Filorosso e la sicurezza: esigenza dell’umanità

Filorosso e la sicurezza: esigenza dell’umanità

Nel suo Filorosso settimanale, Mirko Sulli indaga sul tema della sicurezza, cercando di interpretarlo alla luce delle categorie della filosofia politica.

2731
0
SHARE

In questi mesi il nostro giornale si è in più occasioni occupato del tema della “sicurezza” ad Impruneta, con particolare attenzione ai furti che più volte hanno interessato il comune (leggi qui). Per questo sono stati organizzati due incontri (leggi qui i dettagli) che permetteranno ai cittadini e alle istituzioni di approfondire la problematica cercando la via per una possibile soluzione. Filorosso di questa settimana cerca di prendere spunto dall’evolversi delle dinamiche imprunetine per affrontare, con il suo consueto stile, il tema della “sicurezza” così come è stato per anni analizzato dalla filosofia politica.

Che cosa si può intendere, prima di tutto, per sicurezza nell’ottica della filosofia? Con questo termine, sopratutto a partire dalla filosofia politica moderna, si intende una delle prerogative, uno degli standard basilari, una delle componenti minime, che uno stato deve garantire a coloro i quali accettano di vivere insieme sotto le leggi e le imposizioni di tale istituzione. Un esempio che possa chiarire questa posizione è quello di Thomas Hobbes: nel suo capolavoro Il Leviatano, infatti, l’autore britannico sostiene che ogni individuo, considerato in un ipotetico stato naturale precedente alla nascita della società, aveva il completo possesso dei propri diritti, compreso quello di difendere la propria vita, di vivere, dunque, tentando di rimanere in sicurezza con qualsiasi mezzo avesse a disposizione, anche a danno di chi gli stava intorno. Soltanto nel rendersi conto dell’impossibilità della propria sicurezza, dato che tutti avevano il diritto di agire contro gli altri, finendo per danneggiarli e rendere impossibile a chiunque un’esistenza lunga e sicura, gli individui accettarono di rinunciare ai propri diritti trasferendoli al neonato Stato in cambio, però, della minima garanzia della propria sicurezza.

Ecco dunque che anche in un autore come Hobbes, teorico della stato assoluto, un minimo compito per la sovranità, altrimenti indiscutibile nella sua forza e nel suo dover essere obbedita, esiste: quello di garantire la sicurezza ai propri componenti. Tutto è concesso allo Stato secondo l’autore inglese, tranne non garantire il diritto alla vita per il quale gli individui avevano accettato di rinunciare alla propria assoluta libertà originaria. Stesso discorso, in un’ottica più liberista e meno negativa, si può dire per Locke: primo obiettivo della sovranità è quello di garantire la sicurezza (assieme alla libertà, a differenza di Hobbes) per gli abitanti dello stato.

In entrambi i casi, dunque, la sicurezza appare come un’esigenza fondante la vita stessa della società e dello stato. Volgendo lo sguardo anche alla filosofia contemporanea, ad esempio a Peter Sloterdijk, possiamo osservare che l’esigenza di sicurezza può essere vista anche in un’altra ottica, ancora più legata alla natura umana. Secondo l’autore delle Sfere, infatti, l’uomo si rende conto di essere inserito in una realtà, sia individuale che sociale, estremamente fragile e che, per questo, ha bisogno della costruzione di un vero e proprio sistema immunitario che lo difenda dalla sua intrinseca labilità. Basti pensare, ci fa notare l’autore, a tutti gli sforzi compiuti dagli esseri umani per mettere un muro tra loro e l’ambiente in cui originariamente sono gettati, per usare un termine caro a Heidegger, per creare barriere che in qualche modo possano garantire loro un minimo di sicurezza.

Quello che possiamo ricavare, dunque, da questo breve articolo è che indubbiamente l’esigenza di sicurezza, di garanzia per la propria esistenza, sembra legata indissolubilmente alla natura stessa dell’uomo e che, per questo, deve essere sempre un tema, un obiettivo, di qualsiasi politica utile. Naturalmente, e qui si aprirebbe un ulteriore dibattito, sarebbe da indagare su quali siano i veri pericoli e quali, invece, sono soltanto inutili spettri che portano a chiusure dannose per lo stesso buon funzionamento della società umana.

Fonti:

  • T. Hobbes, Il Leviatano, trad. Gianni Micheli, BUR, 2013

  • J. Locke, Secondo trattato sul governo. Saggio concernente la vera origine, l’estensione e il fine del governo civile. Testo inglese a fronte, trad. A. Gialluca, BUR, 2001

  • M. Heidegger, Essere e Tempo, trad. A. Marini, Mondadori, 2011

  • P. Sloterdijk, Sfere III Schiume, trad. S. Rodeschini, Cortina Raffaello, 2015

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY