Il cuore di Impruneta per ricordare Lapo e sostenere la ricerca scientifica....

Il cuore di Impruneta per ricordare Lapo e sostenere la ricerca scientifica. Mamma Gaia: “In quel momento, il mio bambino torna a vivere in così tanti cuori da sentirlo lì vicino”

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Perchè il rione del Pallò e Impruneta, a maggior ragione quando c’è da unire le forze e andare oltre le divisioni rionali per un fine comune e nobile, hanno un cuore enorme. Lunedì sera, 16 settembre, nel cantiere di Nizzano, casa del rione verde, si è tenuta la cena a sostegno dell’Associazione Gli Amici di Lapo Onlus, nata per aiutare la ricerca contro la malattia di Kawasaki (ed ora capace di finanziare una borsa di studio con il Bambino Gesù di Roma – leggi qui), mostro che si è portato via il piccolo Lapo ancora neonato. Centinaia le persone messe a tavola dai volontari palloiani.
Il piccolo Lapo, come ben sa mamma Gaia, vive nella memoria dei suoi concittadini e si riafferma con forza ogni volta che il paese di Impruneta si riunisce nel suo ricordo. Attorno a chi continua ad amarlo incondizionatamente.

Di seguito le parole commoventi di Gaia, la madre di Lapo, un esempio di coraggio, trascritte su Facebook:

“Ringrazio chi mi ha mandato anche un solo messaggio per dirmi: sono con te stasera.
Ringrazio chi ha voluto contribuire, nonostante non fosse presente alla cena.
Ma il mio grazie è semplicemente riduttivo

Una tenerezza infinita, nel vedervi attorno a Linda, nel momento in cui lei ha dato il suo “umile e puro grazie”,
dolcissimo e strozzato nella voce…

Questa cena è sempre satura di sentimenti prepotentemente “incontrollabili”…mi ripeto,
Si attivano emozioni contrastanti e repentine,
passo dalla consapevole disperazione del perché
siate li con noi, in così tante persone
alla felicità che scopro nel vostro perché!

E i vostri volti, sorridenti nel sostegno, davanti a noi. La vostra partecipazione emotiva, “il vostro sentire”,
Che bellezza infinita.
In quel momento, il mio bambino, torna a vivere in così tanti cuori, da sentirlo lì vicino.

Ma Dio mio che bello ricevere quegli abbracci, forti, quasi soffocanti.
Ed esser finalmente capace di contraccambiarli, in quel crollo.

Siete in grado di darmi ancora la voglia di sognare, per questo progetto in cui ci aiutate.
Andare avanti. Senza trovare resa.
Per tanti altri bambini.
Nel mio incubo, ho maledetto la vita, ho bestemmiato contro Lui, un danno esistenziale non risanabile mi stava per risucchiare in un vortice senza uscita.
Poi, in una forza inaspettata, molto più di quella che conoscevo di me stessa,
Da bulldozer, ho spianato il dolore, ed ho ricostruito sulle mie macerie, una nuova mamma Gaia.
Non solo una nuova mamma per i miei figli, ma un sorta di fortezza, per tante altre mamme coraggio. Infinitamente debitrice di questa autentica meravigliosa partecipazione alla cena per il mio Lapo.

Linda, Leonardo, Gaia, Primo

Presente alla cena di lunedì scorso anche l’imprunetino Leonardo Corsani, giovane campione imprunetino di Minimoto, Supermoto e Body Building che, abbracciando la famiglia di Lapo – Gaia, la sorella Linda, il babbo Primo – scrive: “Ho sempre cercato di distinguermi, non solo in ambito sportivo ma pure come persona, nella vita quotidiana, cercando di migliorarmi giorno dopo giorno.
Nella foto: a sinistra Linda Quadalti e a destra Gaia Montera e Primo Quadalti.
Fondatori de “Gli amici di Lapo O.N.L.U.S.”
Associazione nata grazie a Gaia e Primo dopo la scomparsa del loro primogenito Lapo a seguito della sindrome di Kawasaki, durante i primi anni della sua vita.
Non ci sono parole e sensazioni di fronte ad eventi del genere, impossibile capire il dolore e come ci si sente di fronte alla scomparsa di un figlio.
Nel mio piccolo, durante gli ultimi anni in cui ho gareggiato in moto ho portato con me Lapo in tutti i circuiti nazionali affinché si venisse a conoscenza di questa associazione.
Ieri sera si è svolta l’annuale cena di beneficenza sul Rione del Pallò (Impruneta), alla quale hanno partecipato in molti, portando calore e amore per una giusta causa.
Non sono mancati i brividi causati dalle parole dette dalla famiglia durante la cena.
Basta poco per fare tanto.”

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