“A bordo di un Segway per Lisbona”

“A bordo di un Segway per Lisbona”

Viaggio affascinante nei quattro elementi

1880
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“Essere poeta non è una mia ambizione è la mia maniera di stare solo” (F. A. Nogueira Pessoa)”

“Eh sì, la più antica e meravigliosa guida su Lisboa, la scrisse proprio Pessoa, il poeta originario del luogo, nato nel 1888. Ovviamente, visitare la capitale del Portogallo in compagnia è il massimo che un viaggiatore possa desiderare ma anche per colui che si accingerà alla sua scoperta da solo, non sentirà mai solitudine o dispersione in questa perla d’Europa. Non scordiamoci mai che essa è stata lo scenario di Film (Lisbon Story) e aspirazioni letterarie di notevole intensità.

Il nostro viaggiatore intrepido, decide così di sfruttare ogni nuovo mezzo di trasporto per visitarla e inizia la sua esplorazione, percorrendo a bordo di un moderno segway, le rive del fiume Tago. Inizia il suo viaggio dal quartiere di Belèm, sulle sponde del Tago, da dove partivano le imbarcazioni portoghesi.

Lisbona è senza dubbio una meravigliosa città che va visitata con un duplice sguardo: artistico e naturalistico. Qui infatti non manca niente e il turista può godere di un’atmosfera unica, sigillata dal fascino del fiume sul quale si adagia. Il mare poi, non dista più di trenta chilometri, incontrando la nota spiaggia di Cascais. Lisboa (in portoghese) è una città ecclettica di origini marinare. Il suo periodo di massimo splendore coincide con la dominazione araba, che ha contribuito a renderla visivamente bella. Un concetto di bello che Lisbona riesce largamente a sorpassare. Proprio il filosofo Kant, dopo il 1755 ci parla di questo luogo, sia in termini scientifici che filosofici. In termini scientifici, riferendosi alle possibili cause, colpevoli del grande terremoto che il 1 Novembre del 1755, distrusse Lisbona. Famoso in proposito il Poema sul disastro, scritto invece da Francois – Marie Arouet De Voltaire. Kant, allargherà il concetto di Sublime proprio a questa città. Per Kant, il sublime è qualcosa che non rientra soltanto nella pura bellezza estetica ma in un coinvolgimento totale che toglie il fiato. Infatti Lisbona toglie il fiato e il nostro Ulisse viaggiatore lo sa e decide per questo, dopo aver conosciuto l’elemento fuoco (la storia di Lisbona collegata al terremoto) di iniziare la sua scoperta, da uno degli elementi che rappresentano il luogo: l’acqua.

Lisbona Cristo Rei

Sul lato sud del Tago, passato il Ponte del 25 Aprile si trova il Cristo Rei. Fu eretto nel 1938 ed è una copia di quello che si trova a Rio de Janeiro in Brasile. Altro non è che il simbolo dell’indipendenza del Portogallo durante la Seconda Guerra Mondiale, rimasto come la Svizzera, neutrale alla Guerra. Alto 113 metri, di cui solo 28 metri adibiti allo slancio della statua. Lo guardi dal basso e sali con lo sguardo fino a bucare il cielo, lo osservi dalla terrazza panoramica, raggiungibile in ascensore e voli metaforicamente verso la città. E Lisboa ha saputo volare, compiendo grandi sforzi durante la sua storia. Dopo il terribile terremoto che si propagò soprattutto sotto il mare, coinvolgendo Marocco, Spagna, Francia e Germania, la città fu sconvolta il 25 Agosto del 1988, da un terribile incendio che coinvolse la zona di Chiado. Questa distruzione lasciò nell’animo dei suoi abitanti la consapevolezza che quello che avevano perso andava ricostruito e così fecero, portando avanti una strutturazione antisismica.
Oggi il Chiado (significa astuto) è il quartiere degli artisti. Al centro del quartiere la statua del poeta e frate rinascimentale Antonio Ribeiro, detto ‘O Chiado’. una zona colma di negozi raffinati, librerie, teatri che rappresenta la tenacia di un popolo nel riscattarsi. Il viaggiatore si guarda intorno e insieme al gusto impeccabile di ogni particolare e via, vede il rispetto, la pulizia assoluta, l’amore con cui vengono tenuti i giardini pubblici.

Alfama rappresenta senza dubbio la zona più originale, dove degustare anche la cucina tradizionale lisboeta: Oh Bacalhau vi sarà servito in infiniti modi. Ma ciò che non può assolutamente perdersi il nostro viaggiatore è la visita al Bairro Alto, il quartiere alto, raggiungibile con l’Elevador da Glòria o con l’Elevador da Bica. Il quartiere della Baixa è invece una grande scacchiera urbanistica di vie ed il centro di Lisbona, contraddistinto dalla rua Augusta, una strada ampia e che ha alcune somiglianze con la nostra Via Dei Calzaioli, a Firenze. Termina nella gigantesca Praca do Comercio, passando da uno strepitoso arco trionfale. Infine nel quartiere di Belem, da non scordare la Torre di Belm, faro – fortezza a guardia del porto e il Mosteirodos Jeronimos. E se siete di passaggio a Lisbona, con le ore contate, non perdetevi la panoramica dal punto più alto della città, contrattate il prezzo con una delle tante piccole guide, che a bordo di un’ape dal sapor di farfalla, vi porterà a percepire il succo della città, la sua globalità. Vi chiederà più volte se vi sembra bella e proprio nell’atto di guardarla stupiti o di ringraziarla, proverà una gioia intensa nel farvi da ‘guida di passaggio’.

 

barrio-alto

Questa terra non può certo lasciare insoddisfatto il suo visitatore e tantomeno il suo animo. Infatti il viaggiatore intrepido si confonde nell’elemento più bello, l’aria, quella che respira, che si alimenta dei sorrisi della gente del luogo, dei canti nostalgici, come il Fado che canta il sentimento, le pene d’amore, per qualcuno che è partito. Canta le conquiste dei marinai ma anche degli uomini in generale, avvenute dopo acuti dolori. Ecco che sulle note di questa musica che dal 2011 è diventata Patrimonio dell’Umanità, il viaggiatore si addormenta felice, sazio del sublime che comunque, ogni tanto vige in terra.

 

 

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”

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