Il Rione nella festa: Fornaci

Il Rione nella festa: Fornaci

546
0
SHARE

Quando nel 1939 la Festa dell’Uva fu sospesa a causa dello scoppio della guerra, i rionali fornacini potevano a ragione pensare che la loro contrada si sarebbe contraddistinta, in una futura ripresa della manifestazione, per una lunga serie di vittorie: infatti il rione delle Fornaci aveva concluso gli anni ’30 con ben tre primi posti, compreso il trionfo all’edizione inaugurale della competizione nel 1932. I rionali di allora non potevano sapere che a contraddistinguere le Fornaci nella storia della Festa non sarebbero state le vittorie, solo 8 dagli anni ’50 ad oggi, ma un qualcosa di forse ancora più importante, cioè quell’anima calda e passionale e quel carattere anticonformista e tenace che rende unico il rione dell’orcio. Stravagante ed esplosivo, irascibile e trasformista, il rione delle Fornaci ha visto nascere questo suo singolare animo alla fine degli anni ’60.

Nei quasi vent’anni precedenti le Fornaci, ancora guidate dalla “vecchia guardia”, avevano dovuto aspettare molto prima di tornare alla gloria; gli anni ’50 avevano visto una spartizione di quarti posti con le Sante Marie, in un periodo in cui le due contrade si definivano “cugine” e non avevano molte risorse da investire nella Festa. Poi, a sorpresa, nel 1965 le Fornaci ritrovarono finalmente il primo posto, a 28 anni dall’ultima soddisfazione. Fu questo il “canto del cigno” di una generazione. A partire dal 1968 a prendere le redini del rione fu un nutrito gruppo di giovani che colse un bel secondo posto con un braciere olimpico che ricordava le olimpiadi svoltesi quell’anno in Messico. L’edizione successiva vide il primo successo di queste nuove leve, con un grande grammofono abilmente riprodotto in una sfilata revival degli anni ’20. Iniziò così un periodo che segnerà con un marchio indelebile la storia e il carattere delle Fornaci. Gli anni ’70 videro il rione identificare il rosso del proprio stemma con quello della lotta politica e della contestazione giovanile a colpi di sfilate provocatorie, mentre gli altri rioni rimanevano ancora legati alla tradizione contadina e per certi versi perbenista. Sfilata simbolo di questo clima e di questa svolta fornacina fu quella del 1970, “Fate l’amore, bevete vino”: dal carro centrale, raffigurante un aereo abbattuto e una trincea, un gruppo di soldati gettavano armi e divise in piazza, dove un netturbino le raccoglieva in un bidone dell’immondizia. Questo gesto provocatorio e di aperta contestazione alla guerra del Viet-Nam valse una denuncia ed un processo per cinque rionali, che vennero tuttavia assolti.

Il decennio fu segnato da nuove sfilate di protesta, come l’Italia malata del 1978, e da nuove vittorie, come quelle del 1971, del 1975 con la famosa tromba di Armstrong del grande Novello e del 1980 (a pari merito con le S. Marie) con la cupola del duomo, riproposta dal rione rosso nella sfortunata edizione del 2013 annullata per pioggia. Il momento più alto della storia delle Fornaci è datato però 1985. Certi carri diventano mitici non appena fanno il loro ingresso in piazza, ed è proprio in quel momento che certe vittorie si intuiscono subito: i meravigliosi cavalli, quattro animali rampanti ricavati a mano dal polistirolo e troneggianti sul primo e terzo carro, permisero alle Fornaci di alzare a mani basse la coppa e lasciare a tutti gli imprunetini un ricordo incancellabile.

Nel 1990 la vittoria tornò con il grande cesto, e da qui prese le mosse per il rione rosso un quindicennio avaro di soddisfazioni, sebbene nelle memoria fornacina trovino posto con un sorriso sfilate come quella del 2002, con la “sfortunata” navicella spaziale. Ai piedi di una scalinata lunga tre carri, di una grande gallo nero e del dio etrusco Fufluns le Fornaci nel 2005 ritrovarono la vittoria, accolta con lacrime e gioia infinita. Tanto attesa, quella coppa in cotto alzata dal presidente Andrea Corsani, l’undicesima della storia rossa, è rimasta però l’ultima. Più volte è stato sfiorato il trionfo in questi anni, come nel 2012, o soprattutto nel 2010, quando il pari merito col Pallò vide solo a tarda sera la vittoria del rione verde per maggiori primi posti. A provare ad invertire la tendenza è emersa negli ultimi tempi una nuova generazione di rionali, i quali, a dispetto dei tanti problemi legati alla sede, sono riusciti a cogliere un inaspettato secondo piazzamento l’anno scorso, con una sfilata controversa e polemica ma in grado di colpire nel segno. Una sfilata in pieno stile Fornaci d’altronde, un rione forgiato da sfide e lotte caparbie,  che continuerà ad indossare per sempre quel suo inconfondibile vestito rosso.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY