TROPPO COSTRUIRE, POCO PAGARE

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Imposte case: Tasi e Imu fra confusione e incertezze

Dovere di ogni buon cittadino è pagare regolarmente le imposte, e il mancato adempimento di questo dovere può portare ciascuno di noi ( salvo italiche eccezioni) ad incorrere in conseguenze penali. Il fantastico mondo di Impruneta però fa eccezione anche stavolta, e così il Consorzio “Le Fornaci”, che comprende alcune società che devono al Comune una somma superiore a 300.000 euro di IMU non pagata per il periodo 2011-2016, si è visto approvare dal Consiglio comunale del 27 giugno scorso il Piano attuativo relativo all’area Pesci-REF di 12.888 mq di S.U.L residenziale. Per ricapitolare, parliamo del progetto di costruzione nella vallata di Cappello, già fortemente contestato nelle scorse settimane a causa del suo impatto pesante su un’area fragile e che necessiterà di notevoli interventi di consolidamento e messa in sicurezza, per evitare il ripetersi delle vicende della Presuria e di via Ho Chi Min.

Il Consorzio “Le Fornaci” è costituito da tre società, una delle quali ha rilevato i terreni e i fabbricati che erano di proprietà di due società che, insieme ad altre,presentarono il 15 dicembre 2015 il primo Piano attuativo dell’area Pesci-REF. Secondo il documento del Servizio Tributi e Finanziario a cui ha avuto accesso il consigliere Viti ( prot. n° 16600 del 17 luglio 2017) risulta che una di queste due ha un debito nei confronti del Comune di 37.962 euro per il periodo 2011-2013, e le devono essere inviati gli avvisi di accertamento relativi al periodo 2014-2016 per 54.682 euro; tale società è in scioglimento e liquidazione volontaria dallo scorso aprile, e così come l’altra ha un debito di IMU verso il Comune superiore al capitale sociale dell’azienda. Ancora più grande è il debito verso il Comune di un’altra società del Consorzio, il cui totale di IMU non pagata supera i 200.000 euro. Sommando queste cifre si ottengono gli oltre 300.000 euro di debito che vengono contestati ad alcuni gruppi del Consorzio “Le Fornaci”.

Alla luce di questa grave situazione, il consigliere Viti ha presentato al Consiglio comunale del 27 luglio una mozione nella quale richiedeva al Dirigente preposto alla firma delle Convenzioni accessive per la realizzazione dei Piani attuativi di accertarsi, prima di firmare, che le società del Consorzio “Le Fornaci” avessero pagato l’IMU; nel caso risultasse che non avessero pagato, si chiedeva di rimandare al Consiglio la decisione sulla firma della Convenzione. La mozione è stata respinta dal Consiglio senza margine di discussione, e gli esponenti della maggioranza, soprattutto i consiglieri, si sono contraddistinti per la consueta pochezza nella qualità degli interventi, finendo poi come sempre per votare secondo gli ordini di scuderia, senza minimamente interrogarsi sul bene pubblico e sul buon senso. Siamo abituati alla totale passività politica dei consiglieri del PD, ma la rabbia aumenta quando, come in questo caso, si è di fronte ad uno scenario molto preoccupante, in cui l’enorme debito che alcune società del Consorzio “Le Fornaci ” hanno verso il Comune getta un’ombra pesante sul vasto progetto edilizio che andrà a trasformare la valle di Cappello. Crediamo che siano opportune nuove verifiche e un atteggiamento più trasparente da parte dell’Amministrazione, nel rispetto del territorio e dei suoi cittadini (soprattutto di quelli che l’IMU la pagano )

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