Il più bello dell’anno

Il più bello dell’anno

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Benedetta estate, finalmente sei arrivata. Mai come quest’anno la bella stagione si è fatta attendere, coperta da tristi settimane di pioggia e inusuali basse temperature. Se dovessimo fidarci di Leopardi e pensare che il vero godimento di un qualcosa sta nella sua attesa, sicuramente potremmo affermare che quest’estate ce la siamo goduta, trepidando a lungo mentre i giorni trascorrevano nel grigiore e nel freddo. Questo insolito tempo non ci ha permesso di apprezzare la primavera, culla di rinascita della natura e trionfo di odori inebrianti; il passaggio dall’inverno all’estate si può dire che sia avvenuto quasi tutto d’un botto, ma d’altronde dobbiamo accogliere ogni capriccio di madre natura.

Che meraviglia però il sole che è esploso all’improvviso. Non c’è niente di più bello di una giornata di cielo azzurro in cui il grande astro riscalda la terra e il cuore: con le belle giornate e il caldo siamo tutti per forza di umore migliore, riacquistiamo serenità e ci riappacifichiamo con il mondo e con noi stessi. Della potente ed esplosiva estate luglio e agosto sono i simboli più prorompenti, i momenti in cui la canicola tocca l’apice e giunge solitamente il tempo delle vacanze. Non c’è però in essi, come d’altronde in nessun altro mese dell’anno, una bellezza paragonabile a quella di giugno. A giugno l’estate arriva ufficialmente, in quel 21 che segna l’equinozio e quindi la giornata più lunga dell’anno: per tutto il mese le giornate sono più lunghe che mai, con la notte che diventa un appendice che a fatica riesce a portare a letto il sole, la sera tardi. A giugno è bello godersi l’aria aperta perché ancora il caldo non è insopportabile, ma i raggi solari sono già diretti e forti sulla nostra pelle. Dedicato alla dea Giunone, moglie di Giove, questo mese venne diviso in due dal calendario rivoluzionario dei giacobini durante la Rivoluzione francese: dal momento che l’inizio di ogni mese avveniva non il 1 ma il 22, giugno venne spartito tra i due nuovi mesi di pratile e messidoro. L’anima di giugno si trova raccolta in questi due nomi.

Giugno ha in sé le soffici distese di prati verdi rinati nella primavera e dall’altra parte le infinite coltivazioni di grano che dorato dal sole viene raccolto in messi. Verde e oro, maggio e luglio. Giugno li condensa in un un’unione meravigliosa che permette di godere di una natura trionfante e gioiosa, portatrice di frutti e di nuove speranze. Nelle campagne trionfano verdissime macchie di ogni tipo di vegetazione, dai filari di vigne che si aprono a nuova vita all’erba che cresce senza volersi arrestare; talvolta rubano la scena macchie di papaveri rossi, fragili steli mossi dal vento e veglia sui fossi come nella musica di De André.

Se si ama la vita e la sua bellezza più profonda, si ama per forza giugno. Guardate la natura e le sue libagioni, guardate i cieli azzurri che riempiono l’anima di voglia di stare al mondo. In questa sinfonia perfetta il mese dell’estate saprà magnificare le vostre giornate facendovi capire che vale la pena esserci, anche solo per godere di un caleidoscopico tramonto. “Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio”: che sia la dedica di Guccini a guidarci nel godimento di questo sublime periodo dell’anno.

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