Commentiamo questi Rioni in modo “super partes” (giuro!!!!).

Commentiamo questi Rioni in modo “super partes” (giuro!!!!).

974
0
SHARE

Nella rubrica di una come me, di che volete che si ragioni in questo periodo dell’anno? Di Rioni ovviamente, qualsiasi altro argomento non ci piace al paesello, Settembre è Festa dell’Uva, fine dei discorsi.

Oggi vorrei provare a descrivere questi quattro cuori imprunetini in maniera ironica, sarcastica e obiettiva cercando di essere “super partes”, non fate quel sorrisino, ho il sangue verde ma giuro, croce sul cuore, m’impegnerò a non fare nessun tipo di favoritismo. Ah, dimenticavo, che nessuno se la prenda eeeeh, non voglio stuzzicare l’anima permalosa e polemica di nessuno, “si fa pe’ ridere, siam toscani”, chiaro il concetto?
Dunque dunque, andiamo in ordine di sfilata, quindi… Rione del Pallò, il più difficile per me essendo palloiana (di razza dannata, lo so!) ma ci si prova.

Bene, i palloiani come sono? Direi “tronfi come tacchini”, orgogliosi in modo decisamente ineguagliabile, caparbi e testardi come muli. Il Rione verde è da sempre visto come il “Gargamella” della situazione, gli altri sono i Puffi e i palloiani sono quelli “antipatici” per i loro modi di fare e soprattutto per quelle (belle posso dirlo?) vittorie che tengono il Rione saldo al primo posto nella classifica dell’Albo d’Oro. Si distingue dalla massa per il suo spirito innovativo, se c’è una sfida da fare, il Pallò non si tira indietro, ha portato cose rischiose in piazza, cose che… SILVIA DEVI ESSERE IMPARZIALE! …Dicevo, è un Rione che ama sfidare e sfidarsi ma, non è mai tutto rosa e fiori perché spesso e volentieri il mio Rione è un po’ un gregge di pecore (ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio eh) perché tende a seguire ed a lasciarsi “infinocchiare” da tante belle paroline.
Il Rione del Pallò viene sempre criticato ed attaccato dai tre avversari, eppure, sistematicamente viene scopiazzato… Quindi forse il suo spirito geniale piace, chissà!
In più è un Rione che a mio avviso si confronta poco coi propri rionali ma che… Diamine, quando quelli con le maglie verdi connettono tutti insieme i neuroni, uniscono i loro cuori e gli sguardi sono i medesimi, non c’è trippa pe’ gatti.

Parliamo del Sant’Antonio; al momento se dovessi figurarmi questo Rione con un’immagine in testa, sinceramente mi viene in mente solo l’ariete che veniva usato per sfondare i portoni, perché sì, loro ultimamente vanno di sfondamento (e ci riescono per di più!). Questo Rione qualche anno fa aveva subito un grande calo sia artistico che emotivo, seguito di conseguenza da svariati ultimi posti ma ormai è da diverse edizioni che il Rione bianco ha ripreso linfa vitale e si è rimesso sulla giusta carreggiata col coltello tra i denti, più agguerrito che mai. Ad oggi i bianchi sono un osso duro, perfezionisti, tanto precisi da risultare quasi maniacali dato che provano quei balletti mattina, pomeriggio e sera (la pausa pranzo sarà concessa?).
Il loro senso dell’umorismo non spicca più di tanto, sono piuttosto riservati, se ne stanno sul loro monte a lavorare a capo basso e se te, di un altro Rione, metti piede nel loro cantiere, preparati a sentirti giusto un tantino fuori posto… Eh, i rionali del Sant’Antonio sono un po’ particolari.

Terzo Rione, le Sante Marie. Il loro colore è il celeste e non a caso amano intonare la famosa canzone di Rino Gaetano “Ma il cielo è sempre più blu”. Situati in Piazza Nova, c’è da dire che il loro vicinato non è molto “simpatico” perché non riesce proprio a sopportare che per un mese l’anno ci siano dei rumori in più, bestiale pensare quanto la gente sia diventata insofferente ma non divaghiamo, questo è un altro capitolo.
Insomma, i celesti dell’Impruneta hanno un carattere molto competitivo, non gareggiano mai tanto per fare e credono sempre in quello che alla fine del mese riescono a portare in piazza davanti alla giuria. Nonostante ciò ahimè, talvolta (…oddio non mi lapidate!) sanno essere estremamente rancorosi, permalosi ed un tantino arroganti nei loro modi.
Però, e qui si sta tutti zitti, il “maialino” lo fanno parecchio ma parecchio “bono” e le “paste alla Morena” ormai sono famose in tutto il paesello!

Infine ci sono i nostri rossi, il Rione delle Fornaci. Annata particolare per loro ma succede a tutti prima o dopo. Devo ammettere che il loro spirito è ammirevole, perché se ci pensate bene, ci sono persone all’interno del Rione che non hanno ancora avuto il piacere di alzare quella benedetta coppa e insomma, demoralizzarsi in queste cose è facile ma loro devo dire che sanno come fare a tenere alto il morale, quindi tanto di cappello.
Nonostante qualche volta questo Rione si faccia trasportare dal senso dell’orrido, c’è comunque da apprezzare l’impegno, perché anche quando sono perfettamente consapevoli di quello che stanno facendo in piazza, loro lavorano portando il compito a casa (che spesso però è un 4, ma son dettagli!). Di base i fornacini sono divertenti, alla “Corsa dei Carretti” e durante il “Funerale” si aggiudicano senz’altro il premio simpatia però, perché c’è sempre un però… Quanto polemizzano… Maaaaamma mia, se non fanno un po’ di polemica, non sono contenti.

Ebbene via, ce l’ho fatta, sono stata abbastanza “super partes” come vi avevo detto però ora, cari miei lettori, vado ad infilarmi la mia stupefacente maglia verde.



 

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY