Bagno a Ripoli, si inaugura CoccioPesto: “l’essenza del dettaglio” nel bistrot dai...

Bagno a Ripoli, si inaugura CoccioPesto: “l’essenza del dettaglio” nel bistrot dai sapori fiorentini

da un'idea di Martina e Ivana. Inaugurazione il 28 Maggio

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Parigi, primi dell’800, la Rivoluzione Francese è ormai trascorsa: si dice che, nella piccola e creativa Place du Tertre occupata dai soldati cosacchi, assetati e piuttosto esigenti, quest’ultimi urlassero ai camerieri una strana parola russa. “Bystro”, “Bystro”…presto, presto! Temevano, avendo il divieto di consumare alcolici, di essere scoperti dagli ufficiali superiori” 

Bystro, dunque, quale sinonimo di veloce, rapido, fuggiasco.
Bistrot, nel suo significato odierno, quale locale tipico, intimo, caldo. Accenni russi e spunti francesi che, in una traslazione spazio-temporale, ci conducono direttamente all’universo nostrano: n. 165 di Via Roma, Bagno a Ripoli. Cosa vi si trova?
Lungo l’arteria viaria del capoluogo comunale, di fronte alla BCC e laddove si insediavano gli uffici comunali, un minuscolo atrio anticipa una vetrina che, per tinte e vibrazioni, stride in positivo con l’asetticità che la circonda. Vi si legge: “Bistrot, Olioteca ed Osteria Fiorentina”

Ad attenderci, al suo interno, ci sono Ivana Aglietti e la giovane nipote Martina Ceccarelli, proprietarie in società della nuova Osteria “COCCIOPESTO” – questo il nome! – che avrà la sua inaugurazione domenica 28 Maggio dalle ore 18:00.
“E’ un’Osteria a tutti gli effetti ma, in caso di indicazioni, per non confondere la nostra attività con la frazione di Osteria Nuova – anch’essa attraversata da Via Roma – abbiamo preferito usare il termine Bistrot”, ci spiega Martina.

L’atmosfera, a Cocciopesto, è all’insegna della confidenzialità: dall’accoglienza sino al servizio, passando dall’arredamento per giungere al sunto finale, il menù. Tutto dice casa. Nel senso di intimità personale e legame col territorio. A partire dal nome, non casuale, del ristorante: Cocciopesto. Cos’è? Un materiale edilizio impermeabile, la cui tinta “mattone” è stata saggiamente ripresa per colorare i muri del bistrot, omaggio al vicinissimo scavo romano – il cocciopesto era usato proprio dagli antichi Romani – che insiste nella retrostante Piazza della Pace. Non solo. Le “alleanze” con area e tradizione fiorentina si emanano sino a “impolverare” ogni angolo del locale: olio e vino di Aziende Agricole toscane, pasta fatta in casa, rivestimenti “Made in Italy”, quadri e cimeli di artisti ripolesi e gigliati. Ogni dettaglio è situato in uno spazio scelto con cura. Si gusta, in questa sorta di Ristomuseo, col palato e con gli occhi: ci sono fotografie in bianco e nero di volti femminili, un tocco vintage donato da due vecchie macchine da scrivere, candelabri e piatti di ceramica appesi al muro, un’antica macchina da cucire, un quadro in onore de “Il cuore di vetro”, poesia del professore Mario Luzzi. Ed una toilette che è “la più bella di Bagno a Ripoli…”

“Guardate quello – ci racconta Martina, indicando una bozza di disegno raffigurante un cavallo – è opera del famoso artista ripolese Nano Campeggi, realizzata su una tovaglietta di Cocciopesto”. Sta lì, sopra la macchina del caffè, nella sua cornice ideale. Sedie, tavolini ed altra oggettistica sono poi perle prossime all’antiquariato, rivisitate a nuovo uso. Scopriamo, guidate dalle proprietarie, l’Osteria: traversando l’arco, dalla piccola hall di accoglienza accediamo alla “Stanza del Giardino”, affacciata sull’aia di una chiesetta sconsacrata.
Pezzo forte della sala: un olivo in cotto, installazione artistica posta a decoro di un’intera parete.
Si passa una nuova porta e ci troviamo nella “Stanza del Camino”, per di più funzionante, di cui l’Osteria si servirà nei mesi invernali. Da qui, altro inedito preziosismo, ci affacciamo su Piazza della Pace e sul monumento a firma Marcello Guasti, dove Cocciopesto vi posizionerà alcuni tavolini per l’estate, ravvivando così quell’Agorà raramente usata.

Dalla Stanza del Camino si accede infine alla Cucina. Qui c’è il cuoco Eugenio, mentre si segnala la partecipazione straordinaria di Ariel Hagen.
Ad Ivana, Martina, Ariel, Eugenio si affiancherà un altro ragazzo ripolese, Tommaso, giovane e volenteroso, aiuterà in sala e, presto, abbellirà il bandone di Cocciopesto con un suo graffito originale (essendo writers).
“Ai “blocchi di partenza” saremo sei persone, tre in sala e tre in cucina”. 

Aperto sette giorni su sette a cena, da giovedì a domenica anche a pranzo, potrete trovare ulteriori informazioni sul nuovissimo Bistrot cliccando sulla pagina Facebook di Cocciopesto.

 

 

(Clicca sulle immagini per vederle nelle dimensioni originali)

 

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