia passa e l’adolescenza resta sospesa come una bolla dentro la nostra testa, ma altri in cui hai la fortuna di parlare con i ragazzi, in cui ricordi tutto, come eri e come ti sentivi e allora pensi che quei momenti sono la parte migliore di te.

Ti chiedi se gli altri vedono davvero il tuo essere al di là di una giacca, di una penna, di un capello storto o di una calma flemmatica. Se lo vedono oltre  un insieme di dolci regole precostituite che formano il tuo proporti nella Società. Oppure sono quelle regole, se inglobate nella tua sensibilità a fare di te una persona migliore? Confidi sempre nel tuo carattere, e in quella capacità di liberarsi dalle gabbie impostate o dai ritmi e pensi che quella parte di te profonda e reale esiste a prescindere e si dona comunque. Poi trovi conferma in un pezzo di carta scritto da una ragazzina speciale, che sa mettere le ali a qualsiasi adulto.

Lei parla addirittura di “Galateo dell’Essere”, qualcosa che si apprende lentamente nella vita e poi si ingloba con la società, le regole, la produzione di gesti e pensieri. Un galateo e quindi non solo un insieme di norme su come fare, cosa dire, comportarsi, vestirsi davanti a chi e come, ma anche un modo autentico di confrontarsi con gli altri andando oltre il proprio egocentrismo o esigenza di esibirsi. Ecco che ritorna l’arte della retorica gentile, del ‘fronte a fronte’ negli occhi, della cortesia, del grazie, mi scusi, la prego si sieda. Il tutto prende spunto dalla lettura del  cinquecentesco scritto ed elaborato da G. Della Casa, il complesso di convenienze che regolano i rapporti esterni o formali tra le persone e la società, definendone l’educazione, la buona creanza. Può succedere che una tale coesione esista, senza per forza sentirsi fessi o incantatori, ma disciplinatamente umani.

DISCIPLINATAMENTE UMANI…

Ad insegnarcelo questa volta non un uomo, non una donna, non un tecnico, non un professionista, ma una giovanissima penna che scrive e va. Scivola sul foglio a cospetto di tutto, di un mondo dove sembra di avere sempre le spalle al  muro. No, lei mette le ali agli adulti e oggi prendo le sue ali, ve le dono e le indosso. Non a caso lei si chiama Saggezza.

Sabrina Merenda

“IL GALATEO DELL’ESSERE”

Il Galateo ha delle regole che riguardano il comportarsi in maniera adeguata, nei confronti dei rapporti sociali e nel modo di presentarsi esteticamente o mentalmente. In certe situazioni occorre utilizzare vestiti e accessori adeguati, mettendosi in occasioni importanti vestiti consoni, in grado di risaltare il proprio stile e il contesto nel quale ci muoviamo.

In altre situazioni non importa vestirsi in maniera rigorosa ma ci si può vestire in modo easy, come nelle occasioni sportive. Gli accessori possono rappresentare un lato importante del nostro ‘Essere’, toccando le note più delicate della comunicazione espressiva. Un cappello messo in un certo modo può rappresentare il nostro ‘tocco di classe’, così come una ciocca di capelli ben definita dal gel, può comunicare un messaggio di poesia o di arte. Molte persone trascurano la creatività del particolare, omologandosi alla massa, per paura di essere esclusi dal sistema sociale, sentendosi così sempre al centro dell’attenzione.

Viaggiare aiuta l’individuo a trovare infiniti modi di proporsi e un rapporto equilibrato mente-corpo: Essere e Estetica si fondono. Spesso bisogna imparare ad adattarsi a situazioni e persone, cercando di rimanere gentili, umani, ascoltare, filtrando le nostre esigenze personali con chi abbiamo difronte o il contesto in cui ci muoviamo, senza apparire forzati. Lo possiamo imparare inizialmente imitando gli adulti, che per questo hanno grandi responsabilità. Poi possiamo affinare i nostri gusti, rapportandoci con l’arte, le letture sul tema o confrontandoci con un’amica. Alla fine ciò che premia è comunque lasciare un margine per quel tocco di classe personale e per la naturalezza del carattere.

 

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