Il rione nella festa: SANTE MARIE

Il rione nella festa: SANTE MARIE

469
0
SHARE

Il 1963 è un anno storico per la Festa dell’Uva, e ciò lo si deve a due motivi: in quell’edizione il Rione delle Sante Marie alzò la sua prima coppa, e lo fece inventando una tecnica che da lì in poi avrebbe contraddistinto più di ogni altra la nostra Festa, l’inchiccatura. Nel famoso “Giardino del Poggi” i rionali celesti per primi decorarono i carri con i chicchi d’uva e lo stucco (sostituito l’anno dopo dal mastice), in una vittoria che permise loro di inserirsi nell’albo dei vincitori per la prima memorabile volta. Infatti né negli anni ‘30, caratterizzati da molti terzi posti, né negli anni ’50, dove comparvero invece molti quarti, il rione di piazza Nova era riuscito ad imporsi; non erano mancate sfilate da ricordare, come la raffinata conchiglia del 1950, ma in quegli anni le Sante Marie preferivano fregiarsi di uno spirito più goliardico, ben rappresentato dallo Zibibbo, l’imponente missile che non ebbe fortuna nel 1961, quando si incagliò in una casa all’imbocco di via Mazzini, e venne così riproposto nel 1962, col nome di Zibibbo 2.

La goliardia e la voglia di fare festa sono ancora oggi le caratteristiche più note e peculiari delle Sante Marie, il rione che incarna lo spirito più vero e profondo della Festa dell’Uva. Tra gli anni ’60 e ’70 a questo tipico elemento andò aggiungendosi nella contrada celeste una crescente bravura nella costruzione dei carri, con la lavorazione del legno che vide il rione fare progressivamente scuola: si ricordano il grande vaso greco completamente inchiccato del 1966, gli attrezzi da cucina su un carro “apparecchiato” a quadretti bianchi e rossi del 1973 e il grande annaffiatoio del 1977. I tempi erano maturi per sbocciare definitivamente, e così nel 1978 le Sante Marie colsero il loro secondo successo, nel segno della musica e di un perfetto violino in legno. Si aprì da quell’anno il periodo più vincente della storia del rione prima dell’exploit degli anni 2000, una stagione trionfale che i mariani ricordano ancora con grande enfasi e orgoglio.

Le Sante Marie divennero protagoniste della Festa trovando il successo nel 1980 con lo strettoio inchiccato e, nel segno della tradizione contadina, nel biennio 1983-1984, la prima doppietta celeste. Sotto la chioma di un grande albero i mariani trovarono la coppa della vittoria nel 1986, mentre la storia venne a bussare alle porte di piazza Nova nel 1988, un trionfo tanto carico di bellezza quanto di commozione: tra una casina, elemento tipico e proverbiale delle sfilate celesti, e una cantina, a prendersi la scena fu il grappolo d’uva realizzato interamente con l’utilizzo di damigiane, in cui il sole di “bruzzico” portò i suoi raggi per uno spettacolo meraviglioso. I mariani festeggiarono quel trionfo andando in via Mazzini sotto la casa di Alberto Fiaschi, il Bobbe, storica figura del rione scomparsa pochi mesi prima. Si chiuse così il dorato ciclo degli anni ’80, e gli anni ’90 portarono invece con sé delusioni e molti quarti posti, inframezzati solo dalla vittoria del 1994, quando la splendida meridiana d’uva valse il primo posto, seppur in condivisione col Pallò.

Il nuovo millennio si aprì nel segno di quello appena conclusosi, ma nel 2005 un bel terzo posto fece intravedere una rinascita ventura; i rionali registrarono anche una divertente canzone, il cui ritornello diceva: “attenti, le Marie le stanno per tornar…” Mai profezia fu tanto vera. Eccome se tornarono, le Sante Marie. Dopo 12 anni di digiuno, nel 2006 la coppa tornò in piazza Nova, grazie ad una coreografia emozionante e con un distacco minimo dal Pallò. Il dominio celeste nella Festa fu sancito con ben quattro vittorie di fila, di cui l’ultima in particolare, Aqua Vitae del 2009, lasciò nei rionali un ricordo indelebile e sancì la superiorità del rione in quella stagione; nell’omaggio ai prodotti della nostra terra, trovò posto anche una dedica per Silvano Lapini, i’ Chicco, raffigurato nella botte del terzo carro. La gloria mariana non era però ancora finita, e così nel 2011 con “Il quarto tesoro” le Sante Marie poterono omaggiare nel modo migliore il proprio storico presidente Bruno Rustioni, venuto a mancare nel luglio di quell’anno.

Quel successo, il tredicesimo della loro storia, è sino ad ora l’ultima affermazione delle Sante Marie, che nonostante il quarto posto della passata edizione sono riuscite in questo quasi decennio a rimanere comunque protagoniste in piazza. Sicuramente, vittorie o no, il futuro continuerà ad essere radioso in piazza Nova, laddove “anche du’ ova fan la felicità”, e il significato più vero della Festa dell’Uva si tramanda intatto di generazione in generazione.

 

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY