Peculato: due dirigenti imprunetini accusati dalla Procura di Firenze

Peculato: due dirigenti imprunetini accusati dalla Procura di Firenze

per una consistente auto-liquidazione non prevista che risale al 2012

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Sul sito del Comune di Impruneta, allo sportello “Amministrazione Trasparente“, cercando “anticorruzione” si sopraggiunge alla “Relazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione anno 2016”: scorrendo fino ai “procedimenti disciplinari e penali” si legge “Si, Peculato” ed una serie di “Si, Corruzione“, “Si, istigazione alla Corruzione” poco rassicuranti.
La storia, chiarita quest’oggi su La Nazione nell’articolo di Stefano Brogioni ha dell’assurdo: due dirigenti della macchina amministrativa comunale di Impruneta, Leonello Corsinovi e Paola Trefoloni, sono accusati di peculato. Dunque, PECULATO: “Appropriazione indebita, o distrazione a profitto proprio o altrui, di denaro o altro bene mobile appartenente ad altri, commessa da un pubblico ufficiale che ne abbia il possesso in ragione del suo ufficio”.
I fatti incriminati risalgono al Novembre 2012, quando i due dipendenti comunali, oggi responsabile del servizio gestione del territorio il Corsinovi e responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune di Impruneta la Trefoloni, si sarebbero accaparrati ben 19.000 euro a testa, profittando della “progettazione interna” sul piano Strutturale e sul RUC, premiandosi oltremodo, come contesta il sostituto Procuratore Leopoldo de Gregorio.

Non solo.
Corsinovi sarebbe anche il firmatario di determinazioni che, a suo tempo (2008), garantirono compensi a altri dirigenti nell’ambito dei concorsi di affidamento dei lavori della Piazza di Tavarnuzze e della Fornace Agresti (di cui era Pres. della Commissione). Compresi, questi, non previsti dal Comune.

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