“Sulla Strada” la mostra fotografica di Giorgio Cottini alla Sala Binazzi

“Sulla Strada” la mostra fotografica di Giorgio Cottini alla Sala Binazzi

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“Firenze, Milano, Barcellona, Livorno, Londra, Lisbona, Napoli, Vieste, Arcore, Desio, Monza,
Mostar e Sarajevo.
Solo alcune delle città in cui mi son perso sulla strada con la mie macchine.
Reportage? O solo Punti di vista?…In ognuno di questi luoghi ho lasciato un frammento di cuore ed
in cambio ho trattenuto emozioni e brandelli della loro anima. Barcellona mi ha donato il venditore di poesie lungo la Rambla; Lisbona la coppia di innamorati durante la pausa pranzo alla Feira de Ladra; Londra la poesia del Regent’s canal;
Vieste, Tiggiano, Napoli i mille colori,profumi suoni e semplicità del sud; Impruneta e Firenze le mie radici,
la mia storia, il mio partire sapendo di poter tornare; Milano, Desio, Arcore, Monza Milano il mio quotidiano, fatto di architetture moderne e frenesia emotiva. Pavia inconsapevole inizio di una ricerca verso un mondo fatto di storie e culture del mondo., Mostar e Sarajevo un viaggio alla ricerca del silenzio interiore e di un mondo possibile, ma anche dar voce ad “anime celate” vittime di una guerra assurda e
presto nascosta come polvere sotto il tappeto. Qualcuno cantava “queste sono le mie canzoni”. Io dico molto più modestamente: “queste sono le mie fotografie, i “fermo immagine” di momenti fissati indelebilmente non solo in macchina e sulla carta ma trattenute nell’anima, appunto!”.

Così Giorgio Cottini presenta la sua mostra… “Sulla Strada”. Quella strada che lo riporta ora nella sua Impruneta da cui è partito nel 1991, ma dalla quale non riesce a staccarsi. Questa mostra è una sorta di restituzione, un tornare per lasciare una traccia di se. Ripercorrere orme per lasciare segni che non gli facciano “Smarrire la strada, la sua storia”. La Street photography di Giorgio è un mondo incredibile e sconfinato in cui è facile perdersi. I suoi scatti racchiudono la voglia e la necessità di raccontare una storia, anche attraverso un singolo scatto. L’obiettivo davanti al volto è l’immagine che meglio lo ritrae. La sua anima cattura il cuore, passa rapida attraverso braccio ed occhio e…click. Fermo immagine. Blocca quello scatto aspettato magari per giorni ad un angolo di strada perché….. “prima o poi qui accadrà qualcosa, me lo sento, o solo perché vagando per strada con i miei pensieri, lo sguardo coglie la storia e desidera fermare per sempre quell’istantanea di vita, quel frammento di esistenza. “
I suoi scatti, narrano di un uomo resiliente, un uomo che sa cogliere la purezza di bimbi che giocano per strada, volti di donna fra milioni di persone, riflessi che si duplicano all’infinito nella vetrina di un Bar o della Libreria più famosa di Milano. Frenesie e momenti di calma apparente.
Molte immagini ricordano i fotografi degli anni 50. Quasi felliniane alcune. I suoi scatti sono spontanei ma non lasciati al caso. SI, perché per lui la spontaneità deve essere a doppio senso, non può essere a senso unico. Questo significa che ci deve essere prima di tutto la spontaneità del soggetto ripreso, che non può essere fotografato in posa e, per essere precisi, non deve nemmeno sapere di essere fotografato. Un soggetto che si muove libero in un ambiente aperto, che non sa dell’esistenza di un fotografo pronto a immortalarlo mentre compie una qualsiasi attività quotidiana, che può essere un lavoro o un semplice gesto spontaneo e non costruito. Ma non può prescindere dalla spontaneità e dalla sensibilità del fotografo capace di cogliere anche solo un gesto di donna che si accarezza stanca la base del collo mentre viaggia sul tram, o il passo svelto di una impeccabile donna in carriera avvolta nel trench che attraversa lo spazio dell’obiettivo su tacco 12 avendo sullo sfondo graffiti metropolitani. Le sue foto trasmettono la poesia sfumata ed ovattata del bianco e nero, ma anche la geometria pulita, grintosa, caotica e convulsiva del metropolitano vivere.

Le immagini sono capaci di raccontare uno stato d’animo o un particolare momento che le parole difficilmente potrebbero esprimere in maniera migliore, ed è proprio qui la bravura di Giorgio Cottini. La sua street photography dunque non è fotografia improvvisata ma, frutto di anni di studio, di passione, di scatti e scatti, di umiltà e strada ripercorsa passo dopo passo dove altri prima di lui han posato le scarpe. La sua fotografia è fatta di colpo d’occhio, cuore, cervello, anima e ……. le ultime foto, sono frutto di un cambiamento interiore, della denuncia di un mondo che è fatto di altro, di storie che ci aiutino a non dimenticare, e in qualche modo a ridare vita ad anime nascoste perché scomode …“ho visto la storia, quella stessa storia che era già dentro me” .
Gli scatti di Giorgio Cottini ricordano grandi maestri: due nomi su tutti Robert Doiesnau e Henri Cartier Bresson. Ma anche Vivian Majer capace di trasmettere storie e catturare quell’istante che nemmeno i protagonisti delle foto son in grado di percepire e di conseguenza ricordare. Molto umilmente lui ammette di essere rimasto folgorato dal loro modo di concepire la fotografia. La sua ultima fonte d’ispirazione però, anche per ragioni campanilistiche, è un altro nome importante della fotografia italiana, forse un po’ meno conosciuto: Piergiorgio Branzi, fiorentino, giornalista RAI degli anni ’70, grande fotografo di un’Italia che non c’è più … un poeta con la macchina fotografica.
La realtà , di Cottini, quella che cerca di raccontare nei suoi scatti è sì più frenetica di quella narrata dai grandi maestri, quella che neanche la tecnologia digitale riesce sempre ad immortalare, ma mantiene intrinseca, la poesia delle storie immaginate oltre il fermo immagine.

INFO:
Sulla Strada – Giorgio Cottini Fotografie
Mostra aperta dal 24 al 28 luglio a Impruneta (FI) – Sala Binazzi – piazza Buondelmonti. Ingresso libero
Orari apertura:
- mercoledì ore 21 23.30;
- giovedì venerdì sabato e domenica ore 10 -12.30 / 16.30 -19
Inaugurazione mercoledì 24 luglio ore 21 in occasione della NOTTE DELLE STELLE promossa dalle associazioni CCN il Pozzo e Sassineri
La mostra è promossa dall’associazione SassiNeri di Impruneta

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Nato a Bagno a Ripoli il 20 Ottobre 1994, amante del calcio in tutte le sue sfumature, ho passato buona parte della mia vita sui campi della Toscana a smistare palloni, e a prendere qualche salutare pedata. Una carriera scolastica eterogenea, iniziata come geometra ed evoluta come studente di scienze politiche della facoltà di Firenze. Nella vita poche cose sono certe ma su una vado sul sicuro, ho passato più ore a giocare a calcio che sui libri. Col tempo ho coltivato la passione per il giornalismo, lavorando nella redazione sportiva dell'emittente televisiva di Italia 7.