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Marylin Monroe

 

A chi non è mai capitato, camminando per strada, di notare un vecchio televisore a tubo catodico abbandonato vicino ad un cassonetto o al ciglio di una strada? A Bagno a Ripoli c’è chi ne ha tratto spunto per un progetto fotografico: il ventisettenne Lorenzo Biffoli, progettista elettrico di professione, appassionato di video art e fotografo amatoriale è anche il curatore del progetto LosTV.

Quando lo incontriamo e gli chiediamo di parlarci della sua passione ci confida di aver amato fin da bambino la fotografia a rullino e di aver sempre avuto dentro di sé viva la voglia di immortalare un istante seguendo l’istinto di un preciso momento. Con la crescita personale è venuta anche quella artistica, a cui si è aggiunta la passione per il computer; così è nato in lui il desiderio di provare a fotografare con una macchina digitale professionale per la quale, ci spiega, è stato necessario seguire un corso di fotografia digitale nel 2014, durante il quale ha imparato alcune regole compositive e per la post produzione indispensabili per la buona riuscita degli scatti. Così pian piano Lorenzo ha iniziato a vedere nella sua passione una concreta possibilità per esprimere le proprie idee con progetti fotografici come “LosTV”, i cui scatti sono già stati esposti lo scorso dicembre presso la libreria d’arte Brac a Firenze.

Questo ciclo si compone di sette fotografie nate dalla volontà di raccogliere immagini che raccontino dell’abbandono di un importante strumento di comunicazione di massa, il televisore. La rapida e costante evoluzione di questo apparecchio ne ha determinato e ne determina tutt’ora, il suo utilizzo, e scarto, a breve termine. Conseguenza di questa obsolescenza programmata -strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da renderne la vita utile limitata a un periodo prefissato- sono TV lasciate al ciglio di una strada o accatastate insieme ai rifiuti.

Lorenzo Biffoli
Lorenzo Biffoli

Lorenzo ci racconta di aver fotografato TV abbandonate per circa un anno: “la prima volta che ho visto una TV abbandonata è scaturita dentro di me un’emozione forte che mi ha portato a pensare che valesse la pena fotografarla. Così ho fatto quella volta e in tutte le altre occasioni in cui mi sono trovato davanti ad una scena simile; volevo rendere immediate a tutti le stesse sensazioni che avevo provato io nell’osservare quelle tristi e malinconiche cartoline quotidiane e sensibilizzare quante più persone fosse possibile verso il tema dell’obsolescenza. Così è nata l’idea di inserire in quegli schermi vuoti delle immagini-simbolo, proprie della vita di tutti gli abitanti del XX secolo”.

Sono proprio queste immagini, infatti, quelle scelte dall’autore del progetto per far rivivere i vecchi televisori: la Protesta di Piazza Tienanmen (1989), l’uomo sulla Luna (1969), i Mondiali di calcio – l’esultanza di Tardelli- (1982), la caduta del muro di Berlino (1989), Marylin Monroe, Mohammed Alì contro Sonny Liston (1965) e Windows ’95. In effetti non possiamo dargli torto: chi non ricorda l’esultanza di Tardelli ai Mondiali dell’82? 

Proprio con una di queste fotografie Lorenzo è attualmente in gara al Premio Nazionale di Arte Contemporanea “Basilio Cascella” nella sezione “fotografia”. Giunto ormai alla sua sessantesima edizione, il Premio Cascella è uno dei Premi d’Arte di Fotografia e Pittura tra i più prestigiosi d’Italia, la cui volontà è di valorizzare l’arte contemporanea e dare agli artisti emergenti un trampolino di lancio per esportare in seguito le loro opere nella rete internazionale artistica. Il tema di quest’anno è proprio “Obsolescenza Programmata” e la giuria del concorso composta da critici, artisti, galleristi, curatori ed esperti d’arte premieranno il vincitore insieme al pubblico che visiterà la mostra –inauguratasi il 24 aprile a Ortona, Chieti- con l’assegnazione del Premio Popolare, il prossimo 29 maggio.

Quando chiediamo a Lorenzo se ha altri progetti in cantiere ci risponde così: “Non lo so, forse tra qualche mese, forse tra un anno o due, chi sa. I progetti non si cercano: se si è attenti ai cambiamenti in corso e si riesce ad anticipare i mutamenti, sono loro che arrivano a te.”

 

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Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e ho sempre vissuto a Bagno a Ripoli; mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea all’Università di Firenze e a proseguire gli studi per la laurea magistrale. Mi piacerebbe trasmettere questo amore per l’arte contemporanea e dare il mio contributo per avvicinare quante più persone possibili a questa materia, che potrebbe sembrare lontana e incomprensibile ma riserva sorprendenti bellezze.

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