Intervista a Sergio Gatteschi: “I vantaggi del Termovalorizzatore…dicendo no allo slogan Rifiuti...

Intervista a Sergio Gatteschi: “I vantaggi del Termovalorizzatore…dicendo no allo slogan Rifiuti Zero”

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In seguito alla diatriba “social” nata da dichiarazioni del Sindaco Calamandrei favorevoli all’impianto di incenerimento dei rifiuti e dopo la risposta del Collettivo Giovani Impruneta, con l’articolo “Inceneritori e Parolai“, sulla vicenda era intervenuto il Presidente di Amici della Terra  Sergio Gatteschi.
Premessa: nella giornata odierna, sul nostro giornale, troverete la seguente intervista ad un personaggio pro-inceneritore ed un nuovo articolo sull’incontro svoltosi ieri ad Impruneta sui Rifiuti Zero, al fine di dar voce ad entrambe le “campane”, ci auspichiamo, nella maniera più imparziale possibile.

Nel suo intervento, Sergio Gatteschi, Presidente di Amici della Terra, aveva “denunciato” il Collettivo Giovani Impruneta di “straordinaria disinformazione“, scrivendo le seguenti parole: “chi ne ha voglia può leggersi i dati on line di tutti i termovalorizzatori italiani, dove tutte le sostanze vengono monitorate e sono tutte abbondantemente sotto i limiti di legge, anche duemila volte meno. Ciò premesso, rifiuti zero è una brutta traduzione di Zero Waste, che significa zero sprechi”

Al fine di comprendere meglio ed argomentare quanto dichiarato, abbiamo raggiunto Gatteschi al telefono, disponibile al confronto.
Sergio, l'”accusa” che le è stata mossa è quella di seguire una posizione pro-inceneritore dettata da una linea politica imposta…
“La scelta a favore del termovalorizzatore (e non inceneritore) è ambientalista, non politica. Come Amici della Terra abbiamo deciso di perseguire tale strada dal 1995, quando Renzi frequentava probabilmente le Scuole Elementari. Nessuna linea imposta. Oltre vent’anni fa abbiamo abbattuto il tabù “inceneritore”, aggiornando le nostre convinzioni negli anni.
Sono stato consigliere provinciale dei Verdi dal 1999 al 2004; nel 2000 optammo per dire “si” al piano dei rifiuti che prevedeva, nella Piana Fiorentina, il termovalorizzatore…dunque chi mi accusa di accostamenti politici muove polemiche sterili e pregiudiziali.”

Inceneritore o Termovalorizzatore?
“Il primo brucia i rifiuti trasformandoli in cenere, il secondo produce energia elettrica, calore ed il rifiuto viene riusato come combustibile. Dal punto di vista ambientale la differenza è decisiva.”

Quanto verrebbe a costare il Termovalorizzatore di Case Passerini?
“Circa 136 milioni di euro…”

Perché, secondo lei, è da promuoverne la realizzazione?
“Per alcuni grandi vantaggi, ambientali ed economici, che vi elenco.
Adesso, in uscita da Case Passerini diretti verso le discariche di Peccioli, Terranova Bracciolini, Emilia Romagna, si contano 50 camion al giorno. Non avendo, l’alto centro (province di Firenze, Pistoia, Prato) che conta circa 2 milioni di abitanti, un proprio impianto di smaltimento, siamo costretti ad esportare i rifiuti, pagando l’impianto dove si va a conferire, i camionisti addetti al trasporto, la tassa imposta da Comune e Provincia di destinazione.
L’impatto delle emissioni di un futuro termovalorizzatore (tutti i termovalrozzatori italiani producono lo 0,03% – fonte Ispra – delle diossine nell’aria, la salute non viene compromessa) può essere comparato ad una decina di camion attivi al giorno, con un “risparmio” quotidiano ambientale ed economico di 40 tir.
Abbattiamo i trasporti e facciamo bingo!
Inoltre, si annovera la produzione correlata di energia elettrica per bisogni equivalenti di 40.000 famiglie, ovvero 100-120 mila abitanti, evitando di produrla altrove e la creazione di riscaldamento/raffrescamento per l’equivalente di 6000 famiglie. Accendi un impianto, ne spegni molti altri. Il Termovalorizzatore di Bolzano, facendo un esempio, contribuisce alla creazione di energia termica del vicino Ospedale…e questo la dice lunga.”

Eppure, sostenendo la Strategia Rifiuti Zero, separando organico dal resto ed abbattendo la percentuale di rifiuti non differenziabili, l’impianto di Termovalorizzazione diverrebbe superfluo. Cosa ne pensa?
“Rifiuti Zero è una definizione del tutto priva di fondamento, è una truffa, se viene usata come slogan per non realizzare impianti! La definizione Zero Waste si traduce Zero Sprechi, mentre ridurre a zero i rifiuti è impossibile, ne resteranno sempre di non differenziabili. Ci sono situazioni, come Capannori, più favorevoli ad alte percentuali di differenziazione e porta a porta, ma anche lì, il 12% restante di indifferenziata viene spedito nelle discariche o a incenerimento.
Noi sosteniamo il corretto ciclo dei rifiuti che parte dall’economia circolare (dalla riduzione dei rifiuti fin dalla progettazione dei prodotti) per andare al riuso, alla differenziazione ed al riciclo delle materie seconde che ne derivano, al recupero di energia dalla frazione residua, infine alla discarica che per noi dovrebbe essere vicino allo zero. Il piano regionale parla di 70% differenziata, 20% da smaltire, 10% (per me ancora troppo) in discarica. In questo ciclo, se ti privi dell’impianto finale rischi di far confusione, devi esportare i rifiuti e scarichi dunque su altre comunità il peso della demagogia…”

 

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