Villa Larderel, le Istituzioni: “Non sarà destinata all’arrivo di migranti!”

Villa Larderel, le Istituzioni: “Non sarà destinata all’arrivo di migranti!”

Lo assicurano Regione e Comune; la villa sita a Pozzolatico è in vendita, varie le ipotesi per il suo futuro

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Il futuro di Villa Larderel e quel che sarà dell’imponente struttura trecentesca che domina dall’alto la frazione di Pozzolatico, passa dalla “manifestazione di interesse per la vendita” che la Regione Toscana, proprietaria dell’immobile, riuscirà ad attrarre.
La Villa, dunque, dopo la gestione Don Gnocchi e quella, discussa, della Scuola Steineriana Waldorf è nuovamente in vendita, in cerca di una nuova destinazione stavolta più longeva dell’ultima. Proprio dal passato vogliamo partire per raccontarvi la cronistoria della Villa: tre anni fa, nonostante le richieste del Comune di Impruneta (e dei Sindaci del Chianti) di mantenere un presidio socio-sanitario all’interno dell’immobile, la Regione Toscana optò per l’esperimento Scuola Steineriana, gestita dalla cooperativa Smau, con tanto di cambio di destinazione nella variante urbanistica del Comune da socio-sanitario a scolastico.
Affitto annuo: 453 mila euro.

La Scuola prevedeva, secondo il metodo steineriano, un percorso scolastico unico dall’asilo alle superiori, volto non soltanto all’apprendimento teorico delle discipline ma anche all’utilizzo del corpo, alla valorizzazione dell’atto manuale, sviluppo delle capacità creative, di pittura ed artistiche. In questi anni, tuttavia, la Scuola Waldorf ha portato una scarsa ricaduta (economica e sociale) sul territorio, oltre che ad abusi edilizi, malagestione, illeciti. Capitava così, nell’estate scorsa, di potersi recare a Villa Larderel per un bagno in piscina, cornice splendida sulle colline chiantigiane, pagando un normalissimo biglietto; peccato che di normale ci fosse, in realtà, molto poco: a partire proprio dall’impianto aperto al pubblico di cui il Comune non era a conoscenza.

Così, aperta per pochi mesi, poteva accadere anche di recarsi a Villa Larderel per un pomeriggio di relax ai bordi della “vasca” ed essere rimandati indietro per “guasti” improvvisati volti a mascherare le irregolarità burocratiche e l’impossibilità di aprirvi in quel contesto un’attività del genere.
Motivo per cui la Regione ha richiesto lo sfratto.

Ora, mentre gli alunni della scuola steineriana stanno cercando un’altra sistemazione in previsione del nuovo anno accademico, la Regione Toscana cerca nuovi acquirenti per i 12 mila metri quadrati.
Sul domani di Villa Larderel se ne è dette tante, più o meno realistiche e preoccupanti per gli abitanti di Pozzolatico; la voce più insistente riportava la creazione di un nuovo centro permanenza e smistamento di immigrati con cifre da capogiro quali 500, 600, 800 ragazzi stranieri richiedenti asilo. Fantascienza. L’Impruneta, ricordiamo, è tra i comuni toscani ad ospitare il maggior numero di migranti: oltre 100 dislocati nelle strutture degli Scopeti, di Villa i Cipressi e Villa Monticini. Dunque, facendo già una considerevole parte nel dovere dell’accoglienza, il Sindaco Alessio Calamandrei assicura che Villa Larderel non sarà destinata ad immigrati e che privati potrebbero già essere interessati all’acquisto. Rassicurazioni provenienti anche dalla Regione Toscana e dalla Segreteria dell’Assessore Vittorio Bugli, come attesta una mail inviata ad Amministrazione imprunetina e mostrata al Presidente del Comitato Abitanti di Pozzolatico, Stefano Grisieti.

Se non si riuscisse a venderla, la Regione provvederà ad affittare la struttura. La soluzione più comoda, spiega il Primo Cittadino, rimane l’affidamento della proprietà ad un progetto scolastico; altrimenti si dovrà di nuovo passare dal Consiglio Comunale per rimodificare la variante urbanistica con passaggio di destinazione da scolastica a quel che sarà. Potrebbe tornare un presidio socio-sanitario o, soluzione che non dispiacerebbe a paesani, esercenti ed amministrazione, hotel od altre attività ricettive.
Il Comitato Abitanti di Pozzolatico, dalla sua, non ha espresso né preferenze né tantomeno esigenze, per un semplice motivo: nessuno lo ha chiamato in causa.
Già nel mentre della scelta conducente alla scuola Steineriana, nuovamente adesso, la partecipazione per una questione di interesse generale è stata del tutto bypassata; Grisieti, portavoce del Comitato, sostiene che la cittadinanza avrebbe potuto perlomeno aiutare e sciogliere dubbi istituzionali, conoscendo meglio di chiunque altro le esigenze territoriali ed avanza: non sarebbe bello fruire di quella splendida struttura per realizzare una sorta di Istituto Professionale, rilanciando settori artigianali e tipici, inno ad una manualità dispersa (cotto, legno, ceramica)?…

 

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