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Impruneta, i consiglieri Giovannini, Franchi, Zoppini: “Sul Birillo la non risposta imbarazzata dell’assessore Cioni”

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Di seguito il comunicato stampa dei consiglieri di opposizione rappresentanti di Cittadini Per Impruneta e del Centrodestra per Impruneta, relativo all’articolo 2 del bando per il Birillo di Tavarnuzze. Per la gestione futura dell’ex stazione tavarnuzzina si prevede la clausola di aver già gestito per almeno tre anni un immobile pubblico, a garanzia dell’investimento. “Cavillo” che i consiglieri di opposizione predetti, attraverso una mozione tuttavia bocciata nel Consiglio Comunale di ieri, avrebbero voluto cancellare dal bando stesso:

“Siamo basiti e sconcertati delle dichiarazioni dell’Assessore Cioni sulla nostra mozione concernente la clausola restrittiva imposta dall’articolo 2 del bando di coprogettazione per la presentazione del progetto socio – culturale sulla nuova destinazione del Birillo di Tavarnuzze. E’ ormai passato un anno dall’insediamento del primo Consiglio comunale e possiamo dire, oltre ogni ragionevole dubbio, che l’Assesore Cioni non ha risposto in modo chiaro, preciso e sufficiente a nessuna delle questioni che gli abbiamo sottoposto; anzi molte volte non ha proprio proferito parola.” dichiarano i Consiglieri comunali Alessandro Giovannini, Gabriele Franchi (Cittadini Per) e Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta).

La clausola restrittiva prevede che per partecipare al bando sia necessario provare di aver gestito per almeno 3 anni un immobile pubblico. Questa clasuola è altamente lesiva per tutti quei soggetti che magari avrebbero con entusiasmo potuto presentare un progetto degno della loro professionalità ma che non avendo gestito un immobile pubblico non possono farlo. Abbiamo quindi presentato una mozione per rimuovere questa clausola. La mozione come dichiarato dalla stessa Cioni è stata “rigettata” perchè “priva di fondamento”. L’Assessore, nella discussione, ha fatto riferimento a delle non meglio precisate linee guida di ANAC dove si richiedeva esperienza maturata nel settore. Facciamo sommessamente presente all’Assessore che questi criteri sono per noi opportuni nella misura in cui sono riferiti al progetto e non all’immobile”, continuano i consiglieri.

“Dato che durante la discussione non ci ha mai risposto: Assessore, di grazia, può spiegare in modo chiaro e preciso ai cittadini a che fine rileva l’aver gestito per almeno tre anni un immobile pubblico? E’ questo un sicuro indice di conduttore che gestirà con la diligenza del buon padre di famiglia il Birillo? E per quali specifici motivi non potrebbe farlo colui che non ha mai gestito un immobile pubblico? E se sostiene, come ha fatto, che la volontà dell’Amministrazione è quella di essere più inclusiva possibile per quale motivo è stata bocciata la nostra mozione? E perchè sarebbe “priva di fondamento”? Noi crediamo che la partecipazione di un numero maggiore di soggetti al bando non possa che essere un valore aggiunto e di concretà utilità per l’approntamento della migliore scelta possibile. Noi crediamo nella partecipazione. Per noi questa clausola è da eliminare”, concludono i consiglieri.

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