Chiude l’Edicola dell’ospedale: Andrea e Adriano salutano dopo 15 anni di servizio

Chiude l’Edicola dell’ospedale: Andrea e Adriano salutano dopo 15 anni di servizio

I due fratelli si arrendono alla modernità e a un servizio non supportato. Chiude una saracinesca, si apre una nuova ferita. E Santa Maria Annunziata resta priva di un'importante attività.

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Chiude Edicola ospedale

In silenzio, il 2019 ci ha lasciato in eredità la chiusura di una nuova edicola: quella gestita da Adriano e Andrea, all’interno dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. Una ferita personale, economica, sociale.

La moria delle edicole è preoccupante, forse incontrovertibile, conseguente al declino della carta stampata la cui previsione è nefasta come pochi altri settori in commercio: ad ottobre 2019, in Italia si contavano 14.626 edicole, 3.733 in meno rispetto al 2010.

Ogni anno dell’ultima decade, mediamente, hanno abbassato la saracinesca (per sempre) oltre 370 venditori di notizie, approfondimenti, cultura.

In una società, la nostra, incapace di integrare le periferie e riqualificare i centri storici, dove rivivono pericolosi spettri del Ventennio fascista e prendono vita continui focolai di intolleranza, dove la lettura è surclassata dalla tecnologia e le coscienze comandate dal conformismo televisivo, la chiusura di giornalai, edicole, librerie assurge ad emergenza sociale. O tale dovrebbe essere visto, appunto, indifferenza e silenzio che accompagnano l’applicazione dei lucchetti.

 

L’Edicola dell’Osma

Adriano e Andrea, fratelli, hanno sgomberato l’edicola nel periodo natalizio. Lasciando vuoto e rendendo inutile uno spazio vissuto da quando l’OSMA esiste: da lì ci sono passati più gestori, l’Altobelli per circa otto anni a cavallo tra i due secoli, dunque Adriano e Andrea dal 2005.

Quindici anni di onorato servizio, rivolto anzitutto a pazienti e dipendenti dell’ospedale, i quali potevano trovare nei fratelli un sorriso di conforto, una battuta pronta, una disponibilità ed una gentilezza mai scontate.

Chiude Edicola ospedale

“La prima mazzata è arrivata quando è stato rimosso dall’ospedale il punto prelievi (era il 2017) – racconta Adriano -. Per noi ha significato 150/200 persone in meno al giorno: meno flusso, meno vendite ma identico prezzo d’affitto del fondo.

Abbiamo cercato di integrare la vendita di giornali e riviste con altri prodotti ma la grandezza del locale ci ha limitato. Avremmo voluto mettere a disposizione dei clienti pigiami, pantofole e quant’altro avesse potuto servire al paziente dell’ospedale. Oggi un’edicola, se vuol sopravvivere, deve rifornirsi come fosse un mini-market.

Il rammarico? Non essere riusciti a confrontarci con i referenti ASL. Volevamo parlarci e magari trovare un giusto compromesso anche in previsione delle novità riguardanti la futura “area commerciale” ospedaliera. Così non è stato e noi, dopo un anno che venivamo a lavorare per la gloria, garantendo sempre l’apertura, abbiamo deciso di dire basta”.

L’Ospedale, da questo 2020 appena iniziato, resta pertanto senza un servizio fondante e fondamentale per la sua vivibilità: quello dell’edicola che rappresentava una piccola alternativa di svago ed intrattenimento alla monotonia talvolta depressiva dell’ambiente ospedaliero. Per di più, in una struttura sanitaria che serve l’intera area Sud-Est fiorentina ed è considerata, per certi aspetti, un’eccellenza.

“Ci dispiace molto – commentano i due fratelli – per la clientela, sia occasionale che quotidiana e perchè avevamo fortemente investito nell’attività. Ora, a quasi 50 anni di età, dovremmo cercare un nuovo lavoro”.

L’Osma resterà priva di edicola fino a data da destinarsi, molto probabilmente sino alla conclusione dei lavori che riguardano l’accesso alla struttura e nel quale sono previste anche attività commerciali.

 

Le edicole in Italia

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