L’eroina Fallaci e la lezione di Terzani

L’eroina Fallaci e la lezione di Terzani

115
0
SHARE
Fallaci

Oriana Fallaci è stata una delle più grandi giornaliste italiane del secolo scorso. Partigiana in difesa della sua Firenze, poi giovane cronista in ascesa, divenne nota negli anni Sessanta per il suo reportage sulla guerra del VietNam, raccolto nel libro del 1969 Niente e così sia.

Nel corso della sua lunga carriera ebbe modo di girare il mondo e raccontarlo col suo inconfondibile stile, incontrando molti dei più importanti leader e personaggi politici mondiali: in Intervista con la Storia sono raccolte alcune delle sue più importanti interviste, una grandiosa fotografia degli eventi e dei volti che hanno segnato il Novecento. Il carattere libero e intraprendente le permise di interpretare al meglio il mestiere di giornalista, oltre che scrittrice, e la caparbietà e le spigolature tutte toscane la resero sempre una voce mai banale, spesso forte, nel panorama intellettuale italiano.

Come tutti ebbe posizioni in merito a molteplici argomenti: dall’aborto all’eutanasia, dalla globalizzazione al femminismo, le sue idee sono senz’altro discutibili e criticabili, ma rappresentano posizioni comprensibili e rientranti in atavici dibattiti interni alla politica e all’ideologia. Il grande danno, che volutamente così definiamo, la Fallaci lo ha fatto nel momento in cui ha avviato la propria crociata contro l’Islam.

L’acritica interpretazione del Corano, dei fenomeni migratori e degli attacchi terroristici del nuovo Millennio portò la scrittrice a ergersi fanaticamente a Cassandra della civiltà occidentale, una veggente impegnata a lanciare moniti per evitare che il mondo musulmano ci invadesse e distruggesse.

Questo seme di intolleranza e cieca contrapposizione religiosa ha purtroppo negli anni dato i suoi velenosi frutti, e così oggi dobbiamo assistere alla sua santificazione da parte dei peggiori leader della nostra destra xenofoba e islamofobica; nei post acchiappavoti dei vari Salvini e Meloni si celebra Oriana Fallaci, la si incensa, si propongono i suoi scritti come obbligatori nelle scuole: “La Fallaci aveva ragione”, ripetono in coro tutti coloro che accettano solo la soluzione più semplice e di pancia ai problemi, coloro che trasudano ignoranza storica e culturale.

No, la Fallaci non aveva ragione. Dopo il suo violento articolo “La rabbia e l’orgoglio”, in seguito all’11 settembre 2001, il primo a risponderle fu un altro grande giornalista italiano, Tiziano Terzani. In “Il Sultano e San Francesco”. Non possiamo rinunciare alla speranza, lo scrittore fiorentino capovolgeva il modo di vedere il rapporto tra noi e loro, tra Occidente e Oriente, in una lezione che si pone come un baluardo contro false contrapposizioni e odi insensati.

Vogliamo concludere questo articolo con alcuni estratti della lettera, invitando tutti, oltre che a leggerla, a riflettere, fuggendo dalla propaganda di vuoti politicanti e del mito della Fallaci:

“E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non è nella tua rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela più accettabile, “Libertà duratura”. O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza?

Da che mondo è mondo non c’è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmeno questa. […] Il tuo attacco, Oriana – anche a colpi di sputo – alle “cicale” ed agli intellettuali “del dubbio” va in quello stesso senso. Dubitare è una funzione essenziale del pensiero; il dubbio è il fondo della nostra cultura. Voler togliere il dubbio dalle nostre teste è come volere togliere l’aria ai nostri polmoni. […]

Le tue argomentazioni verranno ora usate nelle scuole contro quelle buoniste, da libro Cuore, ma tu credi che gli italiani di domani, educati a questo semplicismo intollerante, saranno migliori? Non sarebbe invece meglio che imparassero, a lezione di religione, anche che cosa è l’Islam? […] La natura è una grande maestra, Oriana, e bisogna ogni tanto tornarci a prendere lezione. Tornaci anche tu.

Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi altri grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero; sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più. Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia. Ti saluto, Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace. Perché se quella non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte. “

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY