Elezioni comunali Impruneta, cosa potrebbe accadere? Analisi politica alla vigilia della campagna...

Elezioni comunali Impruneta, cosa potrebbe accadere? Analisi politica alla vigilia della campagna elettorale

In campagna elettorale, quella vera e decisiva, si entrerà dopo il 4 marzo, data di voto a livello nazionale

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Concluso il 2017 con la bagarre politica conseguenza dei due Consigli Comunali rinviati ed inaugurato il 2018 che ci porterà alle elezioni amministrative, proviamo ad ipotizzare quali scenari potrebbero aprirsi nell’incognita di un’ormai imminente campagna elettorale. Più che fantapolitica, proponiamo una verosimile analisi politica che prenda visione di quel che già c’è e di quel che con tutta probabilità ci sarà. Con una premessa: i nostri territori, vedi Greve in Chianti, San Casciano, Bagno a Ripoli, Firenze stessa sono fortino semi-inespugnabile del Partito Democratico; Impruneta non fa eccezione ma, a differenza dei comuni confinanti, il baluardo piddino imprunetino iniziò a vacillare già nel corso delle amministrative del 2013, sviluppando negli anni piccole incrinature interne divenute oggi evidenti crepe.
L’esito, pertanto, non è scontato ed il fronte PD è un’armata in parte da ricostruire (anche se pur sempre la favorita). Ulteriore motivo per appassionarsi alle vicende politiche dunque sociali di una campagna elettorale che calamiterà l’attenzione imprunetina sino al Maggio 2018. Fino a quel giorno, tuttavia, non sarà “calma piatta”: una data spartiacque sarà certamente quella del 4 Marzo, giorno di elezioni politiche. Il voto nazionale, infatti, potrà influire sull’andamento del voto locale: non tanto per le opzioni di scelta degli elettori quanto per i delicati equilibri degli eletti che, in seguito all’esito delle Politiche, rischiano di subire ribaltamenti di fronte. Vi spieghiamo meglio.

Partiamo anzitutto dal (sin qui) carro dei vincitori rappresentato, ovvio, dal Partito Democratico.
Segnali recentissimi di noie intestine sono emerse, indesiderate, ai titoli di coda del 2017: evidente, il compromesso originale tra diverse correnti interne al Partito Democratico volto a sostenere il governo Calamandrei è caduto, le scissioni si son palesate, il rimpasto di giunta s’è fatto e, conseguenza, più di un esponente del Partito Democratico di Impruneta ha lasciato la barca. L’ala forte del PD vuol continuare a battere la strada intrapresa: Alessio Calamandrei (ricordiamo, convinto renziano), è ufficioso ma non ufficiale, si ricandiderà per un secondo mandato. Alternative non sembrano esserci – il Pistolesi, sfidante di Calamandrei alle Primarie 2013, potrebbe entrare nuovamente nel discorso politico ma, stavolta, non come sfidante dell’attuale Sindaco – e lo statuto PD consiglia la riconferma del Primo Cittadino in carica per giungere ai dieci anni di legislatura. Chi lo sosterrà? Indirizzati verso una lista civica di centro-sinistra, l’incognita riguarderà nome e simbolo da adottare quale leitmotiv della Campagna Elettorale: resterà bene in evidenza il logo del PD o si opterà per un nome neutrale tipo (e qui inventiamo all’insegna del ridicolo per non rubare idee a nessuno) “Impruneta Democratica Forever”?
Stringendo lo zoom sul papabile candidato sindaco, Alessio Calamandrei ha dalla sua una campagna elettorale già affrontata, un investimento popolare già ottenuto (al 42%), dunque un’impareggiabile esperienza maturata in questi primi cinque anni di governo. Aiuto non da poco. Contro, invece, ha un quinquennio di infrastrutture non ancora realizzate ed il dissolversi dell’effetto “novità”: Calamandrei non sarà più, nel 2018, il volto fresco della politica imprunetina, agli occhi dell’elettorato quel giovane ed integerrimo candidato che avrebbe portato una ventata di nuovo. Oggi è il Sindaco Calamandrei, “usato” più o meno sicuro, conosciuto ai più.

In Consiglio Comunale

Un gradino sotto, pronti a sbaragliare il feudo PD, potrebbe esserci un’altra lista civica anch’essa di centro-sinistra: il condizionale, qui, è d’obbligo poiché le varie forze che andrebbero a connettersi hanno in realtà “vita propria” e dovrebbero pertanto abbandonare ambizioni personalistiche per appoggiare un candidato unico che vada più o meno bene a tutti. Parliamo di un qualcosa che unirebbe ad esempio i fuoriusciti del PD convogliati in Sin. Italiana ed Art 1 – MDP, esponenti del Coraggio di Cambiare, esponenti civici, membri del movimento nato per le politiche del 4 Marzo “Potere al Popolo”.
Una lista civica alla quale dare un nuovo titolo ed analoga per conformazione al Coraggio di Cambiare del 2013 che allora fu degno avversario del PD (ottenne il 33%). Chi sarebbe il candidato sindaco di tal coalizione? Da mesi il nome che aleggia nelle piazze imprunetine è quello di Lara Fabbrizzi, politicamente formatasi nel Coraggio di Cambiare, attivissima a livello sociale, sportivo, politico di Impruneta e possibile outsider di queste elezioni. Ma niente, ancora, ha i crismi dell’ufficialità.
Se, al contrario, sulle “ammucchiate” prevarranno le particelle frazionate di una Sinistra frazionata, anche sul locale, si avranno più partiti o neomovimenti, più candidati sindaco, più dispersione dei voti dunque verosimilmente meno possibilità di primeggiare. Su questa sottile situazione di equilibri sta il punto interrogativo più macroscopico ai fini elettorali!

Un passo, anche due, verso destra potrebbe insinuarsi una lista civica costituita da esponenti di Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, esponenti civici con similar pensiero politico. Quali i nomi caldi? Anzitutto Roberto Viti, oggi consigliere comunale, personaggio con esperienza decennale e ben attento alle dinamiche paesane. Altrimenti, prendendo a riferimento due volti che hanno ben sfruttato questi anni pre elettorali per trattare tematiche locali di interesse concreto e farsi conoscere, citiamo Lorenzo Somigli e Matteo Ottanelli della Lega Nord, la cui determinazione nell’approfondire argomenti sociali è ben sintetizzabile nel caso della Scuola Della Robbia di Via Roma. Se, successivamente al 4 Marzo, tali diverse realtà non si sfalderanno l’obiettivo minimo potrebbe essere l’ottenimento di uno/due posti in Consiglio Comunale.

In ultimo, da non sottovalutare, ecco il M5S oggi rappresentato in CC da Francesco Bianchi. Da pochi giorni ed in previsione elezioni è nato il MeetUp di Tavarnuzze: qualcosa si muove, vedremo in quale direzione. Bianchi, malgrado sia figura già nota, competente ed attiva, potrebbe non ricandidarsi per scelta personale. La base di consenso dei 5Stelle non è, nei nostri territori, molto ampia dunque da alimentare e, in parte, ricostruire; in più, a differenza di 5 anni fa, è svanito l’effetto “boom” introdotto da Grillo. Quel che, tuttavia, potrebbe giocare a loro favore è la novità nello statuto dei 5Stelle a livello nazionale, notizia di pochi giorni fa: il Movimento pentastellato ha annunciato la cessazione del divieto di stringere alleanze con altre forze politiche. Elemento non certo di poco conto: sotto tale lente il M5S potrebbe risultare decisivo in sostegno di altre liste civiche. 

Infine, attenzione al partito dei non votanti: nonostante la politica locale sia qualcosa di tangibile e prossimo alla cittadinanza, la disaffezione alle “chiacchiere dei politicanti” è seria e contagiosa. L’astensionismo potrebbe dunque giocare un ruolo chiave nella partita delle amministrative, in particolar modo se il weekend di urne sarà soleggiato ed invitante per gite fuori porta.
Per quanto riguarda i temi salienti della campagna elettorale, puntiamo un nichilino sulla materia clou del 2018: S-C-U-O-L-A. Tra accuse di fallimento di tutti coloro che non si chiamano PD e sventolamento dei fondi intercettati (leggi qui) di Calamandrei and co. Di fatto, tuttavia, il plesso scolastico non c’è.
Altri argomenti caldi saranno – indovinate – sedi rionali, Festa dell’Uva e rapporto con l’Ente, sicurezza (forte per 5stelle e centro-destra), attenzione alle frazioni. Stessi contenuti già ampiamente trattati nel 2013…

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